mercoledì, Settembre 9, 2026

“Lieto Fine”: il viaggio in bici di Alessandro Benvenuti per le strade della vita

PRATO – Andando in bicicletta per le strade della vita.

E così Alessandro Benvenuti inforca la due ruote e si incammina nei meandri della sua, e della nostra, esistenza disseminata di ostacoli, trabocchetti, insidie. Una specie di seduta dallo psicologo su quanto ci rode dentro; su dolori, amori, tristezze e nevrosi che attraversano il nostro quotidiano.

Alessandro Benvenuti in una scena di “Lieto fine” (foto di Ilaria Costanzo)

In sella alla sua bici, con il cellulare al collo e le cuffiette, interloquisce con amici (Mario), l’ex compagna (Mara), molestatori vari (un improbabile tipo alla ricerca di un imbalsamatore di animali, le solite, immancabili, telefonate pubblicitarie) e con quello che dovrebbe essere il suo deus ex machina (il produttore dello spettacolo, Marzio).

Spaesato, nato analogico, ora analfabeta digitale, in un mondo iper tecnologico.

Un viaggio surreale, insomma, più dentro se stesso che altro, visto che la bici sul palco è solo un pretesto.

Non manca l’ironia, il solito sarcasmo, l’humor nero. Non si ride a crepapelle, come ci si potrebbe aspettare, semmai si riflette sorridendo.

Con questo “Lieto Fine”, il titolo dello spettacolo in scena al Metastasio di Prato fino a domenica 21 aprile, si chiude la trilogia del “Dinosauro Canterino”, preceduta da “Un comico fatto di sangue” (2013) e da “Panico ma Rosa” (2020).

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