MASOTTI – Scintille e alta tensione alla partecipatissima assemblea convocata dalla Giunta comunale di Serravalle Pistoiese, alla scuola di Masotti, sui problemi dell’ambulatorio socio-sanitario di quella frazione e che è al servizio di circa 3800 abitanti.
Di fronte a più di 100 persone arrabbiate e preoccupate, erano seduti il sindaco Piero Lunardi, il vicesindaco Gorbi, l’assessora Ilaria Gargini, l’assessora Benedetta Vettori e i due dirigenti ASL, Daniele Mannelli (direttore della struttura operativa complessa della ASL Centro) e Silvia Mantero (direttrice della Società della Salute pistoiese).

Il sindaco e l’assessora al sociale Gargini hanno illustrato le problematiche note ormai a tutti, difendendo l’operato della Giunta e sottolineando la collaborazione costante con i dirigenti della ASL. Il sindaco ha affermato che l’amministrazione comunale ha fatto tutto quello che poteva: “quello che è stato chiesto è stato fatto – ha detto – anche se non è nella nostra competenza la gestione dei medici di base”.
E’ questo uno dei punti chiave della vicenda e su questo si sono scatenati i cittadini quasi in coro: in numerosi interventi individuali hanno obiettato che si sapeva da tempo come la minaccia della mancanza di medici sarebbe arrivata, ma il Comune sembra non essersene preoccupato.
Prima che si aprisse agli interventi dei cittadini, il dott. Mannelli ha illustrato le regole che determinano le decisioni di ASL , con diritti e doveri dei medici di base. Tutto dipende dalle leggi nazionali che si basano sull’Accordo (convenzione) collettivo dei medici, che non possono essere obbligati a prestare servizio in un determinato luogo. La causa primaria della difficile situazione è la mancanza di queste figure professionali, che non possono coprire tutto il fabbisogno. “L’ideale – dice ASL – sarebbe avere un medico ogni 1300 abitanti, ma purtroppo questa condizione non c’è al momento. Da anni non si riesce ad avere un numero sufficiente di medici. Questo su tutto il territorio nazionale”.

Mannelli precisa che, per normativa nazionale, l’ambito di assegnazione è comunale e l’ASL non può fare procedere “spezzando” il comune. I medici preferiscono scegliere la Casa della salute di Casalguidi, più strutturata e con un gruppo di colleghi che si supportano l’un l’altro. La dottoressa, che ha chiesto il trasferimento presumibilmente lascerà Masotti a Ottobre. “Appena sarà definita la data, emetteremo un bando – spiega Mannelli – per la sostituzione a tempo determinato. Per il bando a tempo indeterminato per zone carenti – prosegue – bisogna aspettare l’inizio dell’anno, quando viene definito il fabbisogno complessivo (definizione che viene fatta appunto una volta all’anno)”.
“Si spera – continua in Direttore della Asl Centro– che ci siano richieste. Qualora non ci fossero, ASL dovrà chiedere ai cittadini di scegliere un medico in ambito comunale”. Ciò significa Casalguidi. Tema questo che ha scaldato gli animi dei presenti: i km che dividono Serravalle da Casalguidi sono troppi (ben 16) e perdipiù non esiste un trasporto pubblico locale che colleghi le due zone. Lla “soluzione” sarebbe un disagio per tutti, soprattutto per le persone anziane e per coloro che non hanno un proprio mezzo.
Insomma, c’è da sperare che qualcuno risponda al bando, sebbene i 15 posti vacanti (che con Masotti diventeranno 16) non tranquillizzino affatto.
La spiegazione dettagliata da parte del Dott. Mannelli è stata interrotta da alcune polemiche, cui il dirigente ha, però, risposto in maniera puntuale.

Il sindaco ha poi dato la parola ai cittadini, passando col microfono tra la platea e reagendo con nervosismo a qualche battuta polemica. Gran parte degli interventi si sono succeduti sulla stessa lunghezza d’onda: preoccupazione e indignazione con accuse ad Asl, ma soprattutto diti puntati sul Comune per non aver cercato di tamponare la situazione in tempo.
Resta soprattutto da capire come a Casalguidi ci siano servizi socio-sanitari soddisfacenti, mentre la zona del Capoluogo pare essere lasciata a se stessa. Si sono mescolati anche accenni al fatto che questo lato del territorio comunale sta perdendo ‘pezzi’ da tempo
Tra il pubblico co sono alcuni promotori della petizione indirizzata all’ASL (non al Comune), volontari della Pubblica Assistenza locale, alcuni esponenti del PD locale e regionale, consiglieri comunali di maggioranza e opposione, rappresentanti dello SPI CGIL e il consigliere regionale Marco Niccolai.
I primi interventi sono stati di cittadini indignati ed estremamente preoccupati che accusano per una situazione trascurata, ma preannunciata da tempo, e che chiedono veloci soluzioni per non restare senza assistenza sanitaria. Una cittadina di Masotti chiede come deve fare a passare costanti visite e ottenere ricette, essendo malata cronica e senza mezzi di trasporto per recarsi a Casalguidi. Molto preoccupati anche i genitori di bambini che non hanno ancora la certezza che la sostituta della pediatra appena andata in pensione presterà servizio anche a Masotti.
Per il comitato promotore della petizione intervengono Raffaele Landi e Franco Di Marco, sottolineando i ritardi d’azione della Giunta, che ha convocato quest’assemblea solo dopo lo scoppio eclatante del problema e le conseguenti giornalate. Landi chiede anche che ci sia una revisione dell’accorpamento in area funzionale territoriale attualmente prevista con Quarrata, a vantaggio di Pistoia. Quarrata, infatti, può essere compatibile solo con il territorio di Casalguidi, ma non certo con quello di Serravalle Capoluogo. Pare che la cosa verrà presa in considerazione da ASL (previo confronto con l’Amministrazione comunale).
Dietro domanda diretta di un cittadino, il dott. Mannelli specifica che chi volesse “seguire” la dottoressa in trasferimento nella sua nuova sede può farlo, previa autorizzazione scritta della stessa dottoressa.
Su questo interviene Simona Querci (esponente del PD regionale e locale ed ex assessora al Sociale) sottolineando che si comprende bene la volontà di proseguire con il medico attuale, sebbene in altro ambito, ma bisogna fare attenzione a non far calare il bacino di utenza a disposizione per non scoraggiare gli eventuali candidati al bando in uscita rispetto a un territorio con meno pazienti del previsto. Querci ha proseguito stigmatizzando l’immobilità della Giunta: “l’Amministrazione non si è mossa per agevolare la permanenza dei medici, contribuendo a desertificare la sede in questione” e facendo una serie di proposte su cui il comune potrebbe lavorare (presenza degli assistenti sociali, attivazione della ‘Bottega della salute’, ripristino di un centro prelievi, collaborazione con le associazioni di volontariato locali).
Il sindaco passa la parola poi al consigliere regionale Marco Niccolai, il quale esordisce mettendo in luce gli errori fatti negli anni a livello nazionale sulla gestione dei medici e degli infermieri e le conseguenze le paghiamo adesso sui territori, come in questo caso. “Finché non aumenta il numero dei medici disponibili – prosegue – e non si cambiano le leggi a Roma, i margini di manovra sono esigui, perché non si può obbligare nessuno a prestare servizio in una precisa località. La Regione non ha competenze in questo, ma la Toscana, prima Regione in Italia, ha messo a disposizione degli incentivi importanti per i medici che sceglieranno le zone disagiate e carenti. Di questo l’ASL può avvalersi in sede di bando nel prossimo anno”. Niccolai sottolinea che i Medici di base dovrebbero avere un contratto di dipendenza a tutti gli effetti, perché si possano poi esercitare quei vincoli che salvaguarderebbero situazioni come questa.
Su questo insiste anche Fabrizio Baldi, sindacalista ed esperto di sanità di lungo corso, ora rappresentante anche dello SPI CGIL: “i medici devono essere messi alle dipendenze totali del sistema pubblico. Come CGIL lo chiediamo da tempo”. Poi arriva la stoccata all’Amministrazione comunale, in particolare all’assessora Gargini, facendo riferimento al botta e risposta tra lei e la dottoressa in via di trasferimento, che ha messo in luce tutte le disattenzioni e le carenze di azione da parte del Comune: “ciò che è stato detto è grave, è grave l’attacco al medico ed è grave che l’amministrazione continui a difendersi facendo intendere che comunque non è un problema di sua competenza. Si doveva e si poteva fare di più per andare incontro ai medici, e non è stato preso in considerazione”.
Una volontaria della Croce Verde ha delineato lo scenario possibile di “trasferimenti” verso Casale, costosi e destinati a pesare sul funzionamento stesso delle associazioni di volontariato: “testimonianza di una parte del comune lasciata a se stessa”.
Pillole amare, difficili da digerire, in una serata destinata a lasciare altri strascichi in una vicenda di cui ancora ci saranno altre tappe. Il Sindaco Lunardi chiude sottolineando che “cercheremo di portare avanti le proposte che sono realizzabili”. (m.d.)







