PISTOIA – “Fuga di autisti da autolinee toscane”: è la lettera di un nostro lettore, ex dipendente di Autolinee, che racconta la situazione degli autisti toscani dell’azienda.
“Non è vero, come si vuol far credere, che mancano autisti. Mancano persone in possesso di patenti superiori diposte ad accettare le condizioni della categoria autoferrotramvieri. L’accademie di At, oltre ad essere un enorme sperpero di soldi, non riesce ad ostacolare questo fenomeno”.
Le Acacademie di Autolinee consistono in corsi di formazione gratuiti per la professione di autista con il conseguimento delle patenti specialistiche D e CQC. Accademia non è uno stage – si legge sul sito di Autolinee ma un vero e proprio lavoro retribuito perché prevede l’assunzione immediata a tempo determinato, da perfezionare in contratto a tempo indeterminato una volta superata con successo tutta la formazione.
“Durante le accademie – continua la lettera – viene percepito uno stipensio anche in caso non si passi l’esame per la patente. Conviene quindi andare a prendere la patente D all’Accademy di At piuttosto che in autoscuola, anche in caso si rinunci a lavorare in azienda: in questo caso c’è una piccola penale affrontabile grazie agli stipendi riscossi durante i mesi del corso. L’unica strada per limitare la fuga di autisti non è l’Accademy ma investire per migliorare le condizioni di lavoro di tutti gli autisti toscani dipendenti di Autolinee”.
La lettera continua elencando situazioni da rivedere: lo stipendio; i giorni di riposo insufficienti (un solo giorno alla settimana escluso il bacino di Firenze dove gli autisti ne hanno qualcuno in più); turni lunghi e mal strutturati che si alternano per 365 giorni l’anno in orari pesanti e troppo spesso non assegnati fino al giorno precedente; le ferie; vetture troppo vecchie, stress, aggressioni e responsabilità elevate.
“Occorre creare un contratto di secondo livello uguale per tutti gli autisti di Autolinee Toscane che migliori le condizioni di lavoro – continua la lettera – attualmente ogni azienda anche dopo l’arrivo del gestore unico ha mantenuto il proprio contratto creando troppe disparità tra gli stessi autisti. L’autista è una figura professionale essenziale per il servizio pubblico dal quale dipende la sicurezza delle persone trasportate e degli utenti della strada”.







