giovedì, Settembre 10, 2026

Fallimento fantasma di una azienda di biancheria, sequestrati beni per circa 1,3 milioni di euro

PISTOIA – Oltre 1 milione e 200 mila euro in denaro e beni immobili, sono stati sequestrati a tre persone, ritenute responsabili di mancato pagamento di imposte, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.

Avevano svuotato il patrimonio dell’azienda e messo in piedi un giro di fatture false con imprese collegate in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per frodare il fisco per centinaia di migliaia di euro.

Le indagini, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Pistoia, hanno consentito di ricostruire le articolate vicende economiche e societarie, che avevano condotto al fallimento, nel luglio 2018, un’impresa pistoiese specializzata nella produzione e commercio di biancheria per la casa.

Nei confronti delle tre persone i militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Pistoia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia, su richiesta della Procura della Repubblica di Pistoia.

Le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro di 19 unità immobiliari (6 abitazioni, 10 locali autorimessa e 3 magazzini in provincia di Milano e di Verbania), 1 terreno (in provincia di Verbania), 4 autoveicoli e quote societarie, nonché denaro di 7 conti correnti.

La caserma di Pistoia

Secondo gli inquirenti è emerso che gli amministratori avrebbero depauperato il patrimonio dell’azienda omettendo di riscuotere consistenti crediti societari ed effettuando ingenti forniture di merce – a favore di altre imprese collegate, estere con sede in Gran Bretagna e negli U.S.A., costituite anche ricorrendo a società fiduciarie – senza riceverne il corrispettivo.

Una serie di operazioni per rendere infruttuose le procedure di riscossione delle imposte non versate dall’azienda, che aveva accumulato cartelle esattoriali, relative al periodo 2009/2016, per centinaia di migliaia di euro. Altro obbiettivo era quello di ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni reimpiegati nelle altre imprese coinvolte.

Le Fiamme Gialle hanno però smascherato l’operazione e scoperchiato la pentola di una mega-truffa finanziaria.

L’inchiesta è in corso e potrebbero esserci ulteriori sviluppi. (m.d.)

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