PISTOIA – La Sala Maggiore del Palazzo comunale di Pistoia ha ospitato la cerimonia del Premio nazionale Vallecorsi per il teatro, il premio per il teatro più antico d’Italia.
Questa sessantesima edizione, sostenuta da Fondazione Caript, Comune Fondazione Tesi Group, ha visto fra i premiati speciali personaggi di primo piano quali gli attori Mariangela D’Abbraccio e Mariano Rigillo per il premio alla carriera, il regista, costumista e scenografo Pier Luigi Pizzi e il fotografo teatrale d’arte Tommaso Le Pera. In collegamento video è intervento il direttore della Rivista di Teatro Contemporaneo e Cinema nonché docente di metodologie e tecniche della globalità dei linguaggi, Gianfranco Bartalotta.

La celebrazione del sessantesimo anniversario ha voluto essere anche la riproposizione dell’ambizione di un premio che dopo un certo oblio, per vicende legate al passaggio dell’Azienda Breda, principale sponsor, a Hitachi rail, sta tornando ai fasti del passato.
Parlando delle prospettive il presidente degli Amici del Vallecorsi Moreno Fabbri ha esaltato la qualità dei lavori arrivati e la presenza di personaggi di rilievo nel panorama teatrale italiano mentre il segretario Luciano Bertini ha tracciato le linee da seguire per il prosieguo del premio dicendo: “l’Associazione Amici del Vallecorsi per il Teatro”, sta orientando le proprie attività, in una pluralità di proposte culturali diversificate ed inclusive anche in collaborazione con enti istituzionali e culturali di primaria rilevanza del territorio pistoiese, regionale e nazionale.
L’obiettivo primario è quello di dare spazio ai giovani e dedicare loro risorse importanti del Premio”.
Al Concorso 2023 sono arrivati oltre cento lavori letti in forma anonima da 22 giudici “territoriali” residenti in varie località della Toscana amanti del teatro che si sono prestati alla bisogna. Da questi ne sono stati scelti 12 sottoposti al giudizio del giudice monocratico, il pluripremiato Antonio Calenda definito il “regista più colto della scena teatrale contemporanea”.
Nel giudicare testi e autori, Calenda li ha avvicinati all’espressività del più recente teatro inglese, con soluzioni liriche di forte originalità. Per poi dire “I riferimenti al teatro inglese che i testi premiati ci inducono ad immaginare non sono affatto un dato limitativo, ma semmai rivelano un pregio: quello di essere febbrilmente connessi alle più intense stagioni del Teatro europeo”.
Ad aggiudicarsi i tre premi sono stati autori già “in carriera” per avere ricevuto altri importanti premi ed essersi distinti sia in testi classici che di impegno sociale.
Le motivazioni dei premi, scritte da Antonio Calenda, sono state lette dall’attrice e regista Monica Menchi.
Il primo premio se lo è aggiudicato l’attore e drammaturgo Gianluca D’Agostino di Napoli con il testo “Da est ad Ovest” di cui Calenda ha scritto: ”Nel testo da Est ad Ovest si respira la sottile ironia esistenziale propria della drammaturgia pinteriana (da Harold Pinter, ndr) che qui si articola in un andirivieni temporale …dove domina il tema della coppia uomo-donna con le nevrosi che ne determinano l’usura e l’ansia dell’esistere”.
Al secondo posto si è piazzato Vittorio Pavoncello con “Porte che sbattono” lavoro di cui la motivazione dice: “il testo è ascrivibile alla ‘tradizione del nuovo’ di impronta anglosassone, rivissuta e ristrutturata, nel problematico rapporto uomo-donna secondo modalità nelle quali affiora il divertente recupero del teatro borghese”.
Terza classificata Denise Diaz Montalto, appena rientrata dal Cile, invitata dall’Istituto di Santiago per la presentazione della drammaturgia italiana contemporanea emergente. Del suo lavoro Scintille il regista scrive: “…nello stile di quella del più recente teatro inglese, mostra la rappresentazione tragica e poetica della disperazione e del lancinante disorientamento delle nuove generazioni, con soluzioni liriche di forte originalità, che avvolgono in spire che lasciano senza fiato”.
La cerimonia è stata allietata da due interventi dell’Ensemble d’Archi del Liceo musicale Forteguerri composto dai violinisti Sara Suci, Leonardo Moretti, Michele Lo Russo, Zoe Aresti, prof. Marco Corsini con Gaia Santoro al violoncello e il prof. Francesco Cavagna all’Arpa. I musicisti si sono esibiti in Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Mascagni e Kanon di Johann Pachelbel.







