mercoledì, Settembre 9, 2026

I rifiuti e la memoria corta della (cattiva) politica

di Daniela Belliti

PISTOIA – Era il 19 luglio 2007, ed ero da una settimana segretaria provinciale dei DS. Dal termovalorizzatore di Montale furono rilevati sforamenti di diossine e furani, che determinarono il fermo impianto; dai rilievi ARPAT emerse che già a febbraio era successo, ma non se ne era data alcuna informazione.

In segreteria discutemmo vivacemente dell’accaduto, e uscimmo nella stessa giornata con un duro comunicato, che chiedeva piena trasparenza su quanto successo e sulle condizioni dell’impianto, imponeva di non riattivarlo fino a che non si fosse fatta piena luce, invitava gli amministratori del CIS ad assumersi le loro responsabilità a nostro avviso molto gravi, e iniziava a porre la riflessione sul superamento dell’impianto, che bruciava rifiuti dal 1977.

L’allarme tra la popolazione era grande. Il Comitato anti-inceneritore si era riunito in un sit-in permanente a Montale, e ogni sera organizzava incontri di discussione su un diverso modo di gestire i rifiuti. Accettai il loro invito a partecipare a un incontro. Circondata da comprensibile ostilità, il confronto non sfociò mai in attacchi violenti; stupiti del fatto che mi fossi recata là, apprezzarono la mia apertura e capirono che sarei andata avanti nella posizione netta di un’inversione radicale di rotta sulle politiche ambientali e di gestione dei rifiuti.

Le conseguenze di quella posizione furono immediate.

Il Consiglio d’Amministrazione del CIS si dimise in blocco.

La Provincia di Pistoia, ente controllante, istituì una commissione di partecipazione per il controllo dell’impianto e investì su strumenti di ultima generazione per la verifica in tempo reale con immediata informazione e piena trasparenza sulla situazione in corso.

Infine, fu deciso da parte dei Comuni proprietari di non procedere all’ulteriore potenziamento già previsto, avviando di fatto il percorso che avrebbe dovuto portare alla chiusura.

Questo fu il punto fermo di tutti i successivi atti di programmazione, dal Piano ATO al Piano Rifiuti, e fu stabilito nel 2023 l’anno di chiusura, scritto nei programmi elettorali dei Comuni e nei documenti politici.

Poi – perché c’è sempre un poi – qualcosa dev’essere cambiato, e come sempre in peggio.

A un certo punto, e in particolare da quando è stato deciso che l’impianto di Case Passerini non si faceva più, si è cominciato a dire: certo, siamo per fare la raccolta differenziata, ma un impianto di termovalorizzazione ci vuole per forza; bisogna ridurre le discariche, ma un 5% deve andare a incenerimento … E così via.

Ed ecco, nel 2021, il progetto di multiutility lo diceva chiaramente: il progetto industriale prevede il “revamping” di Montale.

E già si cominciava a dire che si poteva andare avanti ancora per qualche anno, fino al 2026 …

Infine, si è cominciato a discutere del nuovo Piano regionale dei rifiuti (anzi, dell’economia circolare e delle bonifiche, perché meglio è rimuovere la parola “rifiuti”), e negli atti adottati ieri dal Consiglio regionale ci si limita a dire che il contratto di servizio scade nel 2024 (quindi, già è ufficiale un anno in più). C’è già chi parla di deroga di diversi anni ancora.

In questi giorni è in corso un bando del CIS per progetti di riconversione dell’impianto. Tra le ipotesi ci sta anche quello del potenziamento (considerato tutto ciò di cui sopra, e soprattutto considerato che la raccolta differenziata è ancora lontana dal già moderato obiettivo del 70%: proprio Firenze e Pistoia contribuiscono ad abbassare la media). Due le proposte di potenziamento, una della Ladurner, che gestisce attualmente l’impianto, e l’altra di una società collegata ad Alia (capofila della multiutility). La terza proposta, che proviene da Iren, riguarda lo smaltimento di fanghi civili.

Niente che corrisponda a una qualche idea di “economia circolare”, niente che sia coerente con l’impegno preso coi cittadini di liberare il territorio da impianti di smaltimento, bonificarlo e restituirlo a una fruizione pubblica.

Poi si parla di crisi della politica

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