PISTOIA – “Abbiamo preso in esame le il documento governativo ‘Proposte per la revisione del PNRR’ del 27 Luglio 2023 diramate dal Ministro per gli affari europei, il Sud e le politiche di coesione e PNRR. Lo dichiariamo senza mezzi termini – sostiene Daniele Gioffredi Segretario Generale della CGIL di Pistoia –: siamo sconcertati per la revisione del piano degli investimenti della Missione 6, quella relativa al finanziamento degli interventi strutturali della sanità.

La rimodulazione dell’investimento sulle Case della Comunità – aggiunge Gioffredi – riguarderà i nuovi edifici delle strutture per i quali la realizzazione entro giugno 2026 è a rischio. Gli interventi previsti dal documento del Governo passeranno da 1350 a 936 e si prevedono tagli per complessive 20 case di comunità in Toscana ovvero il 30% di quelle in previsione di realizzazione”.
Almeno una, se non due secondo la CGIL, le Case di comunità previste dalla delibera del 28 febbraio 2022 dalla ASL Toscana Centro, salterebbe nella fase attuativa del piano. Ovvero almeno una realtà progettuale tra quelle di Pistoia, San Marcello Piteglio, San Marcello Pistoiese, Montecatini Terme, Massa e Cozzile, Quarrata dovrebbe lasciare il passo al taglio imposto dalla revisione del PNRR.
Nel Documento si richiama la copertura tramite il ricorso a risorse nazionali per gli investimenti di edilizia sanitaria.
“Non potrà essere così – dice il Segretario Cgil Gioffredi – poiché nel Documento Economia e Finanza ultimo redatto dal Governo non sono previsti maggiori impegni di spesa per la salute ma, al contrario, una sostanziale riduzione del rapporto tra spesa sanitaria e Prodotto interno lordo che passerà dal 6,9% del 2022 al 6,2% nel 2025 e 2026”.

A Prato, invece, con la costruzione della palazzina a fianco dell’Ospedale Santo Stefano – analizza il sindacato di Via Puccini – si realizzeranno 104 posti letto in più e il tasso di posti letto per 1000 abitanti passerà da 2,1 a 2,5, mentre a Pistoia il tasso continua ad essere 1,9 posti letto ogni 1000 abitanti.
“L’ulteriore taglio alla sanità colpirà pesantemente la popolazione pistoiese e la carenza di sanità spingerà i cittadini verso l’acquisto di tasca propria delle prestazioni”.
Già adesso, secondo un approfondimento della CGIL di Pistoia i cittadini del comune capoluogo fruiscono sanità in via diretta in maniera difforme e proporzionale alla classe di reddito in cui si trovano.
“Chi ha percepito fino a 10.000 euro nel 2020 ha speso, mediamente, non più di 590 euro mentre chi ha percepito fino a 26.000 € si è potuto permettere una spesa media pro capite di 830 €.
La fascia dei contribuenti con redditi fino a 120.000 € ha pagato “di tasca propria” sanità per 1503 € e chi ha avuto redditi oltre 120.000 € ha speso 2132 € medi annuali.
In questo sistema di definanziamento della sanità si obbligano dunque i più poveri a scelte difficili tra salute e altri beni di prima necessità”.
Il sindacato di Via Puccini denuncia l’arretramento delle condizioni materiali dei cittadini pistoiesi, “soprattutto per coloro che hanno subito il taglio governativo dei contributi per gli affitti e il taglio del reddito di cittadinanza, questo ulteriore colpo inferto alla salute della comunità con il disinvestimento dei contributi PNRR per l’attivazione delle Case di comunità, in un contesto sanitario già in deficit in rapporto a Prato e Firenze, meriterebbe una presa di posizione politica apertamente contraria alle scelte governative”.
Spesa sanitaria comune di Pistoia anno 2020

I contribuenti pistoiesi con fascia di reddito fino a 10.000 € sono 15678 e hanno speso, mediamente, per l’acquisto di prestazioni sanitarie e farmacologiche quasi 590 € nell’anno 2020. Gli 8333 pistoiesi che hanno dichiarato redditi tra i 10.000 e i 15.000 € hanno speso 705€ mentre coloro hanno redditi tra i 15.000 e i 26.000 € hanno avuto una spesa media di 830€ e sono, a Pistoia, la classe reddituale più numerosa ovvero 21637 persone.
Tra questi vi è la maggior parte dei lavoratori dipendenti che hanno un valore reddituale medio di 20.820 € e una spesa sanitaria media pro-capite di 870€, circa 40€ in più della classe dei pensionati che però possono godere, seppure una minima parte di loro, delle esenzioni dal pagamento del ticket in costanza di un’età superiore ai 65 anni e un reddito familiare inferiore a 36.000€. I 971 lavoratori autonomi, con reddito medio pari a 45.114€, portano in detrazione le spese mediche per un importo di 1130€ mentre i 147 imprenditori con reddito medio di 50605€ spendono 1240€.
Chi percepisce redditi tra i 26.000 e i 55.000€, 15281 persone, spende mediamente 1066€; chi invece ha redditi tra i 55.000 e i 75.000€, 1477 persone,si permette una spesa media sanitaria fino a 1357€.
Cresce ulteriormente la spesa sanitaria per chi ha redditi tra i 75.000 € e i 120.000€, 1033 persone, raggiungendo il valore medio di 1503€ e per coloro che denunciano redditi superiori a 120.000€, 385 persone, la spesa sanitaria arriva a € 2.132,50. Il peso della spesa sanitaria è del 4,18% del reddito per i lavoratori dipendenti, del 4,11% per i pensionati, del 2,5% per i lavoratori autonomi e del 2,45% per gli imprenditori.
Complessivamente i cittadini pistoiesi spendono € 53.707.174,48.







