di Letizia Gaeta
PISTOIA – Primi play-off scudetto da capo allenatore per coach Nicola Brienza (e per tutti i componenti dell’Estra Pistoia Basket 2000) che adesso si giocherà l’accesso alle semifinali contro l’amico-rivale Alessandro Magro, tecnico della Germani Brescia che è riuscito, nei tre anni in terra lombarda, a raggiungere risultati esaltanti come la conquista della Coppa Italia della passata stagione. Il sesto posto conquistato e sudato dai biancorossi mette di fronte due squadre molto interessanti, nonostante budget e obiettivi profondamente distanti: il coach toscano della Germani ha infatti a disposizione un roster di altissimo livello che può contare su 10/11 giocatori di qualità; la forza pistoiese risiede invece nel gruppo e nella voglia di dimostrare che la post-season è frutto di un percorso che ha radici lontane.
“Prima di tutto voglio fare i complimenti a Bologna, Milano, Brescia e Venezia per l’incredibile campionato che hanno fatto. Potrebbe sembrare una considerazione banale, ma è fondamentale farla per rendere merito al percorso di queste quattro eccellenti squadre. Sarebbe stato difficile incontrare chiunque e dobbiamo averne consapevolezza: giocheremo contro un roster di altissimo livello che per profondità e qualità ci è superiore. Per questo motivo dovremo essere bravi ad alzare ancora di più il livello del nostro gioco, al limite della perfezione. Vogliamo vincere su questo ci sono pochi dubbio. Siamo carichissimi e ormai da due settimane non vediamo l’ora che siano le 20.45 di domani per poter dare il via a questo sogno che è ormai realtà. Abbiamo una voglia incredibile di giocare e di portare a casa il risultato, abbiamo la giusta dose di tensione e pressione addosso, manca solo la palla a due per vivere a pieno i play-off”.
“Facendo poi riferimento alle parole di capitan Della Rosa riguardanti il turno playoff di A2 perso da Pistoia contro Napoli, ormai tre anni fa – ha proseguito il tecnico – è giusto soffermarci sul lavoro pazzesco che ci ha portati a giocare un quarto di finale scudetto e che potrebbe consentirci di entrare in Coppa l’anno prossimo. È stato un percorso straordinario e senza logica anche viste le non enormi potenzialità economiche: quello che il gruppo è riuscito a costruire è qualcosa di inimmaginabile. Ogni tanto è importante riuscire a prendersi un attimo per riuscire ad assaporare ciò che è stato fatto e che ancora stiamo facendo”.
La stagione regolare ha visto solo tre squadre iniziare e concludere con gli stessi giocatori a roster. Cremona e, appunto, Pistoia e Brescia che a partire da domani si daranno battaglia per almeno tre gare. Le scelte estive hanno ripagato, e i due allenatori hanno potuto contare per l’intera stagione su due gruppi molto uniti, sospinti da individualità di qualità: Moore, Willis, Varando e Ogbeide da una parte; Christon, Della Valle e Bilan dall’altra.
“Per quanto ci accomuni questa caratteristica è importante chiarire che partivamo da dinamiche assolutamente non paragonabili.
Noi siamo stati fortunati a non avere gravi infortuni e, anche nel caso degli acciacchi di Varnado, la società è stata abile e reattiva a darci dei salvagenti temporanei. Sia con Basile che con Blakes si sono infatti create situazioni facilmente gestibili dal club e questo ci ha aiutati. A differenza nostra, Brescia può vantare un roster molto più profondo e completo e questo ha permesso loro, anche nei momenti di difficoltà legati agli infortuni, di continuare il campionato senza bisogno di attingere dal mercato”.
Entrambe le sfide giocate contro Brescia hanno dato dimostrazione di come Pistoia possa essere in grado di competere anche contro la squadra di coach Magro, sebbene non siano arrivati punti in classifica.
“Ci sono tantissimi spunti di riferimento interessanti sulle gare di andata e ritorno: in entrambe le occasioni siamo stati per lunghi tratti in partita. Alla terza giornata stavamo attraversando un momento di conoscenza ma siamo comunque rimasti concentrati e attenti fino all’exploit di Della Valle a fine terzo quarto; nel match di ritorno invece a tre minuti dalla fine abbiamo sprecato più volte la possibilità di passare in vantaggio, consentendo loro di aprire il parziale con cui poi hanno portato a casa il risultato. Dovremo cercare di restare concentrati per tutti e 40 i minuti perché loro hanno tante armi e bocche da fuoco e per assurdo possono cambiare le sorti di una singola gara con la second unit che è proprio una delle cose che apprezzo di più in assoluto di Brescia”.
Una sfida nella sfida tra due allenatori che si conoscono e rispettano reciprocamente e che quest’anno si contenderanno anche il premio di miglior allenatore dell’anno.
“Se ripenso a quanto giovani eravamo quando abbiamo frequentato il corso allenatore insieme non posso che sorridere. Nutro una profonda stima per Alessandro, e sono felice per la carriera che sta costruendo. Il nostro è un rapporto di amicizia caratterizzato da grande rispetto e da una sana rivalità: siamo stati assistenti, io a Cantù e lui a Siena, negli anni in cui Siena dominava e Cantù cercava di essere antagonista per cui abbiamo giocato tante finali contro e ho svariati ricordi con lui. Detto questo vorrei provare a sbloccare il risultato visto che, ad oggi, siamo 0-2 per Ale (ride, ndr). Sono molto felice – ha concluso l’allenatore biancorosso – che tra le nomination al premio di miglior allenatore dell’anno ci siano tre tecnici (Brienza, Magro e Galbiati) della nuova generazione, sia per noi che per altri giovani allenatori che sono molto giovani e hanno la nostra stessa ambizione”.



