PISTOIA – Un incontro sulla valutazione che è stato però, più ampiamente, una riflessione sulla scuola. E’ quello che si è svolto ieri pomeriggio nella sala-dibattiti del Circolo Arci de Le Fornaci.

Un incontro molto partecipato, in cui sono intervenuti Cristiano Corsini (professore di Pedagogia sperimentale Università Roma Tre), Angela Desideri (presidente Andis Toscana), Angela Pecetta (Proteo Fare Sapere Toscana) e Caterina Andreini (Cidi Pistoia). A coordinare la responsabile-scuola del Pd toscano Simona Querci.
Al centro dell’attenzione un argomento specifico, che è anche però la guida per intravedere una idea di scuola.
I relatori sono entrati nella questione valutazione descrittiva o numerica (con la prima sulla quale si punta), un tema trasversale e propedeutico per un cambiamento nella visione e nell’approccio didattico.

“La valutazione è un processo che genera conoscenza”. “La valutazione è una faccenda politica”. Sono frasi del professor Cristiano Corsini che hanno fatto da bussola attorno alla quale ha ruotato la discussione: ne è venuta fuori una riflessione a tutto campo sulla scuola. Ci sono stati anche interventi di insegnanti e presidi che hanno sottolineato come sia da condividere una impostazione ben lontana dalla scuola che sta riformando Valditara e che vorrebbe addirittura tornare al voto numerico anche alle elementari.
“Siamo in un momento – commenta Simona Querci – in cui la scuola è sotto attacco da parte del Governo, ma non solo: resta infatti invisibile e calata nell’oblio nel dibattito pubblico. Se ne parla solo quando ci sono fatti legati alla cronaca (sempre negativa) o a ridosso degli esami di maturità. Un po’ poco davvero. Come Pd vogliamo accendere un faro costante su temi concreti. Adesso più che mai, visti gli attacchi del Governo alla scuola pubblica (dai tagli, all’autonomia differenziata, in cui la scuola è la prima a rimetterci). Ne discuteremo ancora, perchè le nostre giovani generazioni meritano di avere la migliore formazione”.
La riflessione iniziata a Le Fornaci sembra essere una prima tappa per il Pd toscano che punta a una scuola più efficiente, in un processo formativo che veda studenti e studentesse soggetti consapevolmente attivi, cosa che non diminuisce il rigore dell’apprendimento né l’autorevolezza degli insegnanti. (m.d.)







