mercoledì, Settembre 9, 2026

I 50 anni di Ance Toscana, in un libro la storia dall’Associazione costruttori

FIRENZE – Un libro che ripercorre la storia della più grande associazione di costruttori della Toscana; e un evento per indagare il futuro del settore e discutere delle tante questioni aperte. Ance Toscana, ovvero l’Associazione Nazionale Costruttori Edili della Toscana ha celebrato oggi il 50esimo anniversario della sua fondazione.

Rossano Massai

Il settore, che in Toscana conta oltre 52 mila imprese (circa il 15% delle imprese totali) e offre lavoro a circa 100 mila addetti, tradizionalmente è conosciuto come motore di ripresa economica, ma oggi può essere anche “un attore determinante delle politiche ambientali in tutti i rami in cui queste si declinano: costruzione di edifici a basso consumo energetico ed antisismici, sicurezza del territorio rispetto a fenomeni di frane e smottamenti ed eventi meteo estremi, prevenzione per rischi idrogeologici, difesa delle coste, bonifica aree, efficientamento delle reti di distribuzione idrica ed energetica, costruzione e manutenzione di reti di trasporto e mobilità urbana, riqualificazione dei centri urbani” come ha spiegato il presidente di Ance Toscana Rossano Massai, nel suo intervento all’evento celebrativo organizzato a Firenze per i 50anni dell’associazione toscana.

L’evento, che si è tenuto nel pomeriggio di oggi nel capoluogo toscano e dal titolo “Le fondamenta per il futuro” è stata anche l’occasione di presentare il volume “50 anni di ANCE Toscana. Edilizia fra tradizione e cambiamento” (in distribuzione gratuita su richiesta) che descrive l’evoluzione della maggiore associazione di categoria del settore, negli ultimi 50 anni in Toscana e quindi di fatto, scrive la storia delle costruzioni nella regione dal 1973 ad oggi.

Le costruzioni in Toscana contribuiscono a circa il 5% del valore aggiunto regionale e a quasi il 6% del valore aggiunto prodotto su scala nazionale. Un comparto importante che guarda al futuro e per questo e chiede “di avere stabilità”, come spiega Massai, “nessuna impresa potrà intraprendere un percorso virtuoso, di crescita, mettendo in atto gli investimenti necessari, se non avrà un terreno di regole e politiche stabili nel tempo”.

Per questo il presidente di Ance Toscana lancia un appello ad amministratori e politici.

“Basta con leggi che cambiano in corso d’opera e lasciano nella disperazione famiglie e imprese. Mi riferisco ai bonus, ai crediti incagliati, a migliaia di imprese sull’orlo del fallimento ed a famiglie che abitano in cantieri ormai fermi da tempo e senza via di uscita” dice Massai.

“Basta con le imprese che per lavorare fanno, di fatto, da cassa allo Stato. Ristori e compensativi per caro materiali ancora non corrisposti e senza la certezza che lo siano, SAL ritardati e IVA da rimborsare; ma anche basta con i bandi di gara che non adottano prezzari aggiornati, o a metodi di aggiudicazione che non premiano le imprese strutturate, corrette e sane”.

“Basta con le logiche conservative di principio – aggiunge ancora Massai -, con le normative obsolete che impediscono la rigenerazione sostenibile delle nostre città e del nostro territorio, e sbarrano l’accesso a nuove tecnologie o a pratiche innovative di recupero e riciclo.
E basta anche con il non ascoltare. Non ascoltarci. Quando viene fatto i risultati poi si vedono”.

“Questo Paese ha assoluta necessità di rinnovarsi con riforme radicali – spiega ancora Massai -, coraggiose, che incidano profondamente nella vita delle nostre comunità. Riforma della giustizia, riforma fiscale e, forse la più necessaria e difficile, la riforma della pubblica amministrazione”.

“Bisogna rivedere competenze – aggiunge ancora -, procedure e modelli autorizzativi, con una visione di insieme che parli la lingua dei cittadini e delle imprese, semplificando le norme e sburocratizzando i passaggi. Questa può essere la strada per ridisegnare il rapporto tra Ente Pubblico e soggetto privato; da basare su fiducia e collaborazione”.

“Occorrerà però un salto culturale – conclude il presidente di Ance Toscana Rossano Massai – sia dal pubblico che dal privato, stabilendo un rapporto nuovo, più stretto, rispettoso dei reciproci ruoli. Come servirà avere una programmazione stabile così da consentire a noi imprese di opere con quelle certezze, che non abbiamo più avuto ormai da anni, e che consentirebbe di fare investimenti sicuri con un po’ di ottimismo per il futuro”.

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