mercoledì, Settembre 9, 2026

“La Buona Novella”: Perturbazione e Nada omaggiano e raccontano De Andrè

PRATO – Una serata emozionante e speciale, due artisti uniti nell’omaggiare e rileggere insieme un disco capolavoro dell’indimenticato Faber.

Nella suggestiva cornice del parco di Villa Guicciardini è andato in scena, nell’ambito del festival Settembre Prato è Spettacolo, il concerto della band piemontese dei Perturbazione (impegnata nei mesi estivi in un tour che ha toccato anche il nostro territorio, facendo tappa anche al Carabattole Love Park di Agliana) insieme alla cantautrice livornese Nada. Una collaborazione non nuova, ma nata nel “lontano” 2010 per dare vita a una rilettura integrale del celebre album “La buona novella” di Fabrizio De Andrè, forse il lavoro più significativo e intenso del cantautore e poeta genovese, di cui ricorrevano i quarant’anni dalla pubblicazione.

Ne è nato un progetto artistico e musicale che a distanza di quattordici anni, a seguito della sua pubblicazione in un disco, è stato riproposto al pubblico in una veste nuova, attraverso un breve tour di concerti in cui i Perturbazione e Nada eseguono dal vivo i pezzi riarrangiati di questo concept album di Faber.

Perturbazione e Nada in concerto a Villa Guicciardini per il Settembre Prato è Spettacolo (foto di Simone Chelucci)

A margine del concerto abbiamo avuto modo di intervistare i Perturbazione per sapere qualcosa di più su questo progetto e per conoscere meglio l’idea di fondo che li ha spinti a omaggiare uno dei “giganti” del cantautorato italiano e a confrontarsi con un concept album in cui De Andrè, rifacendosi alla lettura di alcuni Vangeli apocrifi, aveva scelto di affrontare temi universali di carattere religioso, politico, etico e civile.

“In realtà questo progetto è nato su commissione – spiega il frontman Tommaso Cerasuolo – nel 2010 ricorrevano i quarant’anni dall’uscita di questo disco e la Scuola Holden di Torino, diretta da Alessandro Baricco, incaricò il musicologo Alberto Jona di contattarci per proporci uno spettacolo da eseguire presso il Sacro Monte di Varallo, per la sua nuova inaugurazione dopo il restauro. In un ambiente così evocativo, una via Crucis con statue lignee, l’idea di Jona era quella di rileggere ed eseguire dal vivo “La Buona Novella” di De Andrè. Inutile aggiungere che noi accettammo subito con grande entusiasmo. Inoltre, considerando la coralità dei brani contenuti nel disco, Jona propose di creare uno spettacolo a più voci, con l’aggiunta di una voce femminile e di un’altra voce maschile di artisti di diverse generazioni”.

Ed è qui che “entra in scena” Nada, anche se la cantautrice toscana aveva già avuto modo di collaborare con i Perturbazione.

“Nel 2005 realizzammo un progetto intitolato “Le città viste dal basso”, una serie di spettacoli sulle varie città italiane raccontate dalle canzoni dei grandi cantautori del dopoguerra ma anche dagli artisti contemporanei – continua Tommaso – a ogni appuntamento prendevano parte alcuni ospiti, tra cui anche Nada. Fu un’esperienza molto positiva e coinvolgente e così qualche anno dopo ci venne naturale pensare a lei come voce femminile di questo progetto, per la sua voce autorevole e per la personalità giusta che si poteva adattare a questo tipo di spettacolo. Lei ci disse subito di sì e come altra voce maschile fu coinvolto il compositore e musicista Alessandro Raina. Nell’autunno del 2010 andò quindi in scena una sola volta questo concerto-spettacolo, che sul momento non ebbe seguito. Ne riparlammo nel 2019, in occasione dell’uscita di un libro di due scrittori e musicologi proprio su “La Buona Novella” di De Andrè, ma è stato un anno e mezzo fa che, grazie a un’intuizione, abbiamo deciso insieme a Nada di pubblicare il nostro lavoro in un album”.

Quello che Tommaso e i Perturbazione ci tengono a sottolineare in questo progetto è che non si è trattato di realizzare una “cover” di questo disco iconico: certo, “il confronto con un gigante della musica e un mostro sacro come De André mette soggezione”, ma il miglior omaggio e tributo che si possa fare nei confronti di Faber è cercare, per quanto possibile, di “fare propri” e di “interiorizzare” il suo messaggio e la sua musica, per poter rileggere la sua opera in chiave personale.

Ne è scaturito quindi un riarrangiamento dei brani in cui i Perturbazione hanno aggiunto qualcosa di proprio, in particolare un’impronta musicale un po’ “tex-mex” per certi aspetti vicina a quella dei Calexico: “il peggior favore che si può fare a De Andrè è trattarlo come una cosa sacra, un’icona intoccabile – aggiunge Tommaso – perchè è proprio il contrario di quello che lui diceva. Non devi scimmiottarlo, ma avere il coraggio di interpretarlo e attraversarlo rimanendo te stesso: è un lavoro che, al di là dei giudizi del pubblico o della critica, contribuirà a mantenere la musica di Faber una cosa sempre viva e attuale”.

Nada durante il concerto a Villa Guicciardini (foto di Simone Chelucci)

Soprattutto, una musica sempre in grado di suscitare emozioni: talvolta dolorose, talvolta contrastanti, talvolta assai diverse tra loro, perché la particolarità di questo album è proprio il suo essere qualcosa di stratificato, di “misterioso”, che si può prestare a più interpretazioni e livelli di lettura differenti. “La buona novella” è un disco umano, laico, per certi aspetti provocatorio, che non offre certezze e rassicurazioni, che ci turba e ci spiazza, ma allo stesso tempo è attraversato da una profondissima spiritualità e da una grande sofferenza compositiva.

“Inutile negarlo, siamo i primi a emozionarci quando lo suoniamo sul palco – conclude Tommaso – siamo veramente grati di aver fatto parte di questo progetto che porteremo avanti con altre date anche nei prossimi mesi, durante l’autunno e fino agli inizi del prossimo anno. Poi si vedrà, ci sono vari aspetti da valutare, certamente da parte nostra c’è la disponibilità a riproporre questo disco, che crediamo rappresenti una pietra miliare non solo per la carriera artistica di De André, ma per l’intero patrimonio musicale italiano”.

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