di Beatrice Beneforti
PISTOIA – Questa mattina il comitato “No multiutility, No privatizzazione” ha tenuto un incontro con i cittadini alla libreria Lo spazio per parlare della privatizzazione dell’acqua.

A giudizio del comitato, la commissione nominata dal Consiglio comunale di Pistoia per la valutazione del quesito relativo al referendum consultivo contro la quotazione in borsa dell’acqua (composta dalla dottoressa Vera Aquino, dal dottor Marco Pisaneschi e dal professore Giovanni Tarli Barbieri) ha di fatto ha bocciato la proposta di referendum sottoscritta da oltre 1.400 cittadini
“Noi non ci fermiamo – annuncia Rosanna Crocini del comitato No Multiutility -. Continueremo a lavorare per la partecipazione corretta dei cittadini alla politica della città, visto che è stata minata ogni forma di partecipazione”.
“Da un punto di vista operativo si tratterà di capire se il regolamento comunale ha delle possibilità per consentire un rapporto più diretto tra cittadini e amministrazione ha detto Roberto Agnoletti – e soprattutto ora il dibattito si sposta dalla democrazia diretta alla democrazia partecipata. A questo punto il problema passa in mano alle organizzazioni politiche esistenti che devono sviluppare con il cittadino e con la base una riflessione sui metodi, sui fini, sugli obiettivi che un’operazione come la multiutility si prefigge. Si tratta di capire se l’efficienza di questi servizi si ottiene con questa struttura o con altre. Il fatto che dei tecnici ritengano che la quotazione in borsa sia un’operazione fattibile, denota, dal nostro punto di vista, una debolezza della politica. La politica si impegni a trovare altre strade”.
“Ribadiamo che Pistoia non comanderebbe più niente perché con una quota del 5,48% sicuramente quelli che prendono le decisioni sarebbero Firenze e Prato, – ha concluso Samuela Breschi del comitato – perché secondo la situazione attuale Pistoia avrebbe solo il 5,4 % di partecipazione alla multiutility – i cittadini pistoiesi si sono già espressi con il referendum del 2011 e bisogna votare nuovamente”.







