di Giacomo Martini
LIZZANO IN BELVEDERE – Barbara Franchi, laureata in giurisprudenza, imprenditrice nella green economy e mamma, forte di un mandato amministrativo di grande impegno e dedizione con l’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Polmonari, scende in campo con una propria lista civica: “Montagna Viva per Lizzano”, nata dal movimento culturale che vuole portare avanti una montagna di idee per la rinascita e il rinnovamento del territorio, il cui infopoint sarà inaugurato il prossimo 8 marzo.

A Barbara Franchi, il sindaco Polmonari aveva ritirato le deleghe il 20 febbraio scorso, quando l’imprenditrice gli aveva annunciato la propria intenzione di presentarsi candidata sindaca alla guida di una lista civica. Anche Franchi, come Polmonari, è iscritta al Pd. Adesso chi dei due sosterrà il partito?
La candidata della lista civica ha rilasciato questa intervista a Reportpistoia.
Chi è Montagna Viva, come è nata, chi sono i promotori e quali sono i suoi obiettivi fondamentali ?
Montagna Viva è un movimento culturale nato tra i cittadini di Lizzano in Belvedere che si sono attivati per dar vita ad una lista civica che concorrerà alle prossime elezioni amministrative con l’obbiettivo di combattere per il rinnovamento e la progettazione condivisa di un futuro migliore per la nostra montagna. Abbiamo già avviato una rivoluzione copernicana al fine di cambiare il modo di pensare la politica e l’amministrazione pubblica locale, proponendo un nuovo modo di governare libero da vecchi schemi e campanilismi, un nuovo modello aperto, innovativo e funzionale, nel rispetto della democrazia e delle pari opportunità. Vogliamo agire per dare una risposta concreta ai nostri giovani e alle imprese del territorio, vogliamo fare in modo che ciascuno si senta protagonista e non comparsa, vogliamo aprire nuovamente le porte del municipio alla partecipazione.
Tra le molte questioni aperte, quali secondo voi sono le priorità da affrontare e risolvere?
Stiamo lavorando al fianco dei cittadini di Lizzano in Belvedere per comprendere necessità e creare dibattito intorno a nuove idee, al fine di creare un progetto concreto e condiviso che faccia fronte alle reali necessità di ogni frazione. Il nostro intento è quello di generare nuove opportunità per la nostra montagna grazie alla salvaguardia e allo sviluppo dei servizi, lavorando e comunicando una nuova visione dell’offerta turistica, capace di generare flussi lungo tutto l’arco dell’anno. Priorità: servizi, riqualificazione urbana, comunicare in modo efficace il territorio, nuove infrastrutture sportive, nuove centri culturali di aggregazione, partecipazione, attenzione ai giovani.

In particolare deve essere affrontato il problema del Corno alle Scale per quanto riguarda la stazione invernale a causa della mancanza di neve, si rende necessario un forte investimento nell’ambiente un patrimonio troppo spesso dimenticato.
In molti comprensori di sport invernali la neve è attualmente molto più scarsa del solito. In futuro gli inverni con poca neve rappresenteranno una sfida importante per gli sport invernali e il turismo invernale. Il forum internazionale di esperti “Klima.Schnee.Sport” ha pubblicato lo stato attuale della ricerca sul tema degli sport invernali e del cambiamento climatico ed emerge la necessità di innovare lo “snowfactory”. Sono ormai troppi anni che la situazione al Corno alle Scale appare inchiodata, ferma, immobile, anche se l’attuale società Corso alle Scale Srl, sta facendo il possibile per mantenerla attrattiva. Sono necessari nuovi investimenti per realizzare progetti innovativi per far fronte ai periodi con scarsità di neve come ad esempio lo “Snowfarming” e la “neve programmata” creata attraverso processi tecnologici che coinvolgono la combinazione di acqua e aria. La Corno alle Scale Srl, nella sola stagione invernale emette circa n. 50.000 skipass a cui si aggiungono altrettanti accompagnatori, ciò significa che circa 100.000 persone in 4 mesi arrivano a Lizzano, a cui si sommano i 200.000 passaggi estivi. Le piste da sci, le seggiovie, le baite/rifugi, le scuole di sci, tutto questo è possibile, in queste dimensioni, solo perché vi è una gestione strutturata della Stazione. Secondo varie ricerche l’indotto dello sci è pari a 4/5 volte il fatturato degli skipass, quindi ai 5 milioni di euro. Nel comprensorio sciistico lavorano circa 100 persone d’inverno e 30 d’estate (Società Corno alle Scale Srl, Maestri di sci, Noleggi, e Baite), l’innovazione porterebbe nuove possibilità di occupazione. Solamente la Società Corno alle Scale Srl versa al sistema “Italia”, tra “affitto” della stazione, Iva, imposte e tasse, INPS dipendenti, fra i 400.000 e i 500.000 euro l’anno. La Corno alle Scale Srl, aderendo al Bando pubblico governativo ha ottenuto un finanziamento ingente, e a fondo perduto, per la sostituzione della seggiovia Cavone – Rocce, a dimostrazione che impegno, dedizione, competenze e dinamismo possono produrre grandi vantaggi. L’adeguamento delle infrastrutture e l’ammodernamento della Stazione per un utilizzo 365 giorni all’anno è indispensabile per la sopravvivenza di questa realtà a fronte dei cambiamenti climatici tangibili sul nostro territorio. I ritardi stanno mettendo a dura prova l’attrattività della Stazione e l’economia di un intero territorio. Vogliamo impegnarci per aiutare le imprese e la comunità, consapevoli che le migliaia di turisti legati alla stazione sono una straordinaria ricchezza per tutta la valle. Vogliamo progettare il rilancio della montagna insieme alle imprese attraverso una visione moderna del territorio per uno sviluppo sostenibile e consapevole per attrarre i giusti investimenti e il giusto target di turisti. Vogliamo migliorare le competenze e intercettare finanziamenti per supportare l’ente con professionisti competenti esterni per la progettazione.
Sempre a proposito del Corno esiste un Parco Regionale che ha vissuto diversi problemi di gestione e programmazione, come intendete muovervi?
L’ente Comune deve impegnarsi a intensificare la collaborazione con l’Ente Parchi per cooperare alla valorizzazione delle eccellenze naturali del territorio e della sentieristica. Serve visione e competenza al fine di programmare azioni innovative per valorizzare questo meraviglioso parco di crinale, la cui importanza naturalistica è legata a molteplici emergenze, dalle singolarità geologiche e mineralogiche, alle presenze floristiche e faunistiche o agli elementi paesaggistici suggestivi, come ad esempio le spettacolari cascate del Dardagna o quelle del selvaggio Orrido di Tanamalia e le straordinarie caratteristiche geografiche e orografiche. Il turismo legato al green, alla bike, allo star bene nella natura, alla terapia forestale nei nostri boschi è indispensabile per il rilancio del nostro territorio 365 giorni l’anno.
Troppi piccoli comuni, troppi campanili, non sarebbe meglio creare un comune unico di tutta l’alta valle del Reno?
Dobbiamo essere onesti. Le unioni di comuni sono state spesso fallimentari o imposte. Quello che ci prefissiamo come lista civica, auspicando nella vittoria alle prossime elezioni, è di diventare il fiore all’occhiello della nostra montagna e fare da apripista per una nuova generazione di cittadini attivi che si vestono della politica utilizzandola come potente strumento di cambiamento. Instaurando un clima di dialogo, cambiamento e apertura siamo certi che potranno nascere tante nuove collaborazioni con i comuni limitrofi e insieme potremo puntare al secondo step di questo cambio di rotta, imparare a camminare insieme verso un futuro florido e fatto di pari opportunità.









