mercoledì, Settembre 9, 2026

Alla Galleria ME Vannucci presentato il primo volume di “Terra Cielo Iperuranio” 


PISTOIA – Ieri negli spazi della Galleria Me Vannucci, è stato presentato “Terra Cielo Iperuranio” di Antonello Ghezzi (Metilene Edizioni, 2024), il primo volume monografico dedicato al duo artistico Antonello Ghezzi e Nadia Antonello. Lorenzo Cipriani, storico dell’arte e navigatore, ha dialogato con l’artista.

Presentazione di “Terra Cielo Iperuranio” (fotografia di Giovanni Fedi)

Il volume “Terra Cielo Iperuranio” è un viaggio affascinante nell’universo artistico di Nadia Antonello e Paolo Ghezzi.

Il libro raccoglie una vasta selezione dei loro lavori passati e recenti, a partire dalla celebre mostra tenutasi presso il museo CAMeC di La Spezia. Le opere presenti nel volume spaziano dalle visioni astratte delle porte che si aprono solo se sorridi, alle bolle di sapone che sfidano i confini fisici, fino alle prospettive suggestive dei cieli stellati del futuro.

Il lavoro di Antonello Ghezzi è un inno alla libertà creativa, un invito a lasciarsi trasportare dalla fantasia e a esplorare mondi al di là dei confini della realtà. Terra Cielo Iperuranio non è solo un libro da sfogliare, ma un’esperienza da vivere, un invito a lasciarsi affascinare dal potere dell’arte di trasformare il mondo intorno a noi. All’interno del volume testi in italiano e inglese di Eleonora Acerbi, Cinzia Compalati e Cesare Biasini Selvaggi.

Il volume monografico “Terra Cielo Iperuranio” (fotografia di Giovanni Fedi)

Nadia Antonello e Paolo Ghezzi hanno mosso i primi passi artistici all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

È qui che hanno coltivato la loro visione unica, concentrata sulla leggerezza e sull’integrazione fra scienza, realtà e poesia.

Nel 2009 hanno fondato il duo Antonello Ghezzi, dando il via al percorso artistico. Le loro installazioni, caratterizzate da un’innovativa combinazione di forme e materiali, sono parte integrante di numerose collezioni private e hanno ricevuto riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale.

Nadia Antonello (fotografia di Giovanni Fedi)

Nadia Antonello (Cittadella, 1985) e Paolo Ghezzi (Bologna, 1980) si formano all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2009 fondano il duo artistico Antonello-Ghezzi. La loro ricerca si focalizza sulla leggerezza e la magia.

I progetti che li hanno visti esporre in tante parti del mondo, con il supporto di numerose istituzioni, tentano di rendere tangibili le favole. Una porta che si apre solo se si sorride, bolle di sapone che abbattono i muri, una macchina per esprimere desideri con le stelle cadenti, piccole sculture tra amanti, cieli stellati del futuro. Scale, nuvole e semafori blu che – grazie a Gianni Rodari – danno all’osservatore il via libera per volare.

Come fossero sandali alati oppure specchi che, come lo scudo di Atena, aiutano Perseo ad affrontare Medusa.

Paolo Ghezzi (fotografia di Giovanni Fedi)

Le loro installazioni fanno parte di numerose collezioni private e sono state presentate, unitamente alle performance, in contesti italiani ed internazionali, tra i quali: Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, Plaza Cielo Tierra di Cordoba, Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Ambasciata Italiana ad Atene, WhiteSpaceBlack Box a Neuchâtel, Kunsthall di Bergen, Beit Beirut, Wayfarers di Brooklyn a New York, Parlamento Europeo di Bruxelles, Gnration di Braga in Portogallo, Museo per la Memoria di Ustica di Bologna, Miasto Ogródow di Katowice, Palazzina dei Bagni Misteriosi di Milano, Artbab Manama in Bahrain, Sound Design Festival di Hamamatsu in Giappone, Istituto Italiano di Cultura di Atene, Art Foundation di Atene, Museo Davia Bargellini di Bologna, Usina del Arte a Buenos Aires, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo di Villa Croce di Genova, Moscow Biennale, Pitti Uomo di Firenze, Sarajevo Winter Festival, Blik Opener di Delft, Arsenale di Verona e CIFF di Copenhagen.

Nel 2022 vincono il PAC2021–Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e la loro bandiera raffigurante la Via Lattea viene acquisita dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio di Valsamoggia (BO).

Il loro atelier si trova a Bologna, all’interno della Palazzina Liberty presso i Giardini Margherita. Il progetto espositivo del CAMeC rappresenta la prima mostra monografica antologica realizzata in un museo pubblico.

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