giovedì, Settembre 10, 2026

I tumuli etruschi di Comeana, testimoni del nostro passato

COMEANA – Un percorso nel Parco Archeologico di Carmignano alla scoperta di tombe e tumuli, testimoni silenziosi del nostro passato, che ci aprono straordinarie finestre sul mondo dell’antica civiltà etrusca.

In particolare, nella frazione di Comeana si trovano due interessanti siti archeologici, il tumulo di Montefortini e il tumulo dei Boschetti, i cui lavori di scavo, di restauro e di valorizzazione si sono svolti a partire dalla metà degli anni Sessanta fino a oggi, impegnando notevoli risorse finanziarie e umane della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Grazie a questi sforzi è stato possibile riportare alla luce e in secondo luogo aprire al pubblico i due siti, che sono stati oggetto di approfonditi studi sia dal punto di vista archeologico e architettonico, sia in riferimento agli importanti corredi funerari in essi contenuti: gran parte degli oggetti recuperati presso i due tumuli sono oggi conservati nel Museo Archeologico di Artimino, mentre frequenti sono le visite guidate ai due siti e numerose le iniziative, rivolte anche alle scuole, per la valorizzazione e la conoscenza di queste significative testimonianze del nostro passato.

Civiltà “misteriosa” nell’immaginario comune, forse anche a causa della loro incerta origine, gli Etruschi sono stati tra i primi abitatori dell’area del Montalbano, nella quale hanno però lasciato segni visibili del loro passaggio, attestando un elevato grado di civilizzazione e l’esistenza di una fitta rete di scambi commerciali e contatti culturali fra gli insediamenti sul territorio, le città etrusche e il mondo greco, fenicio e italico.

L’ingresso del tumulo di Montefortini a Comeana (foto Ministero della Cultura)

Ne è una prima dimostrazione il tumulo di Montefortini, punto di riferimento essenziale per la conoscenza dello straordinario sviluppo culturale che investe il territorio di Carmignano nel cosiddetto “periodo orientalizzante”, tra VIII e VII secolo a. C., quando anche l’arte etrusca subisce gli influssi culturali derivanti dalle grandi civiltà del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente Antico.

Il tumulo è costituito da una collinetta artificiale, alta oggi dodici metri, che al suo interno ospita due tombe. La più antica, collocata al centro, è una tomba “a tholos” caratterizzata da una camera a pianta circolare, con vestibolo rettangolare e cella circolare del diametro di oltre sette metri, con una mensola ricorrente prima dell’imposta della copertura a falsa cupola.

La tomba – cui afferisce anche una terrazza-altare destinata alle cerimonie funerarie, ortogonale al tamburo e delimitata da una pseudo-gradinata – ha restituito un ricchissimo corredo funebre, sottoposto ad un complesso intervento di restauro, non ancora concluso, che annovera una rara coppa di vetro turchese, una serie di piatti su alto piede di bucchero, una quantità straordinaria di oggetti d’avorio scolpiti ad alto e basso rilievo, a tutto tondo, oppure incisi o lavorati a traforo: si tratta di placchette, piccole figure femminili e maschili, ma anche animali, elementi floreali, pettini, che proiettano le grandi famiglie etrusche del territorio in un vasto circuito di relazioni politiche ed economiche internazionali.

Copertura a falsa volta della tomba inferiore del Tumulo di Montefortini (foto Ministero della Cultura)

Alcuni anni dopo la costruzione della tholos, a seguito di un crollo forse dovuto a un sisma, venne realizzata l’adiacente tomba a camera rettangolare, con monumentale corridoio d’ingresso a cielo aperto in fondo al quale un grande portale consente l’accesso al vestibolo quadrangolare e quindi alla cella, con mensola ricorrente in corrispondenza della parte superiore delle pareti e copertura a lastroni aggettanti a falsa volta.

I reperti pertinenti a questo secondo corredo, assai frammentari a causa dei ripetuti saccheggi nel corso dei secoli, attestano comunque la ricchezza della famiglia e le sue capacità di intrattenere rapporti ad ampio raggio. Siamo alla fine del VII secolo a. C., in un’epoca segnata dallo sviluppo dei commerci su larga scala, in particolare con le colonie greche dell’Italia meridionale, e di crescente vivacità artistica e artigianale, grazie soprattutto alle produzioni locali di ceramiche e vasellame e nella lavorazione di ferro e metalli preziosi.

L’interno del tumulo di Montefortini (foto Parco Archeologico di Carmignano)

All’ingresso del paese di Comeana, sulla destra della strada proveniente da Poggio a Caiano e di fianco al cimitero, si trova il secondo tumulo, detto dei Boschetti. Un breve dromos in discesa sbarrato da una grande lastra in pietra serena delimita l’accesso a un piccolo vano rettangolare con funzione di vestibolo. Da qui si raggiunge la cella funeraria, chiusa da un lastrone, con pareti costituite a loro volta da elementi litici di notevoli dimensioni accuratamente connessi ad incastro, in modo da creare tensione e stabilità all’intera struttura, che dobbiamo immaginare in origine coperta dalla terra del soprastante tumulo emisferico.

La cella è pavimentata da lastre irregolari e accoglie, in corrispondenza della parete di fondo, una piccola teca quadrangolare, forse utilizzata per contenere una sepoltura a incinerazione.

Il tumulo dei Boschetti (foto Parco Archeologico di Carmignano)

I due siti archeologici di Comeana, pur nella loro estensione limitata, rappresentano tuttavia preziose testimonianze del popolamento, della società, della vita quotidiana, dell’arte e dei culti funerari e religiosi della civiltà etrusca, e ha permesso a storici e archeologi di fare luce sulla realtà del nostro territorio in un’epoca remota, risalente a oltre 2500 anni fa: nonostante i millenni trascorsi ne emerge un quadro ancora oggi frammentario, ma capace di testimoniare una grande vitalità artistica e culturale, ben inserita nel contesto storico-politico piuttosto variegato e complesso dell’Italia preromana.

Per facilitare l’incontro con lo straordinario mondo dell’Etruria antica e per valorizzare e far conoscere al pubblico il proprio patrimonio artistico e archeologico, il Parco Archeologico di Carmignano organizza, tra le varie iniziative, anche visite guidate per gruppi o classi scolastiche ai due tumuli. Per tutte le informazioni sugli orari e le modalità di visita si rimanda al sito web del Parco Archeologico di Carmignano.

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