giovedì, Settembre 10, 2026

Prato. Via Strozzi-via Filicaia, costretti a convivere col degrado e la paura

di Andrea Mori

PRATO – Chi abita e lavora in via Strozzi e in via Filicaia, non ne può più. Da tempo la situazione è invivibile: minacce, aggressioni, furti e degrado. C’è paura.

La zona di via Strozzi-via Filicaia (Google Earth)

La dipendente di un negozio che si trova a pochi metri dal kebab Farid su via Strozzi, ci racconta di aver addirittura visto poche settimane fa un uomo che se ne stava in giro con una pistola: “non so se fosse finta o vera, ma resta il fatto che questo individuo se ne andava in giro con una pistola”. 

Parlare con commercianti e residenti di via Filicaia e via Strozzi, significa trovarsi di fronte a eventi e situazioni inquietanti e degradanti. E noi di Reportpistoia questo abbiamo fatto: abbiamo parlato con molte persone che vivono e lavorano nella zona, per cercare di capire meglio quali siano le condizioni dell’area. Ciò che emerge dalle parole di ognuna di loro sono la sensazione di impotenza, sconforto e paura.  

Paura per esempio provata da Rosa, che assieme al marito gestisce un bar in via Strozzi. Rosa ci racconta delle minacce ricevute da parte di un uomo che, in evidente stato di alterazione, era stato fermato dalla polizia proprio davanti al suo locale.

“Io mi sono semplicemente affacciata per guardare cosa stesse succedendo, quando ad un certo punto l’uomo fermato dalle forze dell’ordine mi ha guardato e mi ha detto, minaccioso, ‘so dove trovarti’. Poi, una settimana fa circa, racconta ancora la donna, “l’uomo è entrato ed uscito dal mio bar più volte come se stesse attraversando una strada”, quasi come se volesse ricordarle la minaccia. 

I cavi della telefonia degli studi

Il bar gestito da Rosa ha due porte, una che dà su via Strozzi, sotto ai loggiati dove si trova anche il ferramente Barni, e un’altra dove ci sono gli studi medici, dove da un po’ di tempo si verifica una cosa che ricorda tanti film horror. Di fianco agli studi si trovano, esternamente, i fili del telefono. Una dipendente, raccontandoci delle segnalazioni fatte alle autorità per denunciare lo spaccio di droga che tutti i giorni va in scena davanti agli studi, ci racconta: “gli spacciatori, per vendicarsi del fatto che chiamiamo la polizia, ce li hanno tagliati più volte”. 

Lo spaccio avviene con una tale frequenza e tranquillità che la dipendente, con sorriso amaro e rassegnato ci dice “ormai li conosco tutti, riconosco i loro volti”. 

La vendita di droga, ci raccontano i residenti e i commercianti, la si vede tranquillamente a tutte le ore del giorno, anche a quelle ore in cui le strade sono trafficate. Insomma, i criminali continuano il proprio “lavoro” senza troppi problemi. 

Davanti agli studi medici non si assiste solo allo spaccio, ma anche a episodi di violenza. Perché proprio di fronte a dove le persone vanno prendersi cura della propria salute, altre, all’opposto, vengono malmenate. Alcune settimane fa quattro uomini hanno picchiato e minacciato con una bottiglia di vetro rotta una coppia di anziani, per poi fuggire con cellulare e anche qualche centinaio di euro. 

Per non farsi mancare nulla, negli ultimi tempi sono peggiorate anche le condizioni igieniche e di decoro della zona: immondizia sempre più spesso abbandonata sui marciapiedi, siringhe per terra, materassi “nascosti” tra i palazzi per bucarsi e bere, bere e bucarsi.  

Siringhe sul marciapiede

Vi sono poi altre dinamiche, che non sempre si trasformano in crimini, ma che comunque contribuiscono a mantenere alto il livello di angoscia tra le persone.

Un commerciante di via Strozzi ci racconta di come, non troppi mesi fa, un suo amico fosse in macchina, fermo in via Filicaia, quando un ragazzino, che avrà avuto massimo 16 anni, avvicinandosi e puntando gli occhi sulla la catenina d’oro che l’uomo aveva al collo gli ha chiesto, sprezzante e minaccioso: “e se io te la prendessi?”. Nonostante questa sia rimasta una minaccia conclusa senza un’aggressione, gli scippi e i furti sono attività assai frequenti nella zona.  

L’auto con le macchie di sangue

Quando ai proprietari di attività, ai loro dipendenti e ai residenti domandiamo quali sono i provvedimenti che vorrebbero fossero presi, tutti ci rispondono la stessa cosa: che le forze dell’ordine non si limitino a “passare ogni tanto con la macchina ma che collochino dei propri agenti a piedi, che girano per la zona”.  

Le persone intanto continuano a vivere e a lavorare nella paura e nel disagio, nel bel mezzo di violenza, droga e sporcizia.  

La mattina del 28 luglio 2023, chi passava di fronte al negozio di abbigliamento Logli, avrebbe potuto “ammirare” una macchina con due chiazze di sangue sul fianco. Chiazze di sangue appartenenti ad un uomo che quella notte è stato accoltellato e poi portato in ospedale in gravi condizioni. 

I residenti e i commercianti continuano con la loro vita e il loro lavoro, con ogni tanto (ma neanche così tanto) il pensiero che possano diventare loro le vittime.

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