mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato Wine Festival, un percorso di degustazione tra vini biologici e di qualità

PRATO – Un fine settimana dedicato al vino e alle aziende vitivinicole, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che hanno preso parte a questa manifestazione per presentare al pubblico e agli addetti ai lavori una selezione dei loro prodotti d’eccellenza e di alta qualità.

Per quattro giorni, dal 4 al 7 aprile, gli spazi polivalenti del Garibaldi hanno ospitato al loro interno gli stand degli espositori enologici e hanno costituito il palcoscenico ideale per questa seconda edizione del Prato Wine Festival, rassegna nata lo scorso anno che sull’onda degli ottimi riscontri in termini di presenze e interesse è stata riproposta in una formula più ampia, quest’anno estesa a produttori locali di tutto il territorio nazionale.

Alcuni momenti della kermesse Prato Wine Festival durante la giornata di sabato pomeriggio (fotografie di Riccardo Agostini)

Un’occasione di incontro, di conoscenza e di approfondimento della cultura enologica che non vuole rimanere limitata agli esperti del settore, ma ha l’obiettivo di coinvolgere una platea sempre più vasta di amanti dei vini e semplici curiosi, che in occasione del festival hanno potuto acquistare il kit per la degustazione e assaggiare una o più etichette tra quelle presentate dalle aziende partecipanti, per un centinaio di vini in totale.

Un’ampia scelta che non ha deluso le aspettative, a giudicare dal folto pubblico che abbiamo registrato durante la nostra visita nel tardo pomeriggio di sabato, a testimonianza della crescente attenzione verso tali iniziative e le loro proposte: in un mercato dei vini sempre più competitivo e inflazionato, spesso a scapito della qualità del prodotto, si avverte il bisogno di riscoprire le eccellenze enologiche dei nostri territori e di incontrare di persona i produttori locali, conoscere la loro storia, i metodi di produzione, le antiche tradizioni portate avanti o riscoperte.

La visita agli stand si trasforma così in un viaggio pieno di sorprese alla scoperta delle varie etichette: un percorso all’insegna di una produzione artigianale, biologica e nel rispetto dei cicli naturali, spesso effettuata da piccole aziende vitivinicole a conduzione familiare che portano avanti da generazioni questa “sapienza” enologica.

“Dopo la prima edizione dello scorso anno, che aveva registrato un’ottima affluenza, abbiamo deciso di replicare e di dare continuità a questa manifestazione – ha dichiarato Alessandro Rubino, ideatore di Prato Wine Festival – per una rassegna che quest’anno ha presentato due novità: la partecipazione di cantine dell’intero territorio nazionale e il coinvolgimento dei maestri pasticceri pratesi, che nella giornata di domenica hanno proposto abbinamenti tra la loro pasticceria mignon e i vini presentati dai produttori.

L’evento è nato con un duplice obiettivo: da un lato valorizzare le eccellenze vinicole a partire dal territorio pratese fino ad allargare lo sguardo alla Toscana e alle varie regioni italiane, dall’altro offrire a tutti gli interessati un’importante occasione di conoscenza dei vini e di cultura enologica, grazie alla presenza agli stand dei sommelier della Fisar e degli stessi titolari delle aziende vitivinicole, pronti a rispondere alle domande dei visitatori e dare loro tutte le informazioni e le descrizioni sulla storia, le origini, le caratteristiche dei loro prodotti”.

Durante la nostra visita al Prato Wine Festival abbiamo avuto modo di conoscere le cantine presenti e di assaggiare alcuni tra i vini selezionati: di seguito segnaliamo, per la sola ragione della prossimità geografica, le aziende vitivinicole della Toscana che hanno preso parte alla manifestazione e, per ciascuna di esse, il vino più significativo o rappresentativo della loro produzione, a giudizio dei sommelier o degli stessi rappresentanti dell’azienda.

Si parte con due fattorie del territorio pratese e in particolare della zona di Carmignano, tra le colline e i vigneti del Montalbano. La Fattoria Le Ginestre di Verghereto presenta il suo Carmignano Docg, un classico d’eccellenza di questo territorio, mentre l’azienda agricola Colline San Biagio presenta il Fusciano, vino bianco trebbiano e malvasia, con quest’ultima che subisce un processo di appassimento tale da conferire al prodotto finale delle piacevoli note fruttate.

La storica cantina Conte Guicciardini del Castello di Poppiano a Montespertoli presenta etichette di tre sue aziende vitivinicole, due nel Chianti e una a Scansano: il prodotto più rappresentativo della selezione è il merlot in purezza “La Historia d’Italia”, che riprende nel nome e nell’etichetta l’omonima opera dello scrittore fiorentino Francesco Guicciardini, amico di Machiavelli e figura di spicco della politica e della cultura rinascimentale nella Firenze del primo Cinquecento.

Restando sempre in tema di nobili e antichi casati fiorentini, la cantina Marchesi Gondi di Pontassieve presenta il rosé di sangiovese “Violana” e il cabernet sauvignon in purezza “Mazzaferrata”.

L’azienda vinicola San Giorgio a Lapi di Siena seleziona una serie di Chianti classico e Chianti colli senesi a base sangiovese, mentre l’azienda Mormoraia di San Gimignano presenta “Ostrea”, vernaccia di san Gimignano unico vino bianco toscano che può fregiarsi del marchio Docg.

La fattoria Le Caprine di Gambassi Terme unisce all’allevamento di capre all’aperto la coltivazione vinicola, abbinando ai suoi formaggi e prodotti caseari i vini di propria produzione, tra cui spicca il “Macerato” toscano di trebbiano e malvasia.

L’azienda Poggio Primo di Cerreto Guidi sorprende con il suo “Inventio” (nome latino per “riscoperta”): si tratta di un orpicchio, vitigno autoctono toscano che si era perso per ragioni di suscettibilità alle muffe e alle malattie della vite e che è stato ritrovato e ripropagato negli ultimi decenni. È un vitigno “di nicchia” e poco conosciuto, capace tuttavia di conferire al prodotto una forte nota verde e vegetale.

La Fattoria Lavacchio di Pontassieve è invece specializzata nella produzione di vini biologici e biodinamici, in particolare un bianco trebbiano ancestrale e leggermente frizzante, con la presenza di lieviti naturali che conferiscono al vino un caratteristico colore giallo opaco.

Conclude la rassegna dei produttori toscani la cantina Tuscania di Tavernelle, che presenta vitigni meno noti e diffusi come “Fogliatonda” e “Pugnitello”, utilizzati come basi per vini biologici.

La kermesse Prato Wine Festival è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e Il Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage, Fisar, Confartigianato Imprese Prato e Lenzi Automobili, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni.

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