di Roberto Agnoletti
PISTOIA – Sono stanco di polemizzare con un paio di assessori e con un funzionario.
Il problema risiede in un modo di fare politica basato sui selfie e sulla semplice visibilità sui social e che non cerca competenze, di conseguenza la politica chiede ai tecnici interventi di pronto effetto, rivendibili in uno slogan immediato, senza preoccuparsi delle conseguenze a breve e lungo termine.
Non si pota una volta all’anno, ma ogni 5 o 10 e quando una chioma è fuori forma si capitozza, o si abbatte.
Se sono reperibili fondi per piste ciclabili si realizzano dove è più facile, fregandosene delle reali esigenze locali, applicando soluzioni standard e quindi trascurandone l’effettiva utilizzazione, ignorando un piano generale di mobilità, figuriamoci pensare un piano di permeabilità dei suoli, di drenaggio delle acque piovane. Si arriva a duplicare l’esistente (viale Matteotti e lungo Brana) senza pensare a chi le utilizzerà, per quale scopo, per andare da dove a dove (vedi via Desideri-via di Gora). Si parla di incrementare il verde urbano e si piantano 6 ginkobiloba in piazza S. Bartolomeo in buchette di pochi centimetri su un sottofondo di calcinacci secolari illudendosi che il solo impianto di irrigazione sia sufficiente a farli crescere senza terra: evviva la sperimentazione dell’idroponico urbano!
Non vale la pena di sottolineare la parte partitica quanto l’incompetenza, non si sfrutta la presenza di competenze tecniche o le si piega ad obiettivi sbagliati, ne consegue che l’occasione unica dei fondi del PNRR viene sprecata.











Vogliamo parlare della ciclabile in via dello stadio con le piante nel centro pericolosa anche per i pedoni? Oppure alla manutenzione del verde degli anni passati?