mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, i cinque candidati a confronto sulla sicurezza del territorio

di Andrea Mori

PRATO – I cinque candidati a sindaco del Comune di Prato si sono presentati alla città in un confronto pubblico organizzato dal Comitato “Io c’entro” al ristorante Murà, in piazza San Marco, moderato dal giornalista Leonardo Biagiotti de La Nazione.

I cinque candidati a sindaco di Prato

Tre minuti a testa per Paola Battaglieri (Alternativa per i beni comuni), Ilaria Bugetti (candidata del centrosinistra), Gianni Cenni (candidato del centrodestra), Mario Daneri (candidato con la lista Prato Merita), Luca Innocenti (assente Simona Casadei candidata per il Partito animalista italiano, Innocenti l’ha rappresentata), e Jonathan Targetti (candidato con la lista civica Targettopoli).

“Sul tema della sicurezza, da sindaco, nei limiti delle competenze del ruolo, quali iniziative intende assumere nei prossimi 5 anni?” è stato quesito posto da Biagiotti ai cinque candidati.

Per Paola Battaglieri “il senso di insicurezza che abbiamo, specialmente quando andiamo in giro la sera, è soprattutto dovuto al fatto che ci sentiamo soli, perché non c’è gente. Invece di giorno, quando ci sono persone in giro, ci sentiamo sicuri anche nelle zone più tremende. Quindi – sostiene Battaglieri – una cosa importante è secondo me quella di riconquistare il nostro territorio, cercando di ricreare tutte quelle relazioni e interconnessioni che fanno sì che un tessuto diventi vivo. Io non credo –prosegue la candidata che mettendo l’esercito o la polizia noi ci sentiamo meno insicuri.” Battaglieri chiarisce che tutte le forze dell’ordine hanno un ruolo fondamentale, tuttavia ciò che va fatto a suo avviso è promuovere quelle iniziative che creano un legame tra le persone che portano alla nascita di una comunità, comunità della quale i malintenzionati non farebbero parte (e quindi non si vedrebbero più in giro) dati i loro diversi interessi.

Il pubblico presente al confronto

Per Ilaria Bugetti invece “la sicurezza va approcciata anche dal punto di vista del presidio, ma non solo quello delle forze dell’ordine, ma anche quello dei vigili di quartiere che sono già una funzione prevista e che – dice Bugetti – potrebbe essere potenziata”. Per intendersi, la candidata ricorda come per un certo periodo, chi prendeva il treno alla stazione del Serraglio poteva vedere un’associazione che presidiava il luogo in maniera regolare. L’obbiettivo per Bugetti è quello di “individuare via via quei luoghi che hanno bisogno di un maggiore controllo grazie ad alcune associazioni di volontariato, affiancando il sistema delle telecamere che è già presente”. 

Per la candidata del centrosinistra c’è poi la necessità di ottenere dal Governo “un aumento in modo strutturale delle forze dell’ordine, ne abbiamo bisogno” – conclude Bugetti – ricordando che “la nostra è città che si trova in fascia alta come numero di popolazione”.

Gianni Cenni: “Innanzitutto mi preme sottolineare che, nei confronti dei commercianti, l’approccio dell’amministrazione comunale dovrebbe essere quello di consentire il maggior numero di iniziative, quindi non ostacolare ma agevolare, perché senza dubbio – dice il candidato – la presenza dei commercianti fa vivere la città, danno ossigeno, come gli alberi”. Poi, dice il candidato, “io ho parlato di polizia di prossimità che è un po’ l’evoluzione del vigile di quartiere”.

Un altro aspetto forte del programma dice Cenni è quello di trasferire il comando della polizia municipale all’interno del parco urbano, quindi nelle vicinanze di piazza del Collegio; “questo – afferma Gianni Cenni – oltre a creare un ulteriore servizio pubblico all’interno del territorio, crea un presidio di sicurezza maggiormente vicino al centro e quindi anche ai suoi commercianti e cittadini”.

“A parer nostro – sostiene Mario Daneri – la sicurezza del centro storico si realizza principalmente con il presidio che viene fatto da residenti e commercianti”. Il candidato parla poi della mancanza di attività commerciali che non siano legate al cibo: “dobbiamo cercare di portare il negozio e il commercio in centro e lo faremo rendendolo attrattivo. Poi – prosegue Daneri – il presidio delle forze dell’ordine è necessario, sia di polizia che di carabinieri, ma è soprattutto necessario quello del corpo di polizia municipale anche in modo importante, più capillare. Non vanno poi dimenticate le associazioni di volontariato, dei militari in congedo, carabinieri, polizia. Il centro storico andrebbe dotato anche di un sistema di videosorveglianza diffuso nel rispetto della privacy che possa essere gestito attraverso una stazione di controllo remoto. Vigilanza e visione continua del centro storico, quando faremo questo – sostiene il candidato – sono d’accordo con Battaglieri che ci sarà una comunità più coesa che si conosce meglio, che vive il centro storico, e quando sarà comunità forse potremo anche allentare quella presenza del corpo militare e dei controlli perché saremo tutti più attenti ad un centro storico reso bello, decoroso e vivo in ogni sua parte, in tutti gli orari e in tutte le stagioni dell’anno”.

Luca Innocenti ha senz’altro vinto la gara degli applausi. Lavora come commerciante nel centro da ben 43 e ieri non le ha certo mandate a dire, tutt’altro. Ha parlato al pubblico con un linguaggio popolare che è evidentemente arrivato, generando come detto molto consenso: “Invece di stare a fare tanti discorsi vi dico tre cosine veloci: le telecamere nelle strade che ci sono le toglierei perché non servono a nulla”.

Ma come riportare sicurezza in centro? Secondo Innocenti è “necessario riportare le persone; a mio figlio gli hanno portato via la bicicletta sabato. Ci vuole che il centro sia bello, se avviano ad aprire negozi la gente torna”.

Jonathan Targetti: “Prato è una città che ha meno agenti delle città che hanno il suo stesso numero di abitanti – dice Targetti – abbiamo 190 agenti e 18 ufficiali, rispetto a Padova che ne ha quasi 250 e 30, quindi avrà fatto sicuramente un piano di assunzioni per avere più risorse sul territorio.

La polizia municipale in questi anni è stata impiegata per fare multe, per ripianare i bilanci, quando in realtà ha anche funzioni sulla sicurezza e quindi se noi li mettiamo in strada a presidiare il territorio sicuramente qualcosa possono fare. Ci sono tre livelli di intervento – afferma il candidato di Targettopoli – il primo è un piano politico, se c’è infatti un prefetto o un questore che crede che la sicurezza non sia una priorità o che viene qua a passare quel che gli manca prima della pensione, si può fare veramente poco. Poi – dice – c’è un piano pratico: quello delle assunzioni di cui ho parlato prima; infine un piano urbanistico infrastrutturale, l’attuale sede della polizia municipale non è adatta, deve trasferirsi”. La sede proposta sarebbe quella dell’ex Creaf.

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