mercoledì, Settembre 9, 2026

Toscana in Bocca, i sapori del territorio tornano al Castello dell’Imperatore

PRATO – La Toscana in Bocca torna a Prato per il terzo anno consecutivo con una kermesse di due giorni all’insegna dei sapori del territorio fra tradizione e creatività.

La manifestazione, promossa da Confcommercio Pistoia e Prato in collaborazione con il Comune di Prato, si svolge per la seconda volta di fila nella suggestiva corte interna del Castello dell’Imperatore, in pieno centro storico di Prato. Una location d’eccezione per un evento che da sempre unisce passato e presente, tradizione e innovazione, proponendo ai visitatori una serie di degustazioni dove i sapori della cultura enogastronomica locale vengono spesso “rivisitati” e “riletti” in chiave creativa e contemporanea, senza però snaturare la loro identità.

Alcune immagini dei ristoratori presenti alla kermesse “La Toscana in Bocca” nella corte interna del Castello dell’Imperatore di Prato (fotografie di Riccardo Agostini)

Quindici i ristoratori – dieci osterie, tre pasticcerie, un forno, un cocktail bar – presenti con i loro stand “alla corte dell’Imperatore”, lungo i lati delle mura del castello, mentre il centro del cortile è stato occupato da tavolini per permettere ai visitatori e agli addetti ai lavori di sedersi per degustare i piatti in esposizione, alcuni dei quali ideati per l’occasione. Una kermesse all’insegna del gusto e della buona tavola, con un percorso alla scoperta delle proposte culinarie di ristoratori dell’area compresa tra Prato e Pistoia, con alcune presenze ormai fisse della Toscana in Bocca e alcune interessanti “novità” che per la prima volta si sono affacciate a questa manifestazione.

L’obiettivo, come sempre, è quello di valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali e promuovere una ristorazione di qualità e legata al territorio, pur nella diversità e nella varietà delle proposte di ciascun partecipante. Senza dimenticare l’aspetto storico e culturale della cucina, intesa come contaminazione continua di tradizioni e sapori diversi: in questo senso emblematica è stata la conversazione con lo chef viareggino Cristiano Tomei, che, in colloquio con Simone Gai, dal palco della manifestazione ha condiviso con il pubblico interessanti riflessioni sul significato dell’arte culinaria oggi e ha espresso opinioni a tratti “poco diplomatiche” su varie tematiche inerenti il cibo e l’alimentazione.

Ma vediamo nel dettaglio le degustazioni presentate dai quindici stand partecipanti alla Toscana in Bocca, che con i loro “assaggi” hanno stuzzicato la curiosità e l’appetito del numeroso pubblico presente alla kermesse.

Il percorso inizia dal cocktail bar Le Barrique di Prato con una selezione di cocktail e la possibilità di scegliere tra i grandi classici dell’aperitivo e alcune proposte più originali e particolari. Per accompagnare l’aperitivo o come semplice antipasto ecco la novità di questa edizione della kermesse, ovvero l’ingresso del mondo della panificazione con la partecipazione del Forno Mangiapane di Prato: molto apprezzati sia il suo cestino di pani al lievito madre e schiacciata, sia la focaccia pomodorini e origano a lievitazione naturale.

Si passa poi alla ricca offerta del mondo della ristorazione con ben dieci osterie e ristoranti presenti. Il ristorante Alterego di Prato presenta una tartare di ombrina con sedano, gel all’arancia e dragoncello, un piatto fresco e leggero a base di pesce, ottimo per iniziare il percorso di degustazione. Punta sui sapori del mare anche il ristorante Il Capriolo con un “cacciucco di polpo” a base di salsa di cacciucco, pane croccante, tentacolo di polpo agli aromi condito con salsa di basilico. Un piatto che rivisita la tradizione livornese del cacciucco utilizzando però come unico pesce il polpo, che viene esaltato e acquista sapore con un piacevole retrogusto piccante.

Molto valida anche la proposta in tema di carni: Primo Bistrot di Carmignano presenta un bocconcino di maiale con una salsa di fichi secchi e vin ruspo, un rosato di Carmignano Docg che conferisce grande morbidezza e sapore alla carne. La Bussola da Gino di Quarrata ripropone “A spasso per Prato”, il piatto a base di carne calvanina che aveva vinto il contest all’edizione pistoiese di Toscana in Bocca: un involtino di carne calvanina che incontra il sedano alla pratese, nell’unione e nella commistione di sapori di due prodotti tipici della città laniera. È un piatto abbastanza complesso nella sua preparazione e presentazione, ma che guarda al passato e si rifà alla semplicità della cucina casalinga e genuina delle nostre nonne.

Abbiamo poi due presenze pistoiesi “in trasferta”: il ristorante Toscana Fair propone uno gnudo toscano “scomposto” con cuore di ragù e sfoglia di maccherone croccante, dal sapore molto leggero e delicato; La Fenice Pizzeria Contemporanea del pluripremiato Manuel Maiorano presenta la sua pizza all’80% di idratazione prima fritta e poi tostata in forno, e guarnita con ricotta al limone e Mortadella di Prato Igp.

Tornando a Prato, Opéra Art Restaurant presenta le sue polpettine di lesso rifatte con pomodoro, formaggio e crunch di cipolla, servite in accompagnamento con una sfoglia di pane: un piatto che mescola la tradizione della cucina casalinga dei “piatti di recupero” con alcuni inserti più moderni. Radici Braceria Bistrot ci stupisce con uno spiedo cotto alla brace con Mortadella di Prato Igp e gamberi su letto di insalata di verza, carote, maionese e yogurt e un dressing con maionese all’alchermes. Il gettonatissimo ristorante A casa Gori punta forte sul suo pacchero di ricotta ripieno di ricotta della val di Bisenzio e fritto con crema di carbonara, tartufo nero estivo e chips di guanciale.

Chiude la rassegna delle osterie il ristorante toscano gluten free Quercia di Castelletti di Signa propone i suoi tortelli di papero saltati nel burro chiarificato all’arancia e accompagnati da crumble di pane all’arancia.

Spazio infine ai dessert, con tre pasticcerie del territorio che nel corso degli anni sono diventate ormai “ospiti fissi” alla manifestazione. Il Taba Dolce di Latte di Pistoia fa debuttare e assaggiare al pubblico la sua “coppa Donoratico” con panna gelato, salsa di caramello salato, croccante ai pinoli, panna montata e cialda croccante. Il nome della coppa è ripreso dalla località marittima di Donoratico e dalla presenza, nella vicina pineta che attraversa tutta la Riviera degli Etruschi, di pinoli di alta qualità che risultano l’ingrediente principale caratterizzante di questa nuova creazione.

La pasticceria e cioccolateria Mannori presenta invece una coccola al caffè e vin santo: un dessert con crema al vin santo e inzuppato al caffè espresso, adagiato su un cremoso al caffè arabica e una crema di latte alla vaniglia. Un dolce piccolo come dimensioni ma intenso come sapore, dalle due consistenze e dal piacevole aroma di caffè.

Parlando di pasticcerie pratesi non poteva certo mancare la Pasticceria Nuovo Mondo con una pesca di Prato, il suo “cavallo di battaglia”, rivisitata però in una inedita versione al cioccolato, presentata al pubblico per la prima volta in questa occasione. Rispetto alla versione tradizionale, questo dessert presenta una bagna all’alchermes leggermente più alcolica, pasta brioche al cioccolato e crema pasticcera anch’essa al cioccolato. Come spiegato dagli ideatori, questa nuova versione della pesca di Prato è nata a seguito di un viaggio compiuto nello Yucatan in una piantagione di cacao, da dove proviene un cioccolato particolarmente profumato che si sposa bene con il sapore dell’alchermes ed è stato quindi utilizzato per la realizzazione di questo dolce.

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