mercoledì, Settembre 9, 2026

Mostra Venezia, i Leoni d’oro alla carriera a Liliana Cavani e Tony Leung

di Giacomo Martini

VENEZIA – Sono stati attribuiti alla regista  Liliana Cavani  e all’attore  Tony Leung Chiu-wai  i  Leoni d’Oro alla carriera  della  80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica  della  Biennale di Venezia  (30 agosto – 9 settembre 2023).

Liliana Cavani

La decisione è stata presa dal  Cda  della  Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore della Mostra,  Alberto Barbera.

“Sono molto felice e grata alla Biennale di Venezia per questa sorpresa bellissima”, ha dichiarato, nell’accettare la proposta,  Liliana Cavani, che ha partecipato alla Mostra di Venezia già nel 1965 con  Philippe Pétain: Processo a Vichy, Leone di San Marco per il documentario, e poi più volte con  Francesco d’Assisi  (1966),  Galileo  (1968),  I cannibali  (1969), tra gli altri, fino a  Il gioco di Ripley  (2002) e  Clarisse  (2012).

Tony Leung Chiu-wai  – che ha interpretato tre film Leoni d’Oro a Venezia:  Città dolente  (1989) di Hou Hsiao-hsien,  Cyclo  (1995) di Tran Anh Hung e  Lust, Caution  (2007) di Ang Lee,   nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Sono colpito e onorato dalla notizia della Biennale di Venezia. Condivido idealmente questo premio con tutti i cineasti con cui ho lavorato. Questo riconoscimento è anche un omaggio a tutti loro”.

A proposito di questi riconoscimenti, il direttore  Alberto Barbera  ha affermato: “Protagonista tra i più emblematici del nuovo cinema italiano degli anni Sessanta, con un lavoro che in seguito attraversa oltre sessant’anni di storia dello spettacolo,  Liliana Cavani  è un’artista polivalente capace di frequentare la televisione, il teatro e la musica lirica con il medesimo spirito non convenzionale, e la stessa inquietudine intellettuale che hanno reso celebri i suoi film. Il suo è sempre stato un pensiero anticonformista, libero da preconcetti ideologici e svincolato da condizionamenti di sorta, mosso dall’urgenza della ricerca continua di una verità celata nelle parti più nascoste  e misteriose dell’animo umano, fino ai confini della spiritualità.   I personaggi dei suoi film sono calati in un contesto storico che testimonia una tensione esistenziale verso il cambiamento, giovani che cercano risposte a quesiti importanti, soggetti complessi e problematici nei quali si riflette l’irrisolto conflitto fra individuo e società”.

Prosegue  Alberto  Barbera: “Tony Leung  è uno degli interpreti più carismatici del cinema contemporaneo, la cui eccezionale carriera è stata in grado di evolversi in parallelo allo sviluppo del cinema in chiave transnazionale e globale. Affermatosi come star della scena pop di Hong Kong negli anni Ottanta, è oggi internazionalmente riconosciuto come uno degli attori più significativi e versatili della sua generazione, in grado di dare vita a personaggi indimenticabili nei generi più vari e a ogni latitudine. Emblematico del suo stretto rapporto con il cinema d’autore è il ruolo di protagonista nel film  In the Mood for Love  (2000) di Wong Kar-wai, che garantisce a Tony Leung la Palma d’Oro come miglior attore al festival di Cannes, e l’interpretazione in tre film premiati con il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia:  Città dolente  (1989) di Hou Hsiao-hsien,  Cyclo  (1995) di Tran Anh Hung e  Lussuria – Seduzione e tradimento  (2007) di Ang Lee. Tuttavia, il suo profilo di star globale è legato altresì alla capacità di attraversare gli immaginari cinematografici in costante mutamento tipici del nostro tempo, segnando con la sua presenza film di grande successo commerciale in generi, lingue e scenari produttivi molto differenti, dal genere di arti marziali in  Hero  (2002) di Zhang Yimou, all’action-thriller  Infernal Affairs  (2002-03) di Andrew Lau e Alan Mak, all’epica di guerra  La battaglia dei tre regni  (2008-09) di John Woo, sino al recente contributo all’universo Marvel in  Shang-chi e la leggenda dei dieci anelli  (2021)”.

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