mercoledì, Settembre 9, 2026

25 novembre, Querci (Pd): ‘Necessarie azioni condivise. Alla scuola un ruolo chiave’

FIRENZE – “Domani, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In questi giorni abbiamo visto moltiplicarsi (fortunatamente) iniziative per invitare a riflettere e condividere il dolore e lo sconcerto di fronte a tragedie ormai quotidiane. Retorico sottolineare che ogni giorno dobbiamo aver ben presente questo male assoluto che attanaglia la nostra società.

Simona Querci

Ma il 25 novembre i riflettori si accendono in maniera più evidente e allora è giusto condividere con sempre più persone la consapevolezza e la ricerca di azioni condivise per invertire questa spirale di violenza. Questa, lo sappiamo, non è una festa, ma un momento di riflessione profonda. Una riflessione che impone qui più che mai molta attenzione nella scelta delle parole da utilizzare, perché ogni analisi fuorviante o spot ideologico accostato a un dramma del genere non può che aumentare il grado di sottovalutazione e inconsapevolezza. Addirittura si può creare un clima di odio e di intolleranza mai auspicabile e oltretutto indicando la causa in direzione sbagliata. Mi riferisco alle parole del ministro dell’Istruzione che sono risultate sconcertanti e, appunto, fuorvianti, legando la violenza di genere all’immigrazione illegale. Parole intrise di banalità ideologica, gravi anche perché pronunciate alla cerimonia di presentazione della Fondazione dedicata a Giulia Cecchettin, ammazzata da un ragazzo italiano e “per bene”, come scrive la sorella di Giulia, Elena. Parole gravemente difese anche dalla presidente del Consiglio” .
“Le Istituzioni e tutta la società sappiano, invece, che grande è il contributo che può venire dalla scuola, con un’educazione quotidiana al rispetto e alla parità di genere e attraverso progetti sull’affettività, ora quanto mai urgenti. Provvedimenti ministeriali in tal senso furono annunciati un anno fa, ma ancora non sono stati attivati. La Regione Toscana, diversamente dal Governo, investe in maniera significativa per rendere più sicura la nostra società, mettendo in campo numerosi strumenti per eliminare le disuguaglianze e le discriminazioni di genere, agendo in tal modo per limitare l’estrema conseguenza di una cultura “malata”, ovvero la violenza sulle donne. La Regione, per esempio, finanzia e fa realizzare percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti alle e agli insegnanti, per favorire l’identificazione e la destrutturazione dello stereotipo di genere”.

 Simona Querci, responsabile politiche per la scuola e l’infanzia della segreteria Pd Toscana

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