PISTOIA – Lette le riflessioni del consigliere del Pd Paolo Tosi, che imputa alla giunta Tomasi grande responsabilità riguardo la morte del centro storico e la chiusura di noti negozi come Luisa Spagnoli e Acobaleno by le commesse, mi è venuto da scrivere quanto segue.
Premetto che esco in centro ogni mattina da quando sono in pensione con l’alibi di portare fuori il cane. In realtà mi piace uscire in centro perchè ci sono nata e ci ho vissuto per molti anni.
Non sono a conoscenza dei decreti comunali in merito al commercio e alla viabilità ma so per certo che gran colpa della morte del centro e della chiusura dei negozi è dei cittadini pistoiesi. Non amano la città, non la vivono, non escono, non frequentano i bar del centro che sono”abitati” per lo più da uomini di una certa età che lì “sbarcano”, con un caffè, la mattinata.
Se il consigliere Tosi esce alle 10 di un qualsiasi giorno infrasettimanale (escluso quelli del mercato) troverà il vuoto per le vie. Chi ama la città la vive ogni giorno ed il pistoiese non lo fa. Il mio non vuole essere un discorso politico ma sociale. Pistoia non è solo la Sala e l’apericena, non è il mercato settimanale, Pistoia dovrebbe essere vissuta dai suoi cittadini ogni giorno.
E un’altra domanda: quanti pistoiesi hanno visitato il museo Marino Marini quando ancora non c’era lo spettro della fondazione e della chiusura? Le cose belle dobbiamo sentirle nostre ed esserne orgogliosi per farle vivere.
I negozi muoiono perchè non c’è nessuno in giro, perché i proprietari dei fondi si illudono ancora di essere nello splendore degli anni ottanta, perché ci sono i centri commerciali.
La giunta potrebbe forse fare di più, i vivaisti fare della città un giardino perenne ma il cittadino dovrebbe essere il motore della rinascita di Pistoia. Per finire, dico al signor Tosi che i camperisti e i campeggiatori non credo portino ricchezza né risollevino la sorte dei negozi.
Gloria Potenti e il cane Nello










