PORRETTA TERME – “E’ il clima accogliente che si respira ad averci portato qui”, mi dice una coppia di Sasso Marconi che ha trovato alloggio per tre giorni a Castelluccio.
Lo dice anche una coppia proveniente dalla Francia. Lo dicono i musicisti, le persone che si mettono a ballare di fronte al palco, insomma lo dicono tutti: Porretta è un appuntamento da non perdere, unico nel suo genere, irripetibile.

La serata inaugurale è stata ancora una volta una gradita conferma che il Soul, qui, è di casa e riesce a trasmettere energie positive in grandi quantità, a tutti.
Contemporaneamente alla prima giornata di musica è stato inaugurato il nuovo museo del Soul in via Boscolungo nella sede delle vecchie carceri di Porretta. Molto il materiale esposto, dai vestiti di Rufus Thomas alle calzature maschili e femminili degli artisti che si sono esibiti sul palco del Soul, dediche, memorabilia, oggettistica, i manifesti delle edizioni passate e tantissime foto che raccontano i 37 anni del Festival e i suoi protagonisti.

Il Console generale americano Daniela Ballard ha consegnato un attestato del patrocinio che gli USA hanno riconosciuto alla manifestazione a Rick Hutton, l’inossidabile conduttore del Festival da molti anni. Un altro riconoscimento per l’attività di Graziano Uliani Patron del Festival.
Poi le esibizioni musicali: hanno aperto le Sweethearts, australiane, un gruppo di 22 ragazze studentesse delle superiori dell’area di Melbourne. Un vera e propria forza della natura sia per la strumentiste che per le voci, un “gas” eccezionale che ha consentito di posizionare la serata nel giusto range.

Insieme a loro si è esibito Mitch Woods, cantante e tastierista, figura ben nota al pubblico di Porretta. Poi è stata la volta di Johnny Rawls con il suo gruppo. Rawls, dopo i primi pezzi, non ha esitato a entrare in contatto con il pubblico, ha fatto suonare l’armonica a bocca ad un altro artista lì presente, ha ballato e stretto mani con le molte persone che stavano assistendo alla sua esibizione, con naturale sconcerto da parte dei fotografi presenti che non riuscivano a immortalarlo, nessuna preoccupazione invece da parte della sicurezza perché letteralmente non c’è stato bisogno del loro intervento.
Infine è stata la volta di Chris Cain, storico chitarrista Blues, con i The Luca Giordano Band. Special Guest Captain Jack Watson.









