PISTOIA – C’è chi ha perso tutto nel giro di mezz’ora, chi ha rischiato letteralmente la vita, chi ha improvvisato paratoie di fortuna e chi, ancora, non riesce a quantificare i danni subiti. Sono le prime storie che emergono tra le imprese colpite dalla devastante alluvione di giovedì. Tutte tenute insieme dallo stesso disperato appello: “Aiutateci, da soli non ce la faremo”.
A Quarrata, il comune più duramente colpito nell’area pistoiese, tutto è andato sott’acqua. Come la pizzeria “Antichi Sapori”, di Samuele Quieti. “La sera di giovedì – ricorda – stavamo ricevendo degli ordini, quando ha iniziato a piovere forte. Ad un certo punto la corrente e saltata e abbiamo deciso di chiudere tutto. Quando siamo tornati a vedere, la mattina dopo, il locale era completamente allagato: alimenti e macchinari sono andati, è un dramma”.
Ancora peggio stava per andare al negozio Biagini Calzature, come ricorda il titolare, Riccardo Gargini: “è stato un incubo – dice – perché nel giro di soli venti minuti la piazza di Quarrata è diventata una piscina. Io ero fuori dal negozio e l’acqua mi è arrivata fino alla cintura. Una mia commessa non ha fatto in tempo ad uscire e la porta era bloccata. Non è rimasta intrappolata solo perché l’acqua ha sfondato i vetri ed è uscita da lì. Non dormo da allora: i danni alla merce e agli arredi sono immani”.
Anche Cinzia Baldi, della libreria il Ghirigoro, ha perso tutto: “La mia attività è completamente distrutta – dice mentre cammina tra i libri zuppi – e siamo distrutti anche noi. Il danno è totale, senza aiuti esterni non ci rialzeremo”.
Jonathan Giuntini, invece, ha un panificio in centro: “Abbiamo visto arrivarci addosso, letteralmente, un fiume d’acqua. Abbiamo improvvisato una barriera con dei sacchi di farina, ma non è bastato. I danni sono ingenti: abbiamo buttato via tutti gli alimenti e i macchinari sono danneggiati, così come l’ufficio”.
“Un dramma senza precedenti – commenta il Direttore di Confcommercio Pistoia e Prato, Tiziano Tempestini – che, come tale, richiede misure straordinarie per essere gestito al meglio. Le piccole e medie imprese che sono state devastate dall’alluvione non possono risollevarsi con le loro sole forze. è urgente predisporre un blocco di tutte le imposte e dei versamenti dei contributi, accanto alla necessità di una moratoria verso gli istituti di credito, per i mutui e i finanziamenti. Provvedimenti che devono aggiungersi, inevitabilmente, alla dichiarazione dello stato d’emergenza e alla cassa integrazione straordinaria”.







