mercoledì, Settembre 9, 2026

Addio a Sandra Milo, la “Sandrocchia” di Fellini

di Giacomo Martini

ROMA – Morta Sandra Milo. Aveva compiuto 90 anni nel 2023. Attrice prediletta da Federico Fellini, ma anche conduttrice televisiva e cantante, la Milo si è spenta nella sua abitazione di Roma.

Sandra Milo

Nata a Tunisi nel 1933, Elena Salvatrice Greco si sposa giovanissima, a soli 15 anni, con il marchese Cesare Rodighiero. Il matrimonio dura solo qualche mese ma quanto basta per avvicinarla a una élite molto ricercata.

Nel 1955 decide di cominciare a recitare e prende parte al film di Antonio Petrangeli “Lo scapolo”, accanto ad Alberto Sordi.

Grazie alle sue forme e alla sua voce acuta, riesce a farsi largo nella commedia all’italiana. Recita così in “Moglie e buoi” (1956) accanto a Gino Cervi, ha un piccolo ruolo nel film “Mio figlio Nerone” con Brigitte Bardot, Sordi, e Vittorio De Sica. Ritrova poi De Sica anche nel cast del film “La donna che venne dal mare” (1956), e in seguito lavora anche in Francia in alcuni film tra cui “Le avventure di Arsenio Lupin” (1957) di Jacques Becker.

L’anno successivo recita accanto a Totò e a Ugo Tognazzi in “Totò nella luna”, in cui interpreta l’oggetto del desiderio del comico napoletano.

Il primo ruolo più impegnativo arriva con un film di Roberto Rossellini, quando cioè il produttore Moris Ergas, con cui lei ha una relazione, la propone per “Il generale Della Rovere”, nel ruolo di una prostituta.

Torna poi a lavorare con Pietrangeli sia in “Adua e le compagne” (1960), accanto a Claudio Gora e Marcello Mastroianni, che in “Fantasmi a Roma” (1961) e in “La visita” (1964), dove è finalmente protagonista.

Nel 1961, alla Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, la sua interpretazione da protagonista nel film di Rossellini “Vanina Vanini” viene stroncata dalla critica che la definisce “canina canini”. Sembra in grave difficoltà, ma incontra Federico Fellini, che farà di lei una sua protetta e le darà il soprannome “Sandrocchia”.

Arriva così a girare i due film che la rendono più famosa, “8 e ½” (1963) e “Giulietta degli spiriti” (1965), in cui incarna il ruolo della donna fatale di stampo felliniano: svampita e ridicola, ma anche ingenua e irresistibilmente disinibita. Per entrambi ottiene il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. Tra gli anni Settanta e Novanta sembra scomparire, rimane a lungo lontano dal set, soprattutto a causa del suo desiderio di avere una famiglia che però si scontra con un’instabile vita sentimentale caratterizzata da matrimoni difficili e tormentati.

Negli anni Ottanta però mantiene vivo il suo rapporto con il pubblico attraverso una serie di trasmissioni televisive di successo. All’inizio degli anni Duemila ritorna al cinema partecipando a numerosi film tra cui “Il cuore altrove” (2002) di Pupi Avati, “Chi nasce tondo…” (2007) di Alessandro Valori, “Impotenti esistenziali” (2009) di Giuseppe Cirillo, “Alta infedeltà” (2010) di Claudio Insegno, “Happy Family” (2010) di Gabriele Salvatores, “W Zappatore” (2011) di Massimiliano Verdesca, “Impepata di nozze – Sposarsi al sud è tutt’altra storia” (2012) e “Con tutto l’amore che ho (2015) – entrambi di Angelo Antonucci -, “Prima di lunedì” (2016) di Massimo Cappelli, “A Casa Tutti Bene” (2018) di Gabriele Muccino. All’edizione 2018 dei ai Nastri d’Argento Documentari riceve il premio speciale come migliore protagonista per “Salvatrice – Sandra Milo si racconta” di Giorgia Würth. Riceve il David di Donatello alla carriera nel 2021.

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