mercoledì, Settembre 9, 2026

Francesca Storai e i suoi “Pallocchi”: un linguaggio originale per disegni espressivi e colorati

PRATO – Una galleria di personaggi e di volti realizzati o reinterpretati alla luce di uno stile particolare, capace di dare vita a disegni colorati e fortemente espressivi.

Sono i “Pallocchi” dell’artista pratese Francesca Storai, nella vita professionale impiegata nel settore pubblico ma animata da una grande passione nell’arte del disegno, e da qualche mese autrice anche di alcuni “esperimenti” di scultura.

L’artista pratese Francesca Storai e alcuni suoi “Pallocchi” della serie delle “icone” con personaggi e opere celebri

“La mia è una formazione da autodidatta – racconta – in realtà ho una formazione di tipo scientifico, sono dottore forestale, ma fin da bambina ho avuto la passione per il disegno e mi ricordo che ho iniziato copiando gli album dei fumetti di mio fratello maggiore. Molti di questi erano “firmati” da Milo Manara, che è stato un po’ il mio modello di riferimento per le forme del disegno e l’uso della colorazione.

Questa passione è rimasta poi “in disparte” e ha avuto un ruolo marginale nel mio percorso professionale, che ha riguardato l’ambito tecnico e dove non c’era molto spazio per l’arte. Le cose sono cambiate quattro anni fa, durante il primo lockdown causato dalla pandemia, che mi ha dato il tempo e l’opportunità di “riscoprire” il disegno e di riprendere in mano carta, matita e acquerelli.

Come è successo a tanti, con il lockdown le mie abitudini quotidiane sono cambiate radicalmente, mi trovavo a casa da sola e rischiavo di “impazzire”; l’arte mi ha consentito di superare questo difficile momento e anzi mi ha fatto riscoprire e rinnovare la passione “sopita” per il disegno. Ho iniziato a pubblicare alcuni miei disegni sui social e dopo poco amici, colleghi e conoscenti mi hanno contattata per richiedere disegni “personalizzati” da realizzare, dando un segno di apprezzamento verso la mia arte che mi ha fatto grande piacere”.

Una “ripartenza” artistica che ha portato in breve Francesca a dare vita ai suoi “Pallocchi”, diventati non solo un tema caratteristico, ma un vero e proprio “marchio di fabbrica” della sua arte attraverso lo sviluppo di uno stile personale e originale.

Ma che cosa sono i “Pallocchi”? “Sono delle figure, o meglio dei volti, contraddistinti da questi grandi occhi “a palla” – spiega Francesca – sono nati per gioco e quasi per scherzo, per prendere in giro alcuni colleghi di lavoro. Mi ricordo che il primo “pallocchio” fu quello di una collega la cui espressività venne proprio “catturata” e sintetizzata dentro gli occhi nel disegno: da questi primi esperimenti e poi dall’ottimo riscontro che hanno avuto presso amici e conoscenti ho ripreso a disegnare in maniera decisa, cercando di “interpretare” i volti delle persone seguendo questa forma”.

I “Pallocchi” di Francesca, realizzati con la tecnica del disegno su carta a matita e colorazione con acquerelli, presentano dei richiami all’arte del fumetto e colpiscono per la vivacità cromatica e la morbidezza e l’eleganza delle linee curve. Oltre ai disegni di persone comuni eseguiti anche su commissione, è presente una serie di “icone”, ovvero volti di personaggi famosi in “stile pallocchi”: da Marilyn Monroe a Tamara de Lempicka, da Meryl Streep ad Amy Winehouse, passando per la rilettura di capolavori della storia dell’arte come la “Dama con l’ermellino” di Leonardo o il “Ritratto di Adele” di Klimt.

“Mi sono divertita a reinterpretare figure o quadri celebri alla luce del mio stile – aggiunge l’artista – la particolarità dei loro volti è che non hanno né bocca né naso, ma è una mancanza che si nota solo in un secondo momento, perché voglio che lo sguardo dell’osservatore si concentri prima di tutto sugli occhi, volutamente sproporzionati e ingigantiti, e sulla loro espressività. E poi mi piace utilizzare colori chiari e brillanti che trasmettono una sensazione positiva di serenità e luminosità, anche il colore è fondamentale per caratterizzare i miei personaggi”.

Il successo dei “Pallocchi”, inaspettato per un’attività partita come gioco e passatempo per ammissione della stessa Francesca, è testimoniato non solo dalle crescenti richieste giunte all’artista, ma anche dalla realizzazione di gadget come agende, quaderni e magliette decorati e “firmati” con questi disegni. Una grande soddisfazione per Francesca che in questo mese di maggio con una selezione di “Pallocchi” partecipa alla mostra collettiva “Colori diversi 2024” presso Le Murate Art District di Firenze, la quinta esposizione in cui i suoi disegni possono essere ammirati dal pubblico dal vivo.

“Per me non è solo un modo per promuovere e far conoscere la mia arte – conclude Francesca – ma è anche un’occasione di crescita, di confronto con altri artisti, da cui possono provenire stimoli e sollecitazioni per migliorare il mio lavoro.

Il mio “sogno nel cassetto”? In gran parte si è già realizzato, perché a voler essere sincera io non mi sarei immaginata di ricevere tutto questo apprezzamento per i miei disegni; lo considero un grande regalo che la vita mi ha donato in questi ultimi anni, e spero di poter continuare a portare avanti questa mia arte che dopo la “riscoperta” è diventata una parte fondamentale per me, di cui non potrei più fare a meno”.

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