di Gina Nesti
PISTOIA – Era il 2006, Monica Carlin, arrivata a pochi metri dal traguardo dell’Abetone, cadde a terra; i presenti non potevano aiutarla a rialzarsi altrimenti sarebbe stata squalificata. Lo speaker di quell’anno, Leonardo Cascione, la incitava a non mollare. Monica strisciava sul tappeto dell’ultimo tratto dell’arrivo, così riuscì a tagliare il traguardo e vincere la 31ma edizione della corsa in 4 ore 19′ 09”.

La sera prima ero a cena con lei al ristorante La Bottegaia e le pronosticai un gradino del podio, guardandola ebbi quella sensazione. Lei non ci credeva.
Vederla cadere a pochi metri dal traguardo, per me fu un grande dispiacere, un dolore che si trasformò in grande gioia quando riuscì a tagliare il traguardo.
A quella prima vittoria seguì quella del 2007 in 3 ore 59’48”. Poi ci riprovò nel 2012 e nel 2013 vincendo quelle due edizioni in 4 ore 00 35”e 4 ore 08’08”. Tornò di nuovo nel 2015 piazzandosi al terzo posto in 4 ore 24 45”.
Monica Carlin iniziò a correre dopo aver praticato molti altri sport, ma non a livello professionistico. Nel 2004, quasi casualmente, corse la sua prima maratona a Milano: notata dal mitico Stefano Sartori, iniziò ad allenarsi con costanza e impegno e raccogliendo fin da subito importanti risultati.
Quella di Monica Carlin è una grandissima carriera costellata di titoli italiani (50 km, 100 km, ultramaratona in salita, 6 ore su pista e su strada) e altrettanti successi a livello internazionale (argento e bronzo sui 100 km e oro a squadre).










