PISTOIA – E’ stata pubblicata la seconda ed ultima parte dell’indagine “Pistoia: la città che brucia – Isole di calore, temperature infernali e l’importanza della forestazione urbana per continuare a sopravvivere in città”, realizzata da Legambiente Pistoia.

L’obiettivo era quello di indagare l’effetto delle isole di calore urbane nel contesto della crisi
climatica globale.
La prima parte del report conferma il preoccupante aumento delle temperature nel centro storico, con ondate di calore estive sempre più frequenti e intense, la seconda si è concentrata sulle aree più periferiche, da San Lorenzo alle Fornaci, passando per Viale Matteotti e viale Adua.
La temperatura è stata rilevata al suolo tramite termometro ad infrarossi ed è di facile comprensione come il calore emesso a terra abbia poi effetti sull’ecosistema circostante, di cui facciamo parte.

I dati raccolti, nonostante potessero essere prevedibili, sono molto alti:
Piazza del Duomo 48,2°C
La Sala 44,8°C
Piazza Garibaldi 59,8°C
Panorama 46,7°
Viale Adua 46,2°
Viale Matteotti 50,9°
“Siamo di fronte a un’allarmante realtà: Pistoia sta ‘cuocendo’. Letteralmente – afferma Legambiente Pistoia – . I rilevamenti hanno però messo in luce anche un dato di fondamentale importanza: gli alberi adulti sono determinanti. E, nel contesto urbano, non sono assolutamente sufficienti”.
In piazza San Francesco, la presenza di alberi ha mitigato l’effetto isola di calore abbassando la temperatura da 49,6° a 40,2°. Anche in piazza della Resistenza accade lo stesso, dove gli alberi hanno ridotto la temperatura da 50,5° a 38,5°. Stesso discorso per San Lorenzo (“prossima ad una ‘riqualificazione’ al quanto discutibile e non certo virtuosa in termini di forestazione urbana”), dove si passa da una temperatura già mite di 34,3°C a 28,2°; per finire a piazza Garibaldi, dove solo con l’unico albero rimasto, si passa da 59,8° a 40,4°.

“Gli alberi – spiega Legambiente – hanno la capacità di catturare e immagazzinare grandi quantità di CO2, riducendo così le emissioni di gas serra. Inoltre, fornendo ombra e raffreddando l’ambiente circostante attraverso l’evapotraspirazione, contribuiscono a creare microclimi confortevoli nelle aree urbane. Sapevamo quello che avremmo rilevato, ma abbiamo voluto portare dei dati oggettvi. Quelle relative all’aumento delle temperature, e all’importanza di interventi atti a mitigare gli effetti della crisi climatica sono informazioni e dati ormai noti e di dominio pubblico. Eppure, negli ultimi anni siamo andati esattamente nella direzione opposta. Abbattimenti, tagli, potature selvagge al limite della capitozzatura, compensazione insufficiente, progetti di forestazione urbana del tutto assenti”







