mercoledì, Settembre 9, 2026

Rsa, aumenta il contributo della Regione Toscana

FIRENZE (Toscana Notizie) – Accordo tra la Regione e i gestori delle Rsa toscane, nell’ottica di sostenere e sviluppare i servizi a beneficio della popolazione anziana della nostra regione. L’intesa è stata siglata questa mattina in Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani e dai rappresentanti dei gestori delle Rsa: Agespi, Arat, Arsa, Aret, Anaste, Uneba, Confcooperative Federsolidarietà Toscana, Agci, Aiop Rsa Toscana, Diaconia Valdese-Csd, alla presenza dell’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli e del direttore sanità, welfare e coesione sociale Federico Gelli.

La Giunta Regionale, ribadendo la volontà politica di sostenere economicamente il sistema di offerta residenziale per anziani non autosufficienti, si impegna ad un aumento progressivo delle quota sanitaria, con il conseguente incremento del fondo ad essa destinato, per i seguenti importi giornalieri:

  • 2,00 euro dal 1° luglio 2023
  • 1,60 euro dal 1° gennaio 2024
  • 1,50 euro dal 1° gennaio 2025

Si tratta dunque di un aumento da subito del contributo regionale di 60 euro al mese per ogni ospite di Rsa, con ulteriori aumenti progressivi stabiliti anche per le due prossime annualità. È il caso di ricordare che la Giunta Regionale, in questi anni di emergenza Covid-19 è intervenuta con misure di ristoro che hanno parzialmente ridotto i gravi problemi di tenuta economica delle Rsa, adesso però si rendono necessari ulteriori adeguamenti.

“La salvaguardia della qualità della vita dei nostri anziani e la tutela di coloro che non sono autosufficienti è per noi una priorità assoluta”, ha detto il presidente Eugenio Giani. “In questa direzione va l’accordo che sottoscriviamo perché la sinergia tra pubblico e privato è un fattore determinante per la presa in cura della persona fragile. Io ritengo che dopo l’emergenza causata dal Covid19 sia il momento di fare un salto di qualità nei servizi che possono caratterizzare la Toscana come regione d’ avanguardia sul piano della salute e dell’assistenza. Questo pur con la consapevolezza che le risorse a livello nazionale non sono quelle sperate. Sappiamo però di chiedere molto ai gestori che operano in regione, ecco perché questo accordo è doveroso. Adilà degli aspetti economici sono poi previsti ulteriori elementi importanti. Apriremo, per esempio, modalità di formazione in cui le strutture possano essere protagoniste direttamente per i propri fabbisogni”, ha concluso Giani.

“Siamo molto soddisfatti di questo accordo – ha commentato invece l’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli – che accoglie anche le richieste dei soggetti gestori, perché per noi il mondo delle Rsa gioca un ruolo fondamentale nella presa in cura delle persone più fragili. E’ necessario mantenere un dialogo costante e costruttivo per garantire la massima qualità del servizio. Per la Regione è uno sforzo economico importante, anche rispetto a quanto sta avvenendo a livello nazionale sul Fondo sanitario, per il quale assistiamo ad un progressivo definanziamento. Contemporaneamente però abbiamo l’urgenza di rispondere ai bisogni crescenti della parte più fragile della nostra popolazione e non possiamo sottrarci”.

I gestori delle strutture residenziali si impegnano dal canto loro a condividere con la Giunta Regionale un percorso di approfondimento tecnico diretto alla valutazione dell’attuale struttura dei costi delle Residenze, per individuare il livello di sostenibilità economica nel medio periodo che non pregiudichi la qualità e l’appropriatezza assistenziale né la sicurezza degli operatori.

Questo nell’ottica di favorire la programmazione di un’ offerta adeguata sul territorio, perché il cittadino sia in grado di scegliere liberamente all’interno di un sistema di strutture residenziali plurale e diffuso, ma omogeneo in termini di requisiti strutturali, organizzativi e professionali, di qualità residenziale e appropriatezza assistenziale.

Per quanto riguarda la formazione degli operatori, sempre nel protocollo è contenuto l’impegno della Giunta con il contributo dei soggetti gestori e il coinvolgimento delle parti sociali, all’istituzione di un Osservatorio permanente cui affidare,la stima e il monitoraggio del fabbisogno complessivo dei profili socio-sanitari necessari per rispondere concretamente alle dotazioni operative delle strutture.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i contenuti della recente delibera N 1007 del 28/08/2023 che stanzia ristori per i maggiori costi sostenuti a seguito dell’emergenza Covid-19 dalle Residenze sanitarie per disabili (Rsd) e Comunità alloggio protette (Cap). Si tratta in particolare di una quota integrativa giornaliera di 4 euro per posto letto per il periodo dal 1 aprile 2022 al 30 giugno 2022 e per il periodo dal 1 gennaio 2023 al 30 giugno 2023 che verranno erogati dalle Asl territoriali con fondi regionali per oltre 1 milione e 600 mila euro.

Questi ristori vengono erogati ogni anno dal 2020 per un totale di oltre 5 milioni e mezzo stanziati dalla Regione nell’arco del triennio 2020-2023.

Confcooperative-Federsolidarietà: “Passo importante”

Un aumento dei fondi per la non autosufficienza, una migliore programmazione del fabbisogno, attenzione alla formazione degli operatori e l’istituzione di un Osservatorio permanente.

Sono i principali punti dell’intesa raggiunta oggi tra Regione Toscana e i gestori delle Rsa toscane, dopo mesi di trattative.

“Le Rsa – dice Alberto Grilli, presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana – stanno affrontando da anni diverse criticità, che la pandemia prima e l’aumento dei costi e dei prezzi poi, hanno ulteriormente aggravato, mettendo a rischio la sopravvivenza delle strutture e quindi di tutto il sistema assistenziale toscano per la non autosufficienza. Questo accordo che chiediamo da tempo con forza non risolve tutte le problematiche ma certamente è un passo importante per aiutare le Rsa toscane a continuare il loro lavoro mantenendo gli standard di qualità che le hanno sempre caratterizzate”.

Nello specifico l’accordo prevede che la Giunta regionale assuma i seguenti impegni:

1. Aumento della quota sanitaria e conseguente aumento dei fondi per la non autosufficienza in ragione di: 
– 2 euro dal 1° luglio 2023 
– 1,50 euro dal 1° gennaio 2024 
– 1,60 euro dal 1° gennaio 2025 
per complessivi 5,10 euro.

2. Appoggio della Regione Toscana alla Proposta di Legge “Sostegni” della Terza Commissione del Consiglio regionale della Toscana per bloccare il fiorire di maxi-Rsa, che aggirano la normativa regionale e creano forti sperequazioni nel sistema, e realizzare una migliore programmazione del fabbisogno rafforzando la governance pubblica e rendendo più cogenti i criteri previsti dal procedimento valutativo e autorizzativo da seguire per la realizzazione di nuove Rsa, in un’ottica di omogeneizzazione e sostenibilità complessiva del sistema regionale.

3. Revisione del modello assistenziale con la possibilità di far evolvere e differenziare il sistema di offerta residenziale delle Rsa, in toto o in parte (dalle cure intermedie agli ospedali di comunità).

4. Impegno ad avviare un percorso con Anci Toscana e le Società della Salute per rivedere il limite di compartecipazione di parte pubblica alla quota sociale (attualmente pari a 53,50 euro).

6. Apertura dei percorsi di formazione professionale abilitanti alle funzioni di Operatori socio-sanitari anche agli attori accreditati del sistema di formazione professionale della Regione Toscana e istituzione di un osservatorio permanente aperto alle rappresentanze dei gestori per una migliore programmazione del fabbisogno formativo complessivo. 

7. Convocazione di un tavolo con i più importanti istituti bancari al fine di verificare le opportunità finanziarie che possono essere offerte ai gestori delle strutture.

I gestori delle Rsa si impegnano a condividere con la Giunta regionale un percorso di approfondimento tecnico per valutare l’attuale struttura dei costi delle residenze e per individuare il livello di sostenibilità economica nel medio periodo che non pregiudichi la qualità e l’appropriatezza assistenziale né la sicurezza degli operatori e si impegnano congiuntamente a valorizzare il sistema della “libera scelta”.

Cgil-Fp-Spi Firenze:

“Ora si innalzino la qualità dei servizi offerti

e il livello retributivo di lavoratori e lavoratrici”

Avremo modo di leggere l’intesa, ma quello che ci aspettiamo è che con il raggiungimento di quest’accordo non si metta più in discussione la tenuta dei servizi e anzi e soprattutto l’impegno dalle Associazioni dei Gestori nel congelare l’effetto di scaricare l’aumento dei costi sul personale e sui cittadini.

È necessario che grazie a questi aumenti economici si possano determinare le condizioni affinchè possa aumentare la qualità dei servizi offerti agli utenti, e si possa procede anche a livello territoriale all’innalzamento dei livelli retributivi di chi lavora in questo settore.

La fuga di operatori e professionisti verso il sistema pubblico alla quale stiamo assistendo in queste settimane si argina non applicando Contratto nazionale pirata, ma aumentando i livelli retributivi, individuando il Contratto nazionale di riferimento sotto il quale non andare e migliorando le condizioni di lavoro di chi opera nel settore.

Finchè chi lavora in questi settori sarà costretto a elevati rapporti numerici operatori/utente o sarà costretto a fare doppi e tripli turni vivrà questo settore lavorativo come di transito, in attesa di trovare un posto di lavoro con paghe e condizioni di lavoro migliori.

Quello delle Rsa è un settore delicatissimo che ha bisogno di attenzione e di una strategia complessiva, per gli utenti di quelle strutture e per i lavoratori, oltre che per la tenuta complessiva del nostro sistema socio sanitario regionale.

Le nostre richieste, ormai note, sono di adeguare i Livelli di Assistenza per migliorare la qualità dell’assistenza agli ospiti in una strategia complessiva e di rafforzare i controlli ed il governo clinico pubblico così da essere in relazione con i servizi sanitari pubblici territoriali e ospedalieri.

Su questi temi è interesse di tutto il sistema intervenire velocemente convinti che la questione non possa essere solo economica ma di riforma più complessiva.

CGIL Firenze – SPI CGIL Firenze – FP CGIL Firenze

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