di Susanna Daniele
LAMPORECCHIO – Primo appuntamento della stagione teatrale al Teatro comunale di Lamporecchio con la grande attrice Ottavia Piccolo che presta la sua voce a Elda Pucci, primo sindaco donna di Palermo nel 1983.
Il monologo, su testo di Stefano Massini, è impreziosito dalle musiche di Enrico Fink eseguite dal vivo da I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, fra cui lo stesso compositore al flauto in un testo di teatro civile: la storia di una donna, di una città, di un anno.

La sindaca ripercorre la sua vita di medico pediatra ospedaliera e al servizio volontario dei “picciriddi” dei quartieri più poveri e degradati di Palermo e contemporaneamente la sua breve (neanche un anno) esperienza di sindaco fra il 1983 e il 1984, quando la città era teatro quotidiano di sanguinose lotte di mafia che lasciavano sulle strade rappresentanti di famiglie mafiose e uomini dello stato, come il giudice Rocco Chinnici, Piersanti Mattarella, Pio La Torre, il giornalista Giuseppe Fava, il generale Dalla Chiesa.
Dentro la narrazione c’è anche il sacco di Palermo ad opera di Vito Ciancimino. La città di Palermo che per la prima volta, durante il mandato di Elda Pucci, la Dottoressa, si costituisce parte civile in un processo di mafia.
E’ anche l’anno dell’ascesa dei Corleonesi a capo di Cosa Nostra e quello della diffusione dell’eroina. Elda Pucci vuol vederci chiaro, vuol separare gli interessi privati da quello pubblico. Non è un’ingenua, sa come è stata governata fino a quel momento la città, ma ugualmente vuol provare a cambiare qualcosa nell’interesse di tutti. Non ce la farà. Quasi un anno dopo Elda Pucci, la Dottoressa, è sfiduciata. A distanza di ancora un anno, il 20 aprile del 1985, la casa di Piana degli Albanesi di Elda Pucci salta in aria spinta da due potentissime cariche di esplosivo.
La pièce si chiude con un messaggio di speranza: se riuscissimo a spiegare Cosa Nostra ai bambini, tutto potrebbe cambiare.
I musicisti durante lo spettacolo suonano dietro un leggero sipario sul quale vengono proiettate immagini in stretta correlazione con i momenti dell’esperienza di Elda Pucci, rivissuti attraverso la voce di Ottavia Piccolo.
Efficacissima la scelta della regista Sandra Mangini di scandire la storia di Elda in dieci episodi, ognuno dei quali porta il nome di un bambino: Gegé, Ruggero, Sasà, Ancilina, Melina, i suoi piccoli pazienti dei quartieri poveri, le cui storie, spesso drammatiche, affiorano alla sua memoria come esemplificazioni di ciò che le sta accadendo. C’è un capitolo dedicato a Totò, un piccolo Salvatore Riina agli esordi della sua vita criminosa. In ultimo, un capitolo finale è intitolato a Elda stessa, quasi una sorta di rispecchiamento con lo stato di fragilità e impotenza caratteristici dell’infanzia.










