PRATO – Un detenuto tunisino 35enne si è tolto la vita questo pomeriggio, alle 15:30, nel carcere della Dogaia a Prato.
Il 35enne, con problemi di natura psichiatrica, era recluso nel reparto di isolamento, ed era stato trasferito sabato scorso a Prato da un istituto penitenziario di Pisa per motivi di ordine e sicurezza, come riferisce la Fp Cgil.
“Quattro suicidi in sette mesi. L’ultimo poche ore dopo che il governo si è nuovamente rifiutato – dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico – di prendere un impegno per uscire da una situazione emergenziale che la città di Prato – dalla Camera penale si sindacati, dalle forze dell’ordine al personale che ci lavora – aveva definito di crisi e non più sostenibile. Un altro suicidio pochi giorni dopo la visita di una parlamentare della maggioranza che parlava di un carcere tenuto bene e di nessuna emergenza.

Purtroppo, la realtà a volta è terribile. E oggi nonostante gli appelli siamo a contare nuovamente una vita spezzata. In Parlamento in queste ore stiamo approvando il dl carceri, una misura tanto urgente quanto inutile, che non aiuterà il carcere di Prato come nessun altro carcere a uscire da una situazione di emergenza. Non so come faccia Nordio a fregarsene di Prato e di tutte queste morti, ma la cosa certa è che continuare così, senza intervenire, significa macchiarsi di una responsabilità disumana”.
Biagioni (PD): “Alla Dogaia siamo di fronte al totale fallimento delle istituzioni e dello Stato di diritto”
“Un altro suicidio nel carcere della Dogaia a Prato. Un’altra vita spezzata, la quarta nell’arco degli ultimi sette mesi. Siamo di fronte – dichiara Marco Biagioni, segretario PD Prato – al totale fallimento delle istituzioni e dello stato di diritto. Gli appelli e le iniziative lanciate in queste settimane dalla Camera penale, dalle associazioni e dallo stesso Partito Democratico sono rimasti inascoltati, etichettati come ‘campagna contro il governo’. Spero solo che dopo questa ennesima tragedia il ministro della Giustizia Nordio intervenga con urgenza sulle condizioni di vita e di lavoro all’interno della Casa circondariale di Prato”.
Gennarino De Fazio (Uilpa): “nelle carceri il boia invisibile infligge la pena di morte”
“E’ il 65mo suicidio di un detenuto a livello nazionale quest’anno e a queste morti bisogna peraltro aggiungere i 7 appartenenti alla Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita – dichiara il segretario generale Uilpa Gennarino De Fazio -. Nel giorno in cui il Parlamento varerà un provvedimento vuoto, se non a tratti dannoso, nelle carceri il boia invisibile continua a infliggere la pena di morte di fatto, per di più, scegliendo casualmente la vittima”.



