mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Tour de France partirà da Firenze

di Stefano Di Cecio

MONTECATINI – Il Tour quest’anno fa la prima pedalata a Firenze. E la Toscana si prepara ad accogliere un appuntamento storico. Ed è nello storico caffè delle terme Tettuccio, alla presenza di molti ex campioni del ciclismo italiano, personalità e altre figure di spicco del panorama ciclistico, si è tenuto un convegno, con l’esposizione del trofeo ufficiale del Tour. Al mattino si era tenuto un incontro con le scuole sul tema del ciclismo e la sicurezza stradale condotto dalla Polizia Stradale.

Un momento dell’incontro di ieri



Nell’introduzione il Sindaco della città termale Luca Baroncini, ha parlato del ciclismo come veicolo di valorizzazione dei territori. Collaborare alla partenza del Tour de France offrendo l’accoglienza alberghiera, significa portare in città almeno 5000 persone di soli addetti ai lavori e muovere un indotto dal valore di circa 650.000 euro al giorno.
La Toscana, patria del ciclismo, offrirà ai comuni interessati un’unica, irripetibile occasione di visibilità.

E’ importante – sottolinea il Sindaco – mettere in moto la collaborazione, perché è naturale che per un evento così importante, ci sia l’offerta alberghiera di Montecatini. La città termale farà dunque la sua parte, arriveranno gli atleti, le squadre, ed è naturale stabilire un’intesa e avviare un percorso di collaborazione, investire sulla mobilità dolce, costruire un messaggio politico. Dal 29 giugno, un appuntamento importante non solo per Firenze e Montecatini ma per la Toscana intera.


Baroncini lascia poi la parola all’ospite d’onore, Dario Nardella, Sindaco di Firenze. Nardella ricorda come, da giovanissimo violinista, contribuì a creare il festival del Tettuccio, antica tradizione di portare i musicisti del Maggio ogni anno a Montecatini. Felice di essere qui, dice, la mia prima esperienza è stata nel 2013, proprio per i mondiali del ciclismo.
“In quell’occasione parlammo anche del tour, come per altre grandi competizioni ciclistiche, si iniziava a parlare di far partire la gara da altri paesi. Ritengo sia la scelta giusta, il ciclismo deve crescere. Sembrava impossibile allora, ci provammo nel 2015 ed andò male. Ci abbiamo riprovato ed i francesi hanno accettato, forti di un gioco di squadra fra Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, abbiamo unito le forza non solo da un punto di vista istituzionale ma anche economico”.

Sarà un Tour unico per molti motivi, continua Nardella, in Italia ci saranno tre tappe e mezzo e non è mai successo precedentemente. Il Tour non arriverà a Parigi sugli Champs Elysees, bensì a Nizza a causa della concomitanza con ii giochi olimpici.

E’ la prima volta che parte dall’Italia. Parte dalla Toscana, la terra di tanti campioni che non ci sono più, Bartali, Alfredo Martini, Gastone Nencini (famosa la foto dove stringe la mano a De Gaulle), e tanti campioni che sono qui come Fabiana Luperini e Edita Pučinskaitė. Molte le ragioni quindi per cui la Francia ha scelto la Toscana.

Nardella Indossa la fascia della Città metropolitana che di fatto è l’ente promotore ufficiale. Ciclismo e salute, mobilità sostenibile, questi i punti di forza dell’iniziativa. Il rapporto con Montecatini è storico e si può rafforzare, una delle capitali del ciclismo verrà coinvolta non solo dal punto di vista turistico ma anche da quello delle iniziative. La prima tappa che partirà da Firenze per arrivare a Rimini vedrà coinvolte altre località della Toscana.

L’obiettivo è quello di riempire i cinque mesi che ci separano dalla partenza con iniziative che coinvolgano i giovani e le scuole.

“Cosa rappresenta per noi il Tour? L’orgoglio per la nostra storia, la visibilità. A Bilbao – continua Nardella – dove mi trovavo l’anno scorso sempre per la partenza del Tour, l’indotto economico su tutta la regione è stato di 200 milioni di euro. Si aspettano sulle strade della Toscana tra le 600 e le 800 mila persone. Il venerdì si presenteranno le squadre, più ci avvicina più aumenta l’entusiasmo. Grande opportunità di contagiare tanti giovani, è successo nel tennis con Sinner e sarà la stessa cosa per il Tour”.

La proiezione mediatica parla di due miliardi e mezzo di contatti. Una vera e propria iniezione di energia ai tanti giovani che si avvicineranno al ciclismo. Tante società, tante squadre a ridare slancio, trasmettendo i valori che ci sono nelle nostre terre.

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