di Andrea Mori
MONTEMURLO – E’ stato presentato nella biblioteca comunale “Bartolomeo Della Fonte”, il libro “Troppo Neri” di Saverio Tommasi, giornalista e autore di reportage in Italia e all’estero che scrive per Fanpage.it. Nato a Firenze, città in cui tutt’oggi abita, col suo lavoro si occupa principalmente di temi legati ai diritti umani e civili.

A dialogare con l’autore c’era Giorgio Bernardini, giornalista del Corriere Fiorentino che ha via via posto delle domande allo scrittore.
Saverio Tommasi con Troppi neri ha tentato l’operazione di scardinare quelli che secondo lui sono i luoghi comuni riguardo gli immigrati e sul fenomeno dell’immigrazione in generale. L’autore propone al lettore alcune storie vere, drammatiche ma anche piene di vita e di speranza; insieme al fotogiornalista Francesco Malavolta, che accompagna queste narrazioni con fotografie dal forte impatto, frutto di molti anni di lavoro in viaggio per il mondo.
“È abbastanza normale alzare subito le barriere, avere paura del diverso, siamo fatti male – dice Tommasi a proposito dell’essere umano -. Ma abbiamo anche la più grande capacità di tramandare le storie, cosa che ci distingue rispetto agli altri esseri viventi. L’intelligenza invece non ci differenzia, poiché ci sono esseri umani molti stupidi, famosi e non”.
La gradazione del colore nero si ritrova in un sacco di questioni, dice l’autore: “una è quella del cuore politicamente nero di questo paese. Poi c’è il nero della gradazione della pelle, che è quella di cittadine e cittadini come noi che possiamo incrociare in ogni momento e con cui una parte rilevante della società coltiva lo scontro invece dell’incontro”.
Nel corso della serata sono inevitabilmente stati toccati temi di attualità, tra cui il grande numero di sbarchi che si sta verificando quest’anno.
“Il pool factor – spiega Tommasi -, ossia il fattore di attrazione in base alla disposizione o meno, presunta o reale del governo da cui tu miri a farti accogliere non esiste. Questo è stato uno dei cavalli di battaglia delle destre che oggi sono al Governo, le quali sostenevano che nel momento in cui vi è un esecutivo più propenso all’accoglienza benevola, allora maggiore sarà il numero delle partenze. Quest’idea che la pericolosità della partenza e la facilità, vera o presunta, del respingimento diminuisca le partenze è ovviamente una balla, lo confermano i picchi numerici di quest’anno.”



