di Andrea Mori
PRATO – E dunque dopo mesi di intensa campagna elettorale, ci siamo: domani, dalle 15 alle 23, e domenica, dalle 7 alle 23, i pratesi sono chiamati alle urne per eleggere quello che sarà il loro nuovo sindaco per i prossimi 5 anni.
Abbiamo chiesto ai candidati i motivi per i quali gli elettori pratesi dovrebbero votarli. Ecco i loro appelli al voto.

Paola Battaglieri è alla guida della lista Alternativa per i beni comuni, un raggruppamento politico di sinistra al cui interno vi sono soggetti dell’attivismo civico e persone provenienti da Rifondazione comunista.
“Al centro del nostro simbolo campeggia una grande goccia, quella stessa goccia che il giorno dell’alluvione del Bisenzio a novembre scorso ha fatto ‘traboccare il vaso’, causando l’allagamento e l’evacuazione del posto che sarebbe dovuto essere il più sicuro, ovvero il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano”, dice Battaglieri.
Il riferimento è anche a quella goccia vitale “per le nostre esigenze quotidiane, di una risorsa come quella idrica, il cui accesso rappresenta un diritto inalienabile, purtroppo soggetto a speculazione finanziaria con l’operazione Multiutility, progettata per inglobare in Alia tutte le attuali società partecipate di servizi municipali (PubliAcqua, Consiag, Estra, PubliServizi, ecc.)”, specifica la candidata.
“La denuncia di questa speculazione finanziaria per fare profitti su servizi essenziali e diritti – specifica Battaglieri – rappresenta il motivo centrale dell’impegno politico della nostra lista, che si oppone al ‘derby’ del partito trasversale degli affari, composto da FdI e Pd, con la complicità del M5S, che ha tradito dieci anni di opposizione per cercare un posto al sole”.
Infine la candidata mette in guardia, sostenendo come ci sia “un serio pericolo di emergenza democratica a Prato, con il rischio che la prossima assemblea cittadina sia guidata da un corporativismo orientato verso interessi particolari e composta da fazioni conniventi con questa deriva, a scapito della cittadinanza e della tutela dei beni comuni.”
Alternativa per i beni comuni – conclude Paola Battagliere – “vuole essere l’argine solidale ed ecocompatibile allo sfruttamento di ambiente e persone”.

Per Ilaria Bugetti, candidata del centrosinistra, “Prato merita di essere amata, protetta e tutelata. Dobbiamo essere determinati nel portare avanti le nostre idee di uguaglianza, giustizia sociale, legalità, di attenzione all’ambiente e di sviluppo – dice Bugetti –. La mia Prato sarà contemporanea, innovativa, solidale e operosa; chiedo quindi la fiducia di tutti i cittadini per una città che sarà curata nelle piccole cose ma senza rinunciare ai grandi progetti. Una città che corre e che non lascia indietro nessuno”.
“Domani e domenica si deciderà il futuro della nostra città – commenta Bugetti –. Ricordiamoci che Prato è Toscana, ma è anche mondo. Prato accoglie, Prato include, Prato innova, Prato è il futuro, nostro e delle nuove generazioni. Mettiamoci al lavoro insieme per far si che la nostra città non rinunci mai a essere se stessa”.

Secondo Gianni Cenni, candidato sindaco del centrodestra, occorre “discontinuità e cambio di passo: questo – dice – significa dare il voto alla coalizione di centrodestra, un voto utile per consentire alla città di lasciarsi alle spalle dieci anni di immobilismo, di voli pindarici, di sogni irrealizzabili, di promesse e impegni disattesi”.
Scegliere la coalizione di centrodestra significa “riportare al centro il territorio e i suoi cittadini attraverso l’ascolto e l’attenzione, dando priorità alla concretezza e alla fattibilità delle cose grandi come di quelle piccole”.
Il candidato chiude ricordando quello che lui stesso disse il primo giorno della campagna elettorale, ripetendolo adesso alla vigilia del voto: “Il mio è un patto con la città, firmato guardando negli occhi le persone, rafforzato dal confronto e dalla condivisione del programma amministrativo. Fare bene il bene comune: questo mi impegno a fare e questo farò.”

Procedendo in ordine alfabetico arriviamo a Fulvio Castellani, candidato per il Partito comunista italiano, “quest’ultimo torna sulle schede elettorali, e lo fa perché perché crediamo sia necessario costruire un’alternativa reale e concreta che rimetta al centro il tema fondamentale del lavoro, oltre a quello dei servizi pubblici e dell’acqua pubblica”.
Il candidato parla poi di una mobilità ingessata dalla mancanza di progetti pratici, con “scuole pubbliche da rifare e un ospedale inadeguato; il progetto dell’Hub del Tessile che non porterà né benefici né capacità di intervenire in un distretto nel quale si rincorrono gli scandali tra cene, massoneria e sfruttamento lavorativo, oltre ad una multiutility che tradisce nuovamente la volontà popolare espressa dal referendum del 2011”.
Infine l’appello finale: “Siamo lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, e subiamo quotidianamente i problemi di Prato. Abbiamo l’obbligo di costruire un’alternativa politica per Prato. E non c’è niente di meglio che farlo con un operaio tessile alla guida della città”.

“Perché votarci?”, chiede Mario Daneri, candidato con la lista Prato Merita (area liberal-democratica e riformista): “Perché noi abbiamo come primo obiettivo il buongoverno della città: offriamo equilibrio, pragmatismo, moderazione. Con un programma chiaro, preciso, dettagliato. A chi è stanco delle urne diciamo di non gettare al vento un’occasione. C’è bisogno di una forza centrale che tenga a freno coalizioni sempre più spostate alle loro estremità – sostiene il candidato, concludendo che – se saremo decisivi nel definire i futuri equilibri del governo locale, il nostro Comune avrà davvero la possibilità di cambiare e cambiare in meglio. Serve un voto a Prato merita. Perché Prato merita di più”.

Infine c’è Jonathan Targetti, che si candida a diventare sindaco con la lista civica Targettopoli: “Tra pochi giorni la città sarà chiamata ad esprimere un voto davvero importante per provare a voltare finalmente pagina e dare la spinta necessaria a costruire una Prato migliore – dice Targetti –. Abbiamo promosso un progetto civico e presentato una lista fatta da persone competenti e libere, slegate dalle dinamiche di potere che purtroppo caratterizzano il sistema dei partiti tradizionali”, osserva critico il candidato. E poi ci tiene a ricordare che “l’autofinanziamento, fin dall’inizio, è stato il nostro metodo politico chiaro e trasparente nei confronti della nostra città. Rifiutare qualsiasi tipo di sostegno proveniente da aziende o da imprenditori è una scelta che rifaremmo altre mille volte. Così come quella di costruire dal basso, insieme a coloro che hanno voluto, una visione di futuro condivisa. Chi vota Targettopoli – conclude – lo fa perché sente il bisogno di aria nuova”.



