mercoledì, Settembre 9, 2026

Frana a Montemurlo, rientrano le famiglie evacuate a eccezione di una

MONTEMURLO – Sono rientrate questa mattina 17 delle 18 famiglie evacuate ieri in via precauzionale, in via della Gualchiera a seguito di una frana che si è staccata dalla montagna che sovrasta via di Javello. 

La frana che minacciava alcune case a Montemurlo

Una famiglia, invece, che abita nella casa più prossima alla frana, rimarrà ancora fuori dall’abitazione in attesa di ulteriori accertamenti. Chiusi fino a lunedì 4 marzo compreso anche il centro sportivo del Carbonizzo e il centro culturale della Gualchiera. 

Stamattina il sindaco Simone Calamai ha fatto un nuovo sopralluogo al quale hanno partecipato i coordinatori comunali di protezione civile, i vigili del fuoco, il geologo Andrea Fiaschi e i carabinieri forestali.

“Per fortuna è stato accertato – ha detto il sindaco Calamai – che il movimento franoso è superficiale e le prime verifiche hanno dato rassicurazioni per quello che è il rientro delle 17 famiglie che stanno un po’ più distanti dal versante franato. La situazione richiede naturalmente un monitoraggio continuo e verifiche ancora più puntuali, per questo ho firmato l’ordinanza con la quale persiste l’obbligo di evacuazione per una famiglie e la chiusura del centro sportivo Il Carbonizzo, del teatro comunale La Gualchiera e la via di Javello”.

Il Comune di Montemurlo ha già contattato i proprietari privati del versante franato, affinché provvedano alla messa in sicurezza. 

“Attraverso gli accertamenti di stamattina, abbiamo potuto verificare che situazione ci permette di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica. Dunque, abbiamo già fatto rientrare a casa la maggioranza delle famiglie”. Stamattina erano presenti anche i carabinieri forestali che hanno confermato al sindaco Calamai la regolarità del taglio del bosco sul versante interessato dalla frana, un taglio che è stato eseguito secondo le normative del regolamento forestale regionale. Il sindaco Calamai, insieme al geologo Andrea Fiaschi, è salito fin sul crinale della montagna interessata dalla frana per verificare il prima persona la situazione: “La frana è stata causata dalle piogge torrenziali di questi ultimi due giorni ed ha interessato lo strato superficiale della montagna – spiega il geologo Fiaschi – Le caratteristiche di questa formazione geologica presentano al suo interno grossi massi di calcare che rotolano insieme alla coltre di spessore modesto che si allenta per le piogge e si liquefa. I sassi costituiscono dunque un pericolo”.

Per il geologo il territorio interessato dalla frana è stato gestito negli anni in maniera equilibrata: “Gli Appennini, a cui appartiene anche questo versante franoso, sono una catena montuosa giovane con terreni non consolidati. Purtroppo questi problemi sono causati dal cambiamento climatico e dalla tipologia di piogge di forte intensità che influisce su un territorio già fragile”.

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