mercoledì, Settembre 9, 2026

Firenze, Vinicio Capossela torna in teatro con le sue “tredici canzoni urgenti”

FIRENZE – L’urgenza di non abbassare mai la guardia, di rompere il silenzio e il muro dell’indifferenza, di combattere le ingiustizie e le narrazioni d’odio, di far sentire la propria voce contro le gravi emergenze politiche, sociali e ambientali che il nostro mondo sta attraversando in quest’epoca inquieta e tormentata.

Vinicio Capossela torna in concerto a Firenze e lo fa nella suggestiva cornice del Teatro Verdi, scelto come tappa del suo tour nazionale “Con i tasti che ci abbiamo”, per il lancio del suo ultimo album “Tredici canzoni urgenti” pubblicato lo scorso mese di aprile. Anticipato dai singoli “La crociata dei bambini” e “La parte del torto”, questo nuovo lavoro discografico del cantautore, il dodicesimo in studio, è stato concepito nella prima metà del 2022 e registrato nei mesi successivi, e presenta come filo conduttore la volontà di “reagire” con forza di fronte a un mondo “irragionevole”, in continua trasformazione e dominato da emergenza sociali, culturali, ambientali, in una società sempre più “liquida” e atomizzata.

Alcune immagini del concerto di Vinicio Capossela al Teatro Verdi di Firenze (fotografie di Simone Chelucci)

“Ho scritto queste tredici nuove canzoni – spiega il cantautore – come diretta conseguenza del momento storico che stiamo vivendo. Canzoni che nascono dalla necessità di affrontare e confrontarsi con le problematiche più stringenti che affollano un mondo ormai supino, sprofondato sul divano, in cui ogni cosa, compresa l’emozione, è stata ormai svuotata e su cui si va abbattendo la guerra, la peggiore delle catastrofi”. Il nuovo lavoro discografico di Capossela ha subito riscosso il plauso della critica ed è risultato vincitore della Targa Tenco 2023 come miglior album in assoluto.

In un Teatro Verdi tutto esaurito, il cantautore dà vita a uno spettacolo emozionante e coinvolgente, mostrando ancora una volta la sua grande abilità e padronanza a “calcare il palco” di un teatro, in uno show in grado di unire musica, luci, colori e parole. L’inizio è molto “teatrale”, con Capossela che si presenta al pubblico sdraiato su un divano rosso e con un look tra il misterioso e il tenebroso, con camicia chiara, cravatta corta, giacca e pantaloni neri, occhiali scuri e un elmetto da soldato in testa. Proprio quest’ultimo particolare suona come un chiaro richiamo al tema della guerra, uno dei più importanti affrontati dall’artista nel suo ultimo album; una guerra tornata purtroppo a essere una costante del nostro mondo, verso la quale il cantautore esprime tutta la sua condanna e il suo rifiuto.

Nel concerto di Capossela c’è infatti ampio spazio per i temi di carattere politico, civile e sociale: nell’introdurre le sue “tredici canzoni urgenti” e non solo, il cantautore si rivolge al pubblico e spiega in breve come sono nati tali brani e il loro significato. Scorrono così canzoni come “Staffetta in bicicletta”, pezzo dedicato alle donne che hanno fatto la Resistenza, “Minorità”, brano che tratta lo spinoso e discusso problema delle violenze e dei suicidi in carcere, “La crociata dei bambini”, ispirata a un poema di Brecht che suona come una dura condanna della guerra e dei disastri che essa causa alle popolazioni civili, “La parte del torto”, anch’essa tratta da una citazione di Brecht sullo scadimento di una politica che ha rinunciato ai grandi ideali in favore di facili consensi, e “Ariosto governatore”, brano incentrato sui temi dell’amore e della nostalgia di casa che prende spunto dalla biografia di Ludovico Ariosto, quando venne inviato dal duca d’Este a governare la Garfagnana.

C’è poi l’invito alla necessità di una “rivoluzione interiore” che ci faccia sentire in pace con noi stessi e che cambi il nostro modo di vivere le relazioni sociali: secondo Capossela non si può infatti avere la pretesa di voler cambiare il mondo se la rivoluzione non parte prima da noi stessi, dalla nostra vita di tutti i giorni.

E c’è anche spazio per un’ospite davvero speciale, che Nell’esecuzione di un brano si unisce a Capossela e alla sua band: a sorpresa sale sul palco Federico Maria Sardelli, musicista, compositore, pittore, massimo esperto di musica barocca e anche fumettista del “Vernacoliere”. Un talento poliedrico che affianca Capossela il flauto traverso, Regalando un momento di grande emozione a tutto il teatro.

In chiusura il cantautore rientra in scena con in mano un bicchiere di vino – “io bevo sempre durante il lavoro, ma adesso mi sono ripromesso di farlo solo a fine concerto” scherza con il pubblico – e dedica un ultimo brano alla memoria dell’amico Sergio Staino, recentemente scomparso. Capossela non tradisce la commozione in questo ricordo e il pubblico, alzatosi in piedi, lo accompagna con un sentito applauso.

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