giovedì, Settembre 10, 2026

Imbrattato con una svastica cippo di un comandante partigiano a Lamporecchio

LAMPORECCHIO – Imbrattato con una svastica nera a Cerbaia di Lamporecchio il cippo del comandante partigiano Giovanni Calugi. E’ successo stanotte.

“Chiunque sia stato è un codardo e un generatore di odio – è il commento del sindaco Alessio Torrigiani. Un atto vandalico che profana una figura simbolica. Giovanni Calugi è stato comandante partigiano della formazione Sap Lamporecchio, contribuendo alla liberazione del territorio nel settembre del 1944. Fu poi sindacalista e assessore. Era morto 11 anni fa a Genova, dove si era trasferito da tempo. Il cippo era stato inaugurato nel 2021 in via della Resistenza a Lamporecchio.

“Uno sfregio che fa male a tutti indistintamente, perché getta un’ombra inquietante su una comunità che ha combattuto e pagato con la perdita di vite umane la riconquista della libertà, sconfiggendo quel male assoluto che porta il nome di nazifascismo”. Sono ancora parole del sindaco Torrigiani che annuncia che stamani denuncerà il fatto “visto che siamo di fronte a uno o forse più reati penali. A Lamporecchio- conclude – non c’è posto per questa gente”.

Un atto di odio che lascia senza parole, “in un luogo che ha fatto delle sue radici progressiste un segno distintivo”. Lo dice Stefano Galimberti, segretario comunale del Pd, che ricorda come Lamporecchio “era antifascista anche prima che il fascismo si insediasse in tutto il Paese. E’ inaccettabile vedere imbrattata la memoria di un partigiano, con quello che è il segno sotto il quale sono state trucidate famiglie di concittadini nell’eccidio del Padule, sono state violentate donne, sono stati compiuti i più efferati crimini contro l’umanità”.

Rifondazione Comunista di Pistoia: “un’altra provocazione”

“Un’altra provocazione nei confronti della memoria storica (e condivisa) a Lamporecchio: è stato deturpato il cippo posto in memoria di Giovanni Calugi, Comandante partigiano che costituì e diresse la SAP Lamporecchio. Colpito dall’episodio, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Ivano Bechini, ha dichiarato: “Siamo di fronte a un atto tanto idiota da diventare quasi incommentabile: mano ignota quanto ignorante ha voluto sfregiare quel piccolo monumento con una svastica. Troppo facile dire che è frutto volgare sì ma in fondo partito dalla mente di qualche ragazzino. Da tempo si moltiplicano anche a Lamporecchio, come in tutta la provincia di Pistoia, episodi generatori di odio e figli di quella follia che vuole revisionare la storia di questo territorio come Paese e di questo continente: Lamporecchio, che ha avuto sempre sindaci socialisti anche prima dell’avvento del fascismo, non può accettare questi sfregi. Lamporecchio non merita di essere oltraggiata in questo modo. Condanniamo con forza questa squallida provocazione e facciamo appello alle forze sinceramente democratiche per una reazione netta contro il montare del neofascismo e per ribadire la necessità della cura della memoria affinché quelle tragedie non si ripetano. Ci auguriamo pronte indagini giudiziarie e un veloce ripristino del monumento e l’eliminazione di questi segni ignobili. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia Calugi e alle forze antifasciste”.

Marco Furfaro, deputato Pd e membro della Segreteria Nazionale: “uno sfregio per tutta la comunità”

“Quello che è successo nella notte a Lamporecchio, in provincia di Pistoia, è un fatto gravissimo. Un cippo dedicato al comandante partigiano Giovanni Calugi è stato imbrattato con una svastica. Giovanni Calugi fu sindacalista, assessore e comandante partigiano della formazione Sap Lamporecchio e contribuì alla liberazione nel settembre del 1944. Ovviamente quell’orrore è opera di ignoti e codardi, caratteristica che accomuna da sempre i fascisti. E’ uno sfregio che fa male a tutta la comunità di Lamporecchio e dell’intera Toscana perché fa emergere quanto, anche in territori con anticorpi solidi come il nostro, stiano rialzando la testa nostalgici degli anni più bui della nostra storia. Ma una cosa è certa: non avranno nemmeno un secondo di gloria per le loro scorrazzate e nemmeno un centimetro di legittimità. A Lamporecchio, in Toscana e in tutta Italia non c’è spazio per i rigurgiti fascisti e nazisti. La nostra democrazia è figlia della resistenza e ha nella costituzione repubblicana e antifascista il proprio perimetro di valori condivisi e nel quale, come ha giustamente detto il sindaco Torrigiani cui va la mia solidarietà, non ci sarà mai spazio per questi vigliacchi fascisti”.

Marco Niccolai, cons. regionale Pd: “uno sfregio che offende la memoria”

“Un fatto grave, da non sottovalutare, che offende la memoria e la storia di un’intera comunità e della Toscana, che hanno nelle proprie radici i valori dell’antifascismo e della Resistenza. Occorre isolare e condannare severamente gli autori di questo atto vigliacco, che imbrattando con il peggiore dei simboli il cippo dedicato al comandante partigiano Giovanni Calugi, vorrebbero riportarci agli anni più bui del passato. Esprimendo solidarietà al sindaco Torrigiani e a tutta la comunità di Lamporecchio, auspico che tutte le forze politiche che si dichiarano democratiche condannino questo inaccettabile atto di delinquenza politica”.

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