mercoledì, Settembre 9, 2026

Il futuro della montagna. Evangelisti: “Manca un progetto complessivo

di Giacomo Martini

PORRETTA ALTO RENO – Marta Evangelisti, avvocato, capogruppo di FdI nel consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, è cittadina di Granaglione dove ha iniziato il suo impegno politico come consigliere di maggioranza; ha ricoperto per due volte il ruolo di vice sindaco.

Marta Evangelisti

Con lei abbiamo parlato del presente e del futuro dell’Alto Reno e, più in generale dell’Appennino bolognese.

Da tempo l’Appennino tosco-emiliano soffre di una crisi che non riesce a trovare soluzioni. Quali sono a suo giudizio le priorità di cui il territorio avrebbe bisogno per rinascere e svilupparsi ?

L’Appennino necessita sicuramente di infrastrutture viarie sicure e facilmente percorribili per quanto riguarda i tratti esistenti e di un collegamento veloce fino al capoluogo, come la famosa bretella Reno-Setta. E di una linea ferroviaria che garantisca un servizio puntuale anche con percorrenza notturna, su ferro e non su bus. Poi una fiscalità agevolata a riconoscimento di un territorio che per la connotazione che gli è propria è svantaggiato e che deve tornare ad essere competitivo.

Si parla di vie di comunicazione, strada e ferrovia, senza dimenticare Internet, strutture fondamentali per garantire il lavoro e l’economia in montagna

Delle infrastrutture materiali ho già detto, di quelle immateriali è evidente l’esigenza, per stare al passo con i tempi. Se pensiamo alla telemedicina, al lavoro a distanza, alla didattica a distanza, alla trasmissioni di dati fiscali, ci accorgiamo di quanto siamo ancora indietro: in alcune delle nostre frazioni è ancora addirittura impossibile telefonare.

Senza tralasciare il turismo e le susseguenti problematiche ambientali

Non ci si improvvisa in nulla. Ripeto quello che proposi nel 2016: affidare la gestione della cultura e del turismo a mani esperte, in grado di fare un progetto pluriennale di rilancio. A cosa dovrebbero servire sennò le risorse di cui il nuovo Comune dispone? Credo anche a questo.

Due i nodi: termalismo e Corno alle Scale. Sulle terme sembrava che con l’intervento dell’INPS e del dott. Monti avessimo risolto il problema, cosa sta accadendo?

Nulla per le Terme. Nel senso che nulla si muove e nessuno dice nulla. E’ finito il tempo delle presentazioni, adesso dovrebbero parlare i fatti che invece non ci sono. La Regione che ha giustamente favorito l’accordo sarà presto interrogata dal nostro gruppo, ma anche il Comune che ha accompagnato il progetto, dovrebbe spiegare il perché di questo fermo. Per il Corno credo che sia da fare un plauso alla società di gestione, alle scuole sci ma anche a tutti gli operatori economici che hanno cercato di garantire il servizio, nonostante una stagione così penalizzante.

Per il Corno da tempo si conosceva il dramma dell’assenza di neve, e
non si è fatto nulla per investire sul patrimonio ambientale, unico e ricchissimo

C’è un progetto fortemente voluto dalla Regione e dall’Amministrazione comunale, che magari necessita di essere implementato con maggior attenzione al verde ed alla stagione senza neve, ma che deve essere portato a compimento, affinché ancora una volta progetti e fondi non vadano dispersi.

Alto Reno Terme è sempre stato il centro bibliotecario di tutto l’Alto Reno, oggi non ha un bibliotecario professionista e si affida a soluzioni precarie, un fatto molto grave se pensiamo che in Porretta Terme opera il maggior centro scolastico
dell’Alto Appennino.

A mio avviso manca un vero progetto che valorizzi davvero questo servizio, con attività strutturate e rivolte a varie fasce di età: potrebbe essere una risorsa in un Comune che ai giovani e ai meno giovani offre ancora poco. Ma bisognerebbe ripartire anche dalla scelta degli spazi. Diciamo che con le risorse che dovevano esserci post fusione, ci sia aspettava una qualità dei servizi adeguata e all’altezza di soddisfare le esigenze del nuovo comune. Io auspico davvero che si pensi ai nostri giovani che oggi hanno come posto di ritrovo le panchine in piazza e come intrattenimento i loro cellulari…

Nel passato Porretta Terme e Lizzano in Belvedere sono stati Centri federali nazionali per il tennis, la scherma, il basket, oggi i loro impianti sono obsoleti e inadeguati

Si parla di un nuovo palazzo dello sport da anni, di nuovi spogliatoi per il campo sportivo, nonché di nuovi campi da tennis. Qualcosa è in corso, altro ancora nei progetti, di realizzato nulla. Quello che c’era si sta disperdendo invece di essere rafforzato e migliorato. Credo che necessiti un’inversione di tendenza: non occorrono opere ciclopiche ma investimenti sì. Poi fare davvero rete con gli atri Comuni e proporsi al di fuori delle nostre montagne, in Italia e all’estero. Il nostro territorio ha bellezze uniche, peculiarità rare, occorre crederci davvero e avere le capacità di valorizzarle.

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