mercoledì, Settembre 9, 2026

Altre reazioni ai fatti di Pisa e Firenze

PISTOIA – Riportiamo altre reazioni alle cariche della Polizia contro gli studenti a Pisa e Firenze. Sono note arrivate nel corso del tardo pomeriggio sulla nostra posta di redazione.

Intanto in serata on piazza dei Cavalieri, la piazza del centro di Pisa dove stamani le cariche della polizia hanno impedito il passaggio di un corteo pro Palestina composto da un centinaio di studenti, si sono radunate questa sera 5mila persone, secondo la questura, per esprimere pacificamente solidarietà ai manifestanti di stamani.

Sulla scalinata della Scuola Normale che si affaccia sulla piazza sono stati affissi striscioni con le scritte “Stop genocidio”, “Palestina libera”, “Basta violenza della polizia” e “No alla violenza delle istituzioni”. Un segnale, pacifico, ma chiaro: la reazione immediata a quello che era accaduto solo poche ore prima, quando i manifestanti erano solo un centinaio.

La manifestazione di stasera a Pisa

Giani: “Profonda preoccupazione”

“Le immagini di violenza che abbiamo visto oggi lasciano addosso sentimenti di profonda preoccupazione. La Toscana è terra di democrazia, di dialogo, di confronto. Mi auguro che si faccia chiarezza al più presto su quello che è avvenuto in una piazza pacifica dove c’erano degli studenti inermi che esprimevano la loro opinione”.
“Le idee si possono condividere o meno, ma la libertà di espressione del pensiero va sempre rispettata, perché è parte del nucleo fondante della nostra Costituzione, che la riconosce, la garantisce e costituisce un architrave degli ordinamenti democratici”, ha proseguito Giani, che per l’occasione richiama una riflessione di Piero Calamandrei: “Senza legalità libertà non può esserci… perché solo la legalità assicura, nel modo meno imperfetto possibile, quella certezza del diritto senza la quale praticamente non può sussistere libertà politica”.
Eugenio Giani, Presidente della Regione

Il vicesindaco di Prato Faggi: “Intollerabile ricorrere alla violenza dei manganelli per fermare chi manifesta pacificamente”

“Quello che è accaduto agli studenti che manifestavano lascia amareggiati e basiti – afferma Faggi – Ricorrere alla violenza dei manganelli per fermare chi manifesta pacificamente è intollerabile. Chiunque deve essere libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, sempre. È fondamentale un chiarimento su come sono andate le cose a Pisa e Firenze, ma soprattutto una presa di posizione chiara da parte del ministro dell’Interno”.

Simone Faggi, vicesindaco di Prato

Toscana Possibile: “gestione dell’ordine pubblico indegna di una democrazia”

Vale la pena di ricordare che una delle ragioni per cui simili fatti continuano a ripetersi è l’incredibile sopravvivenza, a oltre 90 anni dalla sua adozione, del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che, pur corretto dagli interventi della Corte Costituzionale nella sua più macroscopica incompatibilità con i principî e i diritti fondamentali di libertà, mantiene un impianto repressivo che riflette il regime autoritario che lo generò. Ma alla stessa logica si sono ispirati negli ultimi anni i varî “pacchetti sicurezza” che hanno introdotto o inasprito le sanzioni a carico di chi protesta, confermando l’impronta autoritaria che caratterizza le forze che compongono l’attuale maggioranza.

Allora diciamo alcune cose con chiarezza.

Prima di tutto siamo stufi di sentir parlare di manifestazioni o cortei “non autorizzati”. La libertà di riunirsi e di manifestare non dipende dal beneplacito di un’autorità, altrimenti non sarebbe un diritto, bensì una graziosa concessione o un benigno favore. Il TULPS prevede l’obbligo di preavvisare l’autorità di pubblica sicurezza per le riunioni in luogo pubblico, ma questo preavviso deve servire prima di tutto per garantire a chi manifesta di poterlo fare liberamente. È il Questore a doversi attivare, motivando adeguatamente il proprio provvedimento, per vietare la manifestazione o impartire prescrizioni su tempi e luoghi: ma nessuno deve chiedergli “l’autorizzazione”.

In secondo luogo, occorre che chi svolge funzioni di ordine pubblico sia e si senta responsabile delle proprie azioni: è dunque indispensabile introdurre anche nel nostro ordinamento il codice identificativo per agenti e funzionari di polizia impegnati in operazioni di ordine pubblico. Si tratta di una battaglia portata avanti da anni da Amnesty International, che Possibile ha costantemente appoggiato. Noi riteniamo che ciò agevolerebbe il rispetto dei principî fondamentali sull’uso della forza enunciati dalle Nazioni Unite: ricorrere alla forza solo quando è assolutamente necessario raggiungere un obiettivo legittimo di applicazione della legge, ridurre al minimo i danni, proteggere le persone.

Carlo Buffa, Coordinatore regionale di Possibile per la Toscana

Bonacchi, Anpi Pistoia: c’è da chiedersi se ci troviamo ancora in uno stato di diritto 

Questa mattina, a Pisa e a Firenze, si tenevano due pacifiche manifestazioni di studenti delle Scuole Superiori per chiedere il cessate il fuoco nella striscia di Gaza ed esprimere solidarietà nei confronti del popolo palestinese, vittima di una immensa carneficina nell’ultimo lembo di territorio rimastogli dall’avanzata israeliana. Questa mattina la Polizia di Stato, in tenuta antisommossa, ha caricato con estrema violenza i due cortei, formati da giovanissimi che esercitavano i diritti di libertà garantiti dalla Costituzione, manifestando il loro libero pensiero.

Non è la prima volta, da quando si è insediato il governo Meloni, che le Forze dell’Ordine fanno un uso immotivato della violenza, pur in totale assenza di pericoli o di effettive turbative per l’ordine pubblico. 

Di fronte a questa ingiustificata repressione di un’espressione del pensiero diverso dall’ideologia dominante, è legittimo chiedersi se ci troviamo ancora in uno Stato di Diritto, in cui sono ancora in vigore i diritti di libertà, duramente riconquistati dopo un ventennio di violenze e di assenza di libertà, e non in uno Stato di  Polizia. 

Le cariche della Polizia a Pisa

Come eredi e custodi della memoria di coloro che sacrificarono la vita per liberare l’Italia dal totalitarismo fascista, difenderemo con fermezza ogni diritto di cittadinanza garantito dalla Costituzione e, nella fattispecie, la libertà di manifestare il dissenso negli spazi pubblici e la funzione costituzionale della Polizia di tutela dell’esercizio (non repressione) delle liberta’ e dei diritti dei cittadini, oltre che di “vigilanza” sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.

Rosalba Bonacchi, Presidente del Comitato Provinciale ANPI di Pistoia

Pd Prato: “contro studenti modalità repressive e violente”

“Le modalità repressive e violente di questo governo sono sempre più preoccupanti. Trovo estremamente pericoloso il modo in cui oggi è stata gestita la pacifica  manifestazione studentesca di Pisa. Sono volate manganellate su ragazze e ragazzi che stavano semplicemente manifestando il loro pensiero. Un fatto davvero grave su cui è necessario fare piena luce anche perché tra gli studenti caricati dalle forze di polizia c’erano parecchi minorenni”.

Marco Biagioni, segretario PD Prato

“Quanto avvenuto stamani a Pisa è semplicemente vergognoso. Reprimere una manifestazione pacifica a colpi di manganello è inaccettabile: lo Stato né ora né mai può rispondere col pestaggio. Si tratta di un fatto estremamente grave anche perché sono stati colpiti ragazze e ragazzi adolescenti, in alcuni casi minorenni. Questo clima di repressione è molto pericoloso per la nostra democrazia, una democrazia che dovrebbe incoraggiare la partecipazione delle giovani generazioni alla vita pubblica e stimolare l’esercizio dei propri diritti e dei propri doveri. Come giovanile siamo al fianco di chi pacificamente oggi è sceso in piazza per il popolo palestinese al grido Stop al genocidio, e siamo pronti a difendere in ogni luogo il diritto a manifestare”.

Niccolò Ghelardini, segretario dei Giovani Democraticə Prato

Donne democratiche: “ripudiamo l’approccio repressivo delle forze dell’ordine”

“Intollerabile l’umiliazione del dissenso nelle forme viste a Pisa, ieri, o anche nei giorni scorsi nelle varie manifestazioni studentesche avvenute. Riteniamo che quand’anche i motivi che portano a manifestare non siano condivisi, l’espressione delle idee sia comunque da tutelarsi. Ancora e di più quando si parla di pace: ripudiamo l’approccio repressivo delle forze dell’ordine, tanto quanto ripudiamo la guerra. Lo dice la nostra Costituzione e dice anche che esiste un diritto all’espressione e manifestazione del pensiero”.

Luana Bracone, portavoce della Conferenza delle donne democratiche

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome


ultime dalle province