di Letizia Porcù
PISTOIA – Vi ricordate l’Inferno di Dante Alighieri, con le anime dannate suddivise nei gironi, costrette a espiare i propri peccati per mezzo di un infinito contrappasso?
Bene, adesso dimenticate tutto, perché l’Inferno del coreografo Roberto Castello, andato in scena al Teatro Manzoni ieri sera, è totalmente diverso.
Un “Inferno contemporaneo”, dove l’Ego di ognuno predomina per farci apparire sempre “più” di tutto e di tutti: sono io il più bello, sono io il più bravo, il più intelligente: creando a questo modo un’eterna competizione per ottenere sempre più gratificazioni morali, sociali, affettive ed economiche.

Di questo parla lo spettacolo di danza “Inferno” di Roberto Castello (di cui è regista, coreografo e progettista video) creato in collaborazione con Alessandra Moretti, con le musiche di Marco Zanotti e Andrea Taravelli e i costumi di Desirée Costanza.
Un’esasperazione delle situazioni quotidiane, da quando ci alziamo la mattina con addosso solo la vestaglia e la cuffia da notte, a quando andiamo a vedere uno spettacolo al cabaret, passando per il momento in cui facciamo la doccia con in testa l’asciugamano per asciugarci i capelli.
“Un balletto più che una danza”, come lo definisce il regista, un percorso onirico che mette in evidenza, senza giudicare, vari aspetti della vita contemporanea.
Il caos che regna in questo inferno è reso con estrema precisione grazie ai ballerini Martina Auddino, Erica Bravini, Riccardo De Simone, Susannah Iheme, Michael Incarbone, Alessandra Moretti e Giselda Ranieri, che compongono la compagnia ALDES.
L’”Inferno” di Castello ha vinto il Premio Ubu 2022 come Miglior Spettacolo di Danza, riconoscimento teatrale più importante a livello nazionale.
Un’esasperazione dell’invadenza dell’ego nelle nostre vite che rende la tragedia dell’inferno sotto forma di commedia, uno spettacolo veloce, davanti al quale non è possibile restare indifferenti, che ha tenuto per un’ora e un quarto gli spettatori del Teatro Manzoni con il fiato sospeso.










