PRATO – In occasione della Festa della Natività di Maria, la festa dei pratesi, si è rinnovata questa mattina una secolare tradizione. A nome dell’Amministrazione comunale, il sindaco Matteo Biffoni ha consegnato al vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini i ceri per illuminare la cappella che custodisce la Sacra Cintola di Maria, la preziosa reliquia cuore e simbolo dell’unità religiosa e civile della comunità pratese. La donazione è avvenuta sul sagrato della cattedrale, al termine del solenne pontificale della festa, presieduto da monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo emerito di Pisa.

“La giornata dell’8 settembre rappresenta una comunità intera – dichiara il sindaco Matteo Biffoni –. Governare una città è una sfida costante e difficile. Per farlo occorre camminare insieme, se ci si confronta, se si ha un rapporto costante, se le istituzioni come l’Amministrazione comunale e la Diocesi viaggiano di pari passo. E a Prato questo accade per tradizione secolare”.
Sottolineando il valore simbolico e civile della Sacra Cintola, il Sindaco ha evidenziato come essa rappresenti un forte elemento identitario per l’intera cittadinanza: “La Cintola della Madonna è il simbolo che ci tiene insieme: per chi crede è il simbolo mariano per eccellenza, ma anche per chi è laico è un simbolo di appartenenza, di radici. È una cintura che lega una comunità”.
Per Matteo Biffoni, tornato a vivere da sindaco l’8 settembre, la festa dei pratesi rappresenta un punto di ripartenza, sottolineato anche dalla grande partecipazione popolare registrata fin dalle prime ore della giornata in Duomo e sul sagrato: “Oggi è la festa più bella, la festa della nostra città: un momento in cui la nostra comunità trova bellezza e orgoglio. È un momento di festa, ma è anche un momento di lavoro – conclude Biffoni – perché è un momento in cui le istituzioni fondamentali per la città, l’Amministrazione comunale nella sua interezza e la Diocesi, rinnovano un patto di collaborazione e di confronto, nell’unico interesse che abbiamo: quello della nostra città”.



