PISTOIA – La desertificazione bancaria sta colpendo pesantemente Pistoia e provincia, nell’arco di 10 anni sono state chiuse ben 85 filiali, nel 2012 erano 186, oggi sono 101, il 46% delle banche ha chiuso i battenti.
E’ quanto evidenzia in una nota Leonardo Bardi, segretario Fisac Cgil Pistoia.
Marliana – spiega il segretario – è il primo comune in provincia senza filiale e banca seguito da Sambuca e Uzzano con un solo sportello e altri 5 comuni con solo 2 sportelli.
“Le piccole imprese e di conseguenza l’economia locale risentono di questa situazione, soprattutto nelle aree interne e nelle località montane – continua Bardi – Queste chiusure sono principalmente frutto della politica di riduzione selvaggia dei costi da parte
degli istituti bancari, che riducono il personale e filiali nonostante il settore stia vivendo un
momento d’oro a causa dell’innalzamento dei tassi con relativi utili miliardari, puntando sulla “digitalizzazione forzata” della clientela e sulla vendita di prodotti, creando enormi disagi ad una buona parte della popolazione che non ha i mezzi per affrontare questo cambiamento epocale”.
“Inoltre non tutto il lavoro bancario è digitalizzabile – continua – contanti, assegni, effetti cambiari, valuta estera ad esempio sono servizi che non possono essere digitalizzati e che le banche devono garantire alla clientela”.
“Esemplare il caso di Intesa Sanpaolo, ex Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che a Pistoia ha accorpato 11 filiali nelle sole 3 rimaste sul comune, costringendo la clientela ad una maggiore mobilità territoriale e a lunghe attese agli sportelli, dato il numero ormai ridotto degli addetti, su cui si scaricano carichi di lavoro insostenibili e lo sdegno dei clienti esasperati. Gli istituti bancari, privilegiando le attività commerciali e digitali, con annesse pressioni alla vendita, vengono meno alla loro funzione di servizio pubblico essenziale e di sostegno alle attività produttive ed economiche dei territori sempre più emarginati.
E’ evidente che l’interesse degli azionisti è assai più importante degli interessi dei cittadini e
delle condizioni di lavoro dei dipendenti del settore” conclude il segretario.







