SIENA – Patti Smith, poetessa del rock e cantautrice di fama mondiale, incanta ed emoziona Siena con un suggestivo concerto all’interno della cattedrale gotica della città.
Un evento a lungo atteso in un ambiente unico al mondo, un inevitabile sold out per assistere dal vivo all’esibizione di una delle voci femminili più apprezzate e longeve del panorama musicale internazionale: artista originale, capace di attraversare più generi dalla metà degli anni Settanta fino ad oggi, Patti Smith non ha certo bisogno di presentazioni. Ma la curiosità era tanta soprattutto in rapporto alla straordinaria cornice in cui si è tenuto il concerto, presso il transetto della cattedrale di Siena, proprio in fondo alla navata centrale, con le architetture gotiche, gli affreschi e i marmi bicromati a fare da palcoscenico e da sfondo all’esibizione.

D’altra parte Patti Smith è nota come la “sacerdotessa del rock”, e quale miglior luogo allora del “tempio cittadino”, icona di arte e architettura, per celebrare questo suo “rito” di unione con la poesia e la musica? Entrando in chiesa, il pubblico ha avuto quasi la sensazione di stare per assistere a una funzione religiosa, in un’atmosfera silenziosa e carica di attesa, quasi una forma di rispetto verso il luogo e l’artista.
Patti Smith, parlando con il pubblico tra un brano e l’altro, ha dato vita a una serata magica, dando l’impressione di trovarsi a proprio agio in questo ambiente così particolare e inconsueto per un concerto “laico”. Una dopo l’altra ha eseguito alcune tra le canzoni più conosciute del proprio repertorio, da “Grateful” a “Dancing Barefoot”, da “Beneath the Southern Cross” a “Because the Night”, per un viaggio poetico e acustico, tra parole e musica, attraverso mezzo secolo di carriera.

La cantautrice di Chicago ha inoltre coinvolto un pubblico all’inizio un po’ timoroso, ma che poi si è “sciolto” nel corso del concerto, fino all’emozionante finale con gli spettatori in piedi a battere le mani e accompagnare Patti Smith nell’esecuzione degli ultimi due-tre pezzi in scaletta. I ritmi sono stati piuttosto serrati, con brevi pause tra un brano e l’altro in cui l’artista si è soffermata a raccontare piccoli aneddoti o spiegare le ragioni che hanno portato alla scrittura e quindi alla nascita di una determinata canzone.
La chiusura è stata affidata a “After the Gold Rush”, cover di un brano di Neil Young del 1970, e a “People have the Power”, singolo del 1988 che con la sua energia è diventato negli anni uno dei “manifesti” della musica di Patti Smith.

Il concerto di Siena si è svolto nell’ambito del “Tour of Italian Days” dell’artista statunitense: una serie di appuntamenti dal vivo in varie città italiane che hanno permesso al pubblico di ascoltare i suoi più grandi successi, e che seguono la pubblicazione del “Book of Days”, libro fotografico in cui Patti Smith ha raccolto 365 immagini, una per ogni giorno dell’anno, tratte dal suo profilo Instagram.









