PISTOIA – Al primo settembre, data di inizio dell’anno scolastico, in provincia di Pistoia l’organico dei docenti e Ata è coperto solo al 60% con posti in organico di diritto con il 40% di personale precario.
E’ quanto evidenzia in un comunicato stampa la segretaria provinciale generale FLC Cgil di Pistoia, Lucia Bagnoli.
“Questo significa che il problema annoso della “supplentite” non è ancora stato risolto, nonostante i roboanti proclami del ministro del governo attuale. – evidenzia Bagnoli – Il primo giorno del nuovo anno scolastico è stato caratterizzato dai soliti, vecchi problemi; carenza di organico, i supplenti che coprono quasi la metà dei posti e il sostegno che è coperto da personale specializzato solo in parte. Ciò che emerge, nostro malgrado è la mancata volontà, anzi l’assenza di volontà di fornire al meglio uno dei servizi più importanti per la società, cioè l’istruzione che insieme alla sanità costituiscono i capisaldi per una società protetta e ben attenzionata”.
Nei giorni scorsi hanno preso servizio i lavoratori neo assunti in ruolo, sia Ata che docenti, e i docenti che hanno avuto gli incarichi annuali attraverso l’argoritmo. “Purtroppo dalla pandemia anche nella scuola si è computerizzato tutto ciò che era possibile informatizzare, fra cui anche l’assegnazione di migliaia di nomine che viene corrisposta attraverso le domande che i precari devono compilare in epoca precedente, quest’anno i primi del mese di agosto, quando non si conoscono le disponibilità dei posti nelle varie scuole quindi al buio” continua Bagnoli.
“Molto spesso il docente compila la domanda in un certo modo, pensando di far bene e di tradurre in quel modo le proprie esigenze, ma in realtà non riesce a riportare puntualmente le proprie richieste. Inoltre c’è poca trasparenza su come agisce l’algoritmo sulle precedenze e sulle riserve, per cui spesso il precario non sa se chi ha avuto il posto con punteggio inferiore al suo, ne aveva diritto per la precedenza di Legge o meno; questo accade per il sacrosanto diritto alla privacy, ma si scontra con il diritto a leggere chiaramente le situazioni, che con il sistema informatizzato non è possibile attuare” continua la sindacalista.
Per quanto riguarda l’organico di fatto del personale Ata, cioè le supplenze annuali, “queste sono insuffcienti a garantire il regolare svolgimento del lavoro nelle scuole; in particolare non si può garantire la sicurezza perché i collaboratori scolastici sono in numero eccessivamente minore rispetto alle richieste avanzate dalle scuole. Le deroghe concesse sono la metà dei posti richiesti dai dirigenti scolastici. L’ufficio scolastico regionale della Toscana, anche quest’anno ha deciso di non credere alle esigenze rappresentate dai dirigenti scolastici, ignorando il che il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. In quanto tale, il personale Ata concorre in modo insostituibile alla realizzazione dei processi educativi degli studenti, per cui, i collaboratori scolastici sono fondamentali nel prendersi cura degli alunni, gli assistenti tecnici sono un punto di riferimento fondamentale per studentesse e studenti nei laboratori, ove si svolge molta dell’attività didattica; gli assistenti amministrativi sono il fulcro delle segreterie, sempre più ridotte nei numeri a fronte delle crescita delle incombenze burocratiche” conclude Bagnoli.







