POGGIBONSI – Tre cantautrici rock per un nuovo progetto musicale tutto al femminile che nasce nel segno dell’autenticità e dell’improvvisazione, e scaturisce dal bisogno di esprimere emozioni e suggestioni attraverso la musica.
Al Bottega 26 Music Club di Poggibonsi il concerto di Giorgio Canali (ex chitarrista dei CCCP) e dei Rossofuoco è stato introdotto da una rock band tutta al femminile. Il trio Nihil, nato lo scorso anno e che ha debuttato proprio in questo locale sei mesi fa, è composto da Clizia Corti alla batteria, Ilaria Ciofini al basso e Valeria Mazzola a chitarra e voci; Valeria e Ilaria hanno alle spalle già una precedente esperienza musicale con le “I Scream”, altro progetto rock al femminile, mentre per Clizia si tratta dell’esordio in una band strutturata.
Dopo il concerto di apertura della serata abbiamo avuto modo di intervistare le tre artiste in esclusiva per Report per conoscere qualcosa di più sul loro progetto musicale, meritevole di segnalazione all’interno di un panorama rock che in Italia è ancora molto “al maschile” e che talvolta fatica a valorizzarsi.

Partiamo dal vostro nome: perché avete scelto Nihil?
È una parola latina che significa “nulla, niente”. Ed è così che vogliamo rappresentarci perché dentro al nostro progetto c’è tutto e niente: il tutto diventa niente e il niente diventa tutto. È un concetto che a noi è sempre piaciuto perchè ci dà la possibilità di non avere né vincoli né etichette, e di fare un po’ come ci pare, seguendo il nostro istinto ed esprimendoci al massimo in quello che siamo.
Com’è fare musica in Italia? Qual è la situazione?
Fare musica in Italia è una vera tragedia, i posti dove poter suonare sono veramente pochi e questo non aiuta nessuno C’è stato un tempo dove sognavamo di “arrivare”, di poter vivere di musica, ma poi ci siamo rese conto che per le varie dinamiche di questo bellissimo e malatissimo Paese ciò o non è possibile o il prezzo che ti impone è davvero troppo alto. Così ritorna il concetto di Nihil, ovvero il fatto che non ci aspettiamo più niente e in un certo senso non vogliamo più niente: ci liberiamo da ogni vincolo e facciamo solo la nostra musica, che poi è la sola cosa che realmente conta davvero.
Che cosa volete esprimere attraverso la vostra musica?
La musica e l’arte in generale ti portano sempre a confrontarti con te stesso, a metterti a nudo, a guardarti allo specchio e a scavare nella tua interiorità, mettendoti di fronte alle tue emozioni o paure. Quando fai musica, scrivi un pezzo e poi sali sul palco, ti rapporti e ti confronti con te stesso: quel te stesso di quel preciso momento, che varia a seconda degli anni, dei contesti, delle situazioni, e non è mai uguale.
È da questa considerazione di fondo che nasce il nostro fare musica, che ha un carattere libero, senza regole fisse: tuttavia se vogliamo individuare alcuni elementi che ci contraddistinguono e che abbiamo fatto propri, la nostra è una musica “verace”, senza orpelli né fronzoli, con un messaggio molto chiaro nei testi, una comunicativa diretta con il pubblico, una fisicità e un modo di stare sul palco molto “animaleschi”.
È un’autenticità che ci riporta indietro ai primi tempi in cui abbiamo iniziato a suonare “per scazzo”, la musica è sempre stata un mezzo per esprimere noi stesse senza condizionamenti e senza voler inseguire mode e tendenze.

Il vostro è un trio molto affiatato.
Sì, anche se ovviamente, come accade in ogni gruppo, ciascuna di noi ha un carattere diverso, che si riflette nell’approccio differente al fare musica: c’è quella più “precisina”, quella più “folle”, quella più “creativa”, ma non lo viviamo come un limite, anzi è una ricchezza che mettiamo in comune e cerchiamo di sintetizzare poi nei nostri brani. Siamo tre personalità forti e diverse, ma ci “incastriamo” bene, in primo luogo perché alla base del nostro gruppo c’è un rapporto di stima e fiducia reciproca, e poi perchè ci divertiamo in quello che facciamo. Lo stare bene dal punto di vista umano tra di noi si riflette poi nel voler far divertire anche il pubblico attraverso la nostra musica.
E siete tutte e tre cantautrici.
La nostra brand propone solo pezzi inediti, c’è il divieto assoluto delle cover! Forse non saremmo nemmeno in grado di farle, nel nostro percorso di formazione musicale ci siamo abituate a buttare giù i brani e poi a eseguirli, anche in maniera un po’ improvvisata, così come ci venivano in mente. Ci sono alcune canzoni che non hanno nemmeno un testo, ma variano di continuo: c’è un tema che ci fa da traccia, da canovaccio, ma le parole possono cambiare a seconda della serata, del mood, delle sensazioni che ci trasmette il pubblico, di quello che si percepisce in quel momento.
Un aspetto originale e molto interessante, che quasi si riconnette alle esperienze teatrali della commedia dell’arte.
Sono poche le nostre canzoni che hanno un testo fisso. Ci piace variare, improvvisare, sorprendere il pubblico, anche ricorrendo a giochi di parole o cambiando i verbi delle frasi: i nostri testi si prestano bene a queste “manipolazioni” perchè non sono troppo “parlati” o “recitati”, non c’è tanto spazio per la “narrazione”, in quanto vogliamo dare più importanza alle sensazioni e alle suggestioni, così come facciamo a livello strumentale. È una musica che “flirta” con controsensi, ossimori, giochi di parole; quando troviamo qualcosa di “particolare” lo “buttiamo” dentro ai testi senza starci troppo a pensare.

Non siete delle “esordienti” alle prime armi nel mondo della musica, eppure questo nuovo progetto segna per voi una sorta di “ritorno a casa”.
Sì, non ci possiamo più definire delle “giovani esordienti”, siamo nel mondo della musica da una quindicina d’anni; abbiamo fatto dei giri enormi all’interno di questo mondo, ma il nostro sogno era quello prima o poi di ritornare al punto di partenza, là dove era iniziato il nostro “viaggio”, dove ci possiamo raccontare nella nostra verità e autenticità. Come dice sempre il nostro amico e collaboratore Andrea Gozzi, musicista e musicologo, la nostra è una musica fatta “per esigenza”, perchè non ne possiamo fare a meno, perchè sentiamo il bisogno di esprimerci.
Quali sono i prossimi concerti dal vivo che avete in programma? Parteciperete ad alcuni festival musicali?
C’è da dire che come Nihil siamo ancora molto “giovani”: la band è nata da un anno e questo è solamente il nostro quarto live, però c’è l’idea e l’intenzione di partecipare a festival e dare vita a un piccolo tour la prossima estate. Al momento non ci sono ancora date certe, è tutto ancora in fase di progettazione, ma la viviamo con molta tranquillità, senza pretese, senza presunzione e senza aspettarci chissà cosa: così saremo anche più capaci di apprezzare tutto quello di bello che ci capiterà e ci verrà proposto. La cosa più importante è rimanere sempre noi stesse e presentarci al pubblico senza filtri nè artifici, così come siamo veramente.










