mercoledì, Settembre 9, 2026

Moria di pesci nel Brusigliano. Ma cosa li ha uccisi?

PISTOIA – “Stamattina ho notato che tutti i pesci del torrente Brusigliano, che scorre dietro casa mia, galleggiavano morti. Date le scarse piogge, l’acqua ristagna molto, quindi da stamattina presto nulla è cambiato: i pesci sono ancora lì e anche i residui schiumosi della sostanza tossica che è evidentemente stata sversata questa notte”.

Ce lo segnala una lettrice, che firma il suo messaggio.

Pesci morti nel Brusigliano

“L’Arpat dice di aver già ricevuto segnalazioni – aggiunge – ma non sappiamo se sono stati prelevati dei campioni di questa schiuma. Nei punti dove l’acqua non scorre, ancora si vede molto bene. La cosa veramente brutta è che da qualche anno, nonostante il Brusigliano sia sempre stato trattato come una discarica, l’ecosistema aveva ritrovato un suo equilibrio: pesci, aironi, martinpescatori, nutrie, avevano ripreso a popolare questo tratto. Temo tantissimo una reazione a catena perché gli aironi anche oggi sono in acqua, in mezzo a quella melma”. 

Preoccupazione più che legittima, anche perchè lo sversamento che ha causato la moria potrebbe essere qualsiasi tipo di sostanza.

“Mi hanno spiegato – scrive ancora la nostra lettrice – che il prelievo dei campioni non permette comunque di accertare responsabilità. 

Mi hanno detto che se non si vede lo scarico dal quale questa melma è stata sversata, non si può far niente: tocca al cittadino cercarne la fonte? 

Due tecnici dell’Arpat sono appena stati qui ma le misurazioni al momento non sono conclusive perché non è stata prelevata la schiuma per essere analizzata, ma un campione di acqua del quale è stato misurato il grado di ossigenazione insieme ad altri parametri. 

Conclusione: l’ossigenazione è buona, non giustifica la moria, dunque lo sversamento c’è stato, ma non lo si dimostra, bensì lo si deduce escludendo altre possibili cause legate a eventuali caratteristiche dell’acqua. In questo modo nessuna indagine viene avviata di fronte a un danno ambientale in piena regola”. 

La conclusione della segnalazione sottolinea una sorta di rassegnazione, per niente tranquillizzante: “davvero l’unica cosa che si può fare – si domanda amaramente la lettrice – è aspettare che Alia venga a rimuovere i pesci morti o che piova, in modo che l’acqua scorra e si porti via quel veleno e tutti i danni che ha provocato”?

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