FIRENZE – “Non c’è più tempo per le contrapposizioni ideologiche tra “sviluppisti” e “conservatori”: il paesaggio è un organismo vivente che si evolve con i tempi e si adegua alle mutate esigenze. Il paesaggio italiano è praticamente tutto “disegnato” dall’uomo e dal 2022 alla tutela del paesaggio prevista dall’art 9 della costituzione come bene di interesse nazionale è stato aggiunto l’ambiente. Stabilire le aree idonee è cosa buona e giusta e avrebbe dovuto essere stato fatto da anni e invece sono state stabilite solo le aree non idonee e solo in alcune regioni. Speriamo che l’auspicio espresso oggi dal ministro Pichetto vada nella giusta direzione, e non in quella di imporre dei limiti alle rinnovabili, sulla scorta di una malintesa conservazione del paesaggio, del tutto anacronistica ed antistorica”.

“Devono essere messi a punto criteri oggettivi perché non si lasci il parere alla discrezionalità e non accada più che vengano vietate le pale eoliche sulla nuova diga foranea di Genova perché deturperebbero un paesaggio fatto da enormi cargo e montagne di container impilati.
Nonostante ciò siamo ben consapevoli dell’importanza del paesaggio, che è identità, cultura, sociale, ed anche economia. Proprio per questo, noi Verdi auspichiamo una integrazione virtuosa, che non nasca dai veti, ma da un dialogo che porti le rinnovabili ad inserirsi armonicamente nel paesaggio”.
“Altra proposta è quella di procedere con cabine di regia agili e rapide invece di una serie di autorizzazioni a cascata.
Bisogna velocizzare le procedure perché aspettare anni per avere tutte le autorizzazioni produce effetti deleteri: dalla rinuncia agli investimenti alla realizzazione di opere non più al passo con i tempi fino allo spreco di denaro per opere che restano incompiute come ecomostri”.
Egidio Raimondi. coportavoce di Europa-Verde Verdi Firenze










