FIRENZE – La toponomastica occupa da sempre un ruolo importante nella scrittura della storia. Una targa indica chi abbiamo scelto di ricordare, dà indicazione su dove si voglia volgere lo sguardo: un serio atto civico. Ciò appare ancora più importante quando assistiamo alla volontà di riscrivere la storia cercando di reinterpretare fatti attraverso i quali si è definita l’identità repubblicana, fondata su valori democratici e antifascisti ai quali si ispira la stessa Costituzione, nata dalla Resistenza.

In questo clima di revisionismo storico e culturale crescente, praticato in nome di una presunta pacificazione nazionale, si inseriscono episodi come l’idea del Consiglio Comunale di Grosseto di intitolare una strada a Giorgio Almirante, esponente di spicco della Repubblica di Salò e dell’estrema destra nella politica del secondo dopoguerra, o come la mancata intitolazione di una strada a Sandro Pertini ex Presidente della Repubblica, antifascista e partigiano, da parte del Consiglio Comunale di Lucca.
Il Partito Comunista Italiano da tempo è attento a questo fenomeno e denuncia la grave deriva che la cultura democratica sta subendo. In questi giorni i Sindaci e le Amministrazioni della Provincia di Lucca hanno ricevuto, e quelli dell’intera Toscana riceveranno, una nota del PCI che invita i Consigli Comunali ad adottare atti che impegnino a non intitolare strade e piazze a figure che abbiano aderito all’ideologia fascista e abbiano avversato la Costituzione e a non concedere patrocini e l’utilizzo di suolo o edifici pubblici per iniziative, di qualsiasi genere, a qualsiasi soggetto che non abbia dichiarato la propria estraneità ai disvalori della cultura neofascista.
Siamo certi che i vari Consigli Comunali non avranno difficoltà ad accogliere la proposta, nel solco dei valori democratici e antifascisti che sono il fondamento primo del nostro vivere civile.
Partito Comunista Italiano – Segreteria regionale Toscana









