mercoledì, Settembre 9, 2026

“Tomorrow’s Parties”: al Bolognini uno sguardo giocoso, brillante e visionario sul futuro

PISTOIA – Uno sguardo brillante, commovente e visionario sul futuro e sulle sue infinite possibilità.

Caterina Simonelli e Marco Cavalcoli portano in scena al Teatro Bolognini in prima regionale la versione italiana di “Tomorrow’s Parties”, adattamento dallo spettacolo originale della compagnia inglese Forced Entertainment, rappresentato per la prima volta nel 2011 per la regia di Tim Etchells.

Traducibile con “Le feste di domani”, lo spettacolo è uno sguardo giocoso, toccante e talvolta delirante verso futuri possibili e impossibili. Un uomo e una donna sono in piedi e immobili al centro di un palco dallo sfondo buio e incorniciato solo da un festone di lampadine colorate da luna park: uno scenario essenziale e minimale che ci trasporta in un luogo e un tempo indefiniti, concentrando l’attenzione degli spettatori sulle parole pronunciate dai due singolari personaggi.

Questi giocano ad avanzare ipotesi, dalle più verosimili alle più assurde e paradossali, sui probabili scenari che attendono il genere umano, evocando visioni a volte luminose, a volte allucinanti, e spesso trovandosi in disaccordo. Il meccanismo scatena ben presto un fuoco d’artificio di lucida, disincantata, intima, profonda e spesso amara introspezione: visioni utopiche e distopiche, panorami fantascientifici, cliché, sogni, incubi politici e fantasie assurde finiscono, a poco a poco, per disegnare un affresco straordinariamente ricco e preciso delle speranze e delle paure della nostra attualità, proiettata verso un futuro incerto, in cui forse nulla è cambiato o forse tutto sarà completamente diverso.

Simonelli e Cavalcoli in una scena dello spettacolo “Tomorrow’s Parties”

È un viaggio verso un futuro che da un lato affascina, dall’altro genera ansia e timore, ma che in ogni caso ci fa riflettere sull’infinito ventaglio possibilità che si aprono anche in conseguenza delle nostre decisioni e scelte quotidiane.

Che cosa ci aspetta nel prossimo futuro? È questa la domanda che ha sempre assillato e intrigato l’uomo in ogni epoca: ma ancor di più nell’età contemporanea e nel mondo attuale, quando a seguito del processo di globalizzazione tutto si è fatto più rapido e veloce, tutto cambia e si evolve più in fretta, e mutamenti e sconvolgimenti sono all’ordine del giorno.

Chi o che cosa diventeremo? Saremo bersagli o destinatari di cura per gli alieni, servi o complici delle macchine, divinità decadute, inventori di nuovi ecosistemi sostenibili, oppure naufraghi alla ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare? Ondeggiando tra verosimiglianza e fantasia, si succedono rapidamente, una dopo l’altra, le ipotesi sul nostro destino: ma ogni idea, anche la più assurda e improbabile, nasconde in fondo un briciolo di verità, e spinge lo spettatore a riflettere sul mondo che abbiamo costruito e come esso potrebbe diventare, e a quali conseguenze estreme – in positivo come in negativo – potrebbero condurci certi comportamenti, azioni, processi, sviluppi oggi ancora in corso.

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